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MAGHI:
UNA TENTAZIONE DA VINCERE
di Laura de Laurentiis
Consulenza del professor Giovanni Panunzio
fondatore e coordinatore nazionale del Telefono
Antiplagio
(da Vivere Sani & Belli del 12/12/03)
Ventiduemila:
tanti sono in Italia i maghi e gli astrologi. Il 41% è
concentrato al nord, il 31% al centro, il 28% al sud e
nelle isole. Il giro d’affari che producono ogni anno
è stimato intorno ai 5 miliardi di euro. Cinque
cittadini ogni 100 sporgono denuncia contro un
ciarlatano, per paura di ricatti e ritorsioni. Questi
sono i dati del rapporto annuale del telefono
Antiplagio, un’associazione di volontari nata nel 1994
per difendere le vittime di ciarlatani e santoni e per
combattere eventuali abusi dei mass media nei confronti
dei minori. Il 75% delle segnalazioni raccolte dal
Telefono Antiplagio riguarda maghi e operatori
dell’occulto che non si pubblicizzano in alcun modo e
che si stima siano circa 15 mila, mentre sono circa
settemila i ciarlatani che usano Internet. Ciascuno di
loro specula sull’infelicità, la solitudine, le
disgrazie, sfruttando la disperazione, l’ignoranza, la
credulità della gente. Il mezzo migliore per porre fine
a questo inquietante mercato è quello di non ricorrervi
mai, in nessun caso, per nessun motivo. Se non c’è
domanda, infatti, l’offerta automaticamente è
destinata a estinguersi.
CREDULITA':
LA BASE DEL BUSINESS
Da sempre nell’uomo è insito sia il desiderio di
modificare gli eventi non già attraverso l’impegno
personale e la volontà, unici strumenti di cui
realmente si dispone per indirizzare il destino, sia la
voglia di conoscere il futuro. Non è da oggi però la
notizia dell’inesistenza di forze misteriose in grado
di intervenire sulle vite umane, mutandone il corso.
Sarebbe dunque ipocrita non sottolineare che chi ancora
si rivolge ai maghi e ai cartomanti, agisce per
ignoranza, lì dove per ignoranza s’intende il “non
conoscere l’oggettività dei fatti”. Dai maghi vanno
dunque i creduloni e il business dei ciarlatani può
fallire solo nel momento in cui nessuno crederà più in
loro. E’ un po’ come il mercato della droga: nel
momento in cui nessuno più dovesse acquistarla gli
spacciatori rimarrebbero disoccupati.
LA
CURIOSITA' E LA VOGLIA DI MAGIA
Il giro d’affari di maghi e cartomanti non si regge
solo sull’ignoranza, ma si sostenta anche grazie alla
curiosità o al desiderio di provare un’esperienza
nuova. Una grossa percentuale di persone, pur non
credendo affatto che qualcuno possa avere poteri
divinatori, cede alla tentazione di consultarne almeno
uno almeno una volta nella vita, “tanto per vedere che
cosa succede”. Ma lo sfizio è comunque a pagamento e
va a incrementare ulteriormente il già ricco
portafoglio dei ciarlatani. Meglio dunque evitare.
C’è
poi una piccola percentuale di persone che pur essendo
scettica ha comunque talmente voglia di magia da recarsi
dal mago con il motto “Non è vero ma non si sa
mai”.
IDENTIKIT
DI CHI CI VA
In generale, le persone che si rivolgono abitualmente ai
maghi hanno caratteristiche ben precise, sia psichiche
che relative alla condizione esistenziale. Vediamole.
Labilità
emotiva dovuta a una situazione oggettivamente
drammatica, come può essere la malattia di una persona
cara, il tradimento del coniuge, l’incertezza per il
futuro, dovuta a un’improvvisa crisi economica.
Condizioni
di salute precarie, dovute a una malattia invalidante o
incurabile: in questo caso il mago rappresenta proprio
un’ultima spiaggia, una zattera a cui aggrapparsi per
nonché non c’è altra via d’uscita.
Insicurezza
e scarsa autostima, da cui nasce la convinzione di non
possedere strumenti appropriati per gestire la propria
vita. Da qui l’idea che sia possibile affidare alla
magia, che non esiste, la soluzione dei propri problemi.
Mancanza
di amicizie, vita di relazione insoddisfacente, assenza
di persone con cui confidarsi, esperienze molto dolorose
alle spalle. Di solito a questa destabilizzante
condizione si associa uno scarso livello culturale.
