Nel 1995 Telefono Antiplagio www.antiplagio.org
inviò a venti Procure della Repubblica, a vari Organi governativi e all'Antitrust una segnalazione dettagliata sull'origine delle truffe televisive dei ciarlatani (fenomeno nato in Sardegna nel 1989) e in particolare del "mago" di Wanna Marchi. Ma intervenne solamente l'Antitrust, con un pronunciamento di pubblicità ingannevole nei confronti della Marchi e del "maestro" Do Naisimento: che hanno continuato impunemente. Perché?
Perché sette anni sono passati invano? Chi risarcirà i cittadini che, nel frattempo, sono stati raggirati? Di chi è la responsabilità? Quale autorità avrà il coraggio di dire che non lo sapeva?
Se il caso Wanna Marchi è emerso perché il 27 e 28 novembre 2001 si sono accesi riflettori e telecamere, c'è di che preoccuparsi. Vuol dire che qualcuno ha minimizzato. Vuol dire che le vittime sono state ignorate e prese in giro. Vuol dire che esistono migliaia di altri casi, ancor più gravi, che meriterebbero non solo l'intervento della polizia giudiziaria, ma anche della classe politica: di cui, però, non ci si può fidare perché un altro business di truffe "magiche" miliardarie, tuttora in atto, è quello del 166, nato nel 1998 dall'iniziativa di un Ministro della Repubblica.
Per metterlo di fronte alle sue responsabilità dobbiamo aspettare il 2005 o sperare in un'altra "scoperta dell'acqua calda" di Striscia la notizia?