MEGLIO
LO PSICOLOGO
Oltre all’ignoranza, è la labilità emotiva a
suggerire di rivolgersi a un mago. Bisognerebbe riuscire
a prendere coscienza di trovarsi eventualmente in questa
particolare condizione psicologica, per fronteggiarla in
un modo più ragionevole. Buon senso vuole che quando ci
si sente troppo infelici per una qualsiasi ragione, sia
opportuno consultare uno psicologo anziché un mago. Se
invece ci si reca dal ciarlatano non già con
l’illusione di mettere una pezza su un amore finito
male o per risolvere problemi di lavoro, ma nella
speranza (vana) di farsi suggerire numeri vincenti o di
avere anticipazioni sul proprio futuro conviene avere
almeno la consapevolezza che si sta scegliendo una
strada costruita sulla menzogna e pensata per i
creduloni.
PRIMA
DI ANDARCI PENSA CHE...
La tentazione di rivolgersi a un mago o a un cartomante
si può vincere semplicemente ponendosi tre domande
chiave, e poi dandovi una risposta che deve essere
guidata dal buon senso. Eccole:
1)
Ha senso credere a qualcosa che il mondo
scientifico non riconosce e la legge condanna?
2)
Come mai i maghi che pur millantano miracoli non
sono al centro dell’attenzione del mondo intero?
3) Perché i maghi pur avendo tutti i poteri di
cui si vantano continuano a farsi pagare? Non dovrebbero
avere talmente tanto denaro da essere gli uomini più
ricchi del mondo?
FACCIAMO
UNA LETTURA CRITICA
Il miglior modo per difendersi dai maghi è quello di
non finire nella loro rete. Non bisogna ricorrervi
insomma, anche ricordando che nel momento in cui ci si
rivolge a loro se ne diventa in un certo senso complici.
Come dissuadere se stessi dalla cattiva idea di andare
da un ciarlatano? Compiendo alcuni semplici
ragionamenti, dettati dalla logica. Eccoli:
LOTTO
& CO
I maghi vendono a caro prezzo numeri “vincenti” del
lotto. Non si capisce come mai non se li giochino da sé,
vista la sicurezza con cui affermano, estrazione dopo
estrazione, che usciranno. Ovviamente questi numeri
puntualmente non vengono estratti e a questo punto
scatta la migliore tra le trovate dei ciarlatani: i
numeri non escono non già perché loro non li hanno
indovinati, quanto piuttosto a causa del malocchio di
cui sarebbe vittima il cliente. I numeri uscirebbero,
dicono i maghi, se solo la persona si sottoponesse a un
trattamento anti-jattura, che loro gentilmente mettono a
disposizione a caro prezzo. Un bicchierino di sale,
utile per sconfiggere il malocchio, viene proposto anche
a 15mila euro: lo straordinario è che c’è pure chi
lo compra.
Rifletti: chi
fosse davvero in possesso dell’abilità di prevedere
ambi, terne e cinquine non avrebbe bisogno di sfidare la
legge ogni giorno, facendo il mago. Dunque non si deve
assolutamente credere che qualcuno possa indicare numeri
vincenti prima che vengano estratti:
che accada è assolutamente impossibile.
TRA
UN MESE TI ACCADRA'...
Avendo la faccia tosta di definirsi “operatori
dell’occulto”, i maghi non esitano nemmeno a
millantare la capacità di prevedere il futuro. Nelle
loro predizioni stranamente non manca mai l’impellente
necessità di continuare a consultarli: “Tu troverai
l’amore della tua vita tra sei mesi. Ma devi stare
attenta a chi ti vuole male. La sua forza avversa
potrebbe impedire quest’incontro che pure è scritto
nelle stelle. Per fare in modo che il tuo felice destino
si compia dovremo incontrarci più volte, pianificando
una strategia che sconfigga le energie negative”. E
così il mago si assicura la sua rendita.
Rifletti: il futuro può essere previsto,
peraltro sempre in modo approssimativo, tenendo conto di
fatti oggettivi e sempre basandosi sulle azioni
personali che si compiranno o non si compiranno. Per
fare un esempio, è ragionevole prevedere che uno
studente di medicina iscritto all’ultimo anno di
università diventerà medico, così come si può
ipotizzare che spendendo costantemente più di quanto si
guadagna si rischia di finire nei guai. Non si può
invece prevedere, in nessun caso, quanto succederà in
assenza di un’azione mirata a realizzarlo. E’ una
certezza matematica.
LE POZIONI DEI MIRACOLI
Creme,
pomate, gel, beveraggi di ogni genere e tipo fanno
spesso da corollario all’opera di persuasione dei
maghi. I vari preparati, venduti a peso d’oro,
assicurano gli effetti più svariati, sempre
rigorosamente miracolosi. Si va dal prodotto che in una
settimana dovrebbe consentire un dimagrimento di dieci e
più chili, a quello che assicura seni alti e sodi in un
minuto fino a quello che garantisce il massimo potere di
seduzione.
Rifletti: se
esistessero prodotti in grado di compiere tutti questi
miracoli se ne parlerebbe ovunque. Il mondo ne sarebbe a
conoscenza, ci sarebbero dibattiti, trasmissioni,
convegni e tavole rotonde. Non ci sono preparati dai
poteri straordinari: ci sono solo imbroglioni che li
spacciano e persone che ci cascano.
I TALISMANI SCACCIA GUAI
Anche
il mercato dei talismani, che allontanano la jella,
attirano la fortuna, procurano principi azzurri,
allontanano le malattie, procurano principi azzurri,
assicurano gravidanze e così via, è purtroppo
floridissimo. Pare che addirittura il 15% delle persone
in crisi cerchi la soluzione dei suoi problemi in un
talismano.
Rifletti: i
guai, grandi o piccoli che siano, fanno parte della
vita: non c’è nulla che li possa scongiurare, se si
esclude, lì dove è possibile, l’impegno personale.
Guidando con prudenza si fa tutto quello che è
possibile per scongiurare incidenti in auto:
guidando come pazzi con un talismano al collo si
rischia la vita. E’ un esempio semplice, ma
esplicativo, che da solo può bastare a far comprendere
che nessun oggetto può avere effetti sul destino.
Meglio dunque investire il proprio denaro, anziché in
talismani, in qualcosa di divertente e gratificante,
come può essere una cena al ristorante, uno spettacolo
teatrale, un fine settimana al mare.
IDENTIKIT
DEL MAGO
I
maghi sono ciarlatani, cioè persone che in perfetta
malafede truffano il prossimo speculando sulle disgrazie
e sull’ignoranza che induce a pensare che
l’impossibile esista. Alcuni di loro possiedono doti
comunque invidiabili: sono abilissimi nel raccogliere a
colpo d’occhio informazioni sufficienti per poter
stupire il cliente di turno, inducendolo a credere in
lui. Per esempio, un mago perspicace può raccontare
alla persona che ha di fronte per la prima volta di
“leggere nelle stelle” che il suo problema
fondamentale riguarda l’amore, semplicemente
osservando che non porta la fede al dito e ha un look
trascurato. Il cliente a questo punto può rimanere
incantato e pensare: “Ma come avrà fatto? Allora è
vero che ha dei poteri!”. Ma non è di questo che si
tratta: la dote del mago è solo quella di essere un
buon osservatore. Ma c’è di più: qualche volta i
ciarlatani, più o meno consapevolmente, assumono il
ruolo di psicoterapeuti: puntando sulla solitudine e
sulla disperazione delle persone, dedicano la seduta
all’ascolto dei vari problemi, rendendosi così
indispensabili. Bisogna stare molto attenti a non cadere
in questa trappola che è, se possibile, la più
subdola: vale la pena di ripetere che se si ha bisogno
di qualcuno da cui essere ascoltati è molto meglio
ricorrere a uno psicoterapeuta. L’aspetto più
inquietante riguarda comunque le ritorsioni, i ricatti
morali, le pressioni psicologiche. Molti maghi, dopo
aver acquisito un cliente lo tengono legato con minacce
più o meno velate: se non acquisterai questa pozione,
le disgrazie ti perseguiteranno, se non verrai una volta
alla settimana perderai il lavoro.
COSA
DICE LA LEGGE
Secondo
l’articolo 121, ultimo comma del testo unico delle
leggi sulla pubblica sicurezza, “il mestiere di
ciarlatano è vietato”. Con la dicitura “mestiere di
ciarlatano”, s’intende qualsiasi attività diretta a
speculare sulla credulità altrui oppure a sfruttare o
alimentare i pregiudizi.
Appartengono dunque alla categoria dei ciarlatani:
* gli indovini
* gli interpreti dei sogni
(esclusi gli psicoanalisti, laureati in medicina o
psicologia e abilitati alla psicoterapia)
*
i cartomanti
* i venditori di sortilegi, o di incantesimi o di
esorcismi (esclusi i sacerdoti)
* chiunque millanti poteri straordinari o miracolosi o
magici.
Esiste dunque una precisa normativa che tutela dai maghi
il cittadino sprovveduto, anche se in Italia fino a poco
tempo fa si era affermata la consuetudine di ignorarla.
Ci è voluto il massiccio intervento di Striscia la
notizia, unito all’attività del Telefono antiplagio,
sia per portare alla ribalta l’enorme giro d’affari
dei maghi sia per rammentare che il loro mestiere è
fuori legge, come peraltro ribadito dalla Corte di
Cassazione nel 1995, in una sentenza in cui si legge che
l’attività di mago si inquadra giuridicamente nel
mestiere di ciarlatano, specificatamente vietato.
A
CHI RIVOLGERSI
Le
vittime dei raggiri dei ciarlatani possono chiedere
aiuto al telefono Antiplagio, telefonando al
338-8385999. I volontari del comitato dopo aver
ascoltato il caso, forniscono consigli sul da farsi,
anche di tipo strettamente legale.
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i Raeliani hanno davvero
clonato... LA bufalA
Normalmente me ne starei zitto su un caso così delirante come quello dei
Raeliani, dato che la natura bufalina dell'organizzazione è lampante
(basta vedere come si veste Rael, pare una comparsa da filmetto di
fantascienza di serie B), ma c'è un aspetto insolito della storia che
credo meriti una segnalazione.
Tutta l'attenzione dell'opinione pubblica si è concentrata sull'annuncio
di una presunta clonazione umana (o più di una) da parte di una società
controllata dai Raeliani, che ha giustamente fatto molto scalpore e
generato moltissima pubblicità. Quello che pochi giornalisti hanno avuto
l'acume di approfondire è che lo stesso clamoroso annuncio fu fatto da
un altro gruppo di pseudoscienziati nel 1978. Se ne sono ricordati quei
pignoli del Washington Post http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A56233-2002Dec30.html
notando che all'epoca saltò fuori, dopo tre mesi di indagini
scientifiche, che era una bufala intentata a scopo pubblicitario (per
promuovere un libro).
In altre parole, i Raeliani hanno sicuramente clonato qualcosa: la
bufala. E in tutti i suoi dettagli.
Nel caso del 1978, infatti, il presunto bambino clonato non fu mai
presentato al pubblico, adducendo "il desiderio di proteggerlo da una
pubblicità dannosa", e la cosa finì nel dimenticatoio (a parte un
processo che durò tre anni e si concluse con la conferma della frode). E
ora, guarda un po' che coincidenza, Rael ha dato ordini di non eseguire
test del DNA sul presunto neonato-fotocopia annunciato di recente, allo
scopo di "proteggere le identità dei genitori": http://www.cnn.com/2003/HEALTH/01/03/human.cloning/index.html
. Suvvia, di cosa ha paura? Che si scopra che tutta la storia è una
bufala, e per di più stantia, costruita (proprio come venticinque anni
fa) per farsi pubblicità? Impossibile: gli alieni sono con lui, e una
razza extraterrestre super-evoluta non affiderebbe mai il proprio Verbo
a un contaballe qualsiasi, no?
Ironia a parte, l'articolo del Washington Post spiega anche alcuni dei
problemi nel verificare l'affermazione dell'avvenuta clonazione. Non
basta fare un prelievo di sangue del bambino e della madre e fare il
test del DNA per vedere se sono identici: esistono infatti "giochi di
prestigio" che si possono fare sia a livello medico (una trasfusione
integrale di sangue dalla madre al neonato, ad esempio, li farebbe
sembrare geneticamente identici), sia a livello più banale con un po' di
destrezza nello scambiare le provette.
Oltretutto il test del DNA è particolarmente sensibile alla
contaminazione incrociata: residui minutissimi di DNA sugli strumenti
possono falsare il test. Una verifica realmente affidabile richiederebbe
test multipli, condotti da più laboratori (e di certo non dai laboratori
dei Raeliani, che sono gli ultimi di cui ci si può fidare) e soprattutto
eseguiti sotto l'occhio vigile di prestigiatori che possano verificare
che nessuno alteri o scambi il contenuto dei prelievi. Prelievi che per
evitare il trucchetto delle trasfusioni dovrebbero essere campioni di
tessuto (facilmente acquisibili dalla bocca, senza traumi) anziché di
sangue.
Un'impresa notevole, dunque, che ho la sensazione che stranamente si
deciderà di non fare adducendo scuse più o meno patetiche, come quella
di Rael quando quelli della CNN gli hanno chiesto via satellite se si
trattava semplicemente di una bella trovata pubblicitaria: "Non sento
bene, l'audio è disturbato".
Non se la caverà così a buon mercato in tribunale: un avvocato
americano, Bernard Siegel, ha infatti chiesto alla magistratura della
Florida che il bambino, se è davvero clonato, venga tolto ai genitori
(al genitore?) e affidato a un tutore meno squinternato e
irresponsabile. La richiesta è naturalmente un modo astuto per mettere
alla prova il bluff dei Raeliani. Proprio come venticinque anni fa.
Paolo Attivissimo Traduttore tecnico, divulgatore informatico
topone@pobox.com http://www.attivissimo.net
(C) 2002-2003 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione non commerciale libera, purche' riporti la
presente dicitura.
P.S. L'UNICO CASO AL MONDO DI
CLONAZIONE RICONOSCIUTA RIMANE IL GABIBBO www.striscia.org
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