RAPPORTO SULLE SETTE ESOTERICHE
E RELIGIOSE IN
ITALIA
(l'introduzione è tratta dal più ampio "Rapporto
Guyard", scaturito dalla Commissione Parlamentare francese che nel 1995 ha
condotto una approfondita ricerca sul fenomeno settario in Francia. Il
"Rapporto Guyard" può essere consultato in lingua originale sul sito dell'Assemblea
Nazionale: http://www.assemblee-nat.fr/2/cenq/rap-enq/r2468.htm
. Il testo integrale, tradotto in italiano, è consultabile sul sito
"Allarme Scientology": http://xenu.com-it.net/txt/guyard.htm
)
INTRODUZIONE
Oggigiorno il termine "setta" fa
riferimento a minoranze religiose o movimenti pseudo-religiosi di recente
apparizione, secessionisti o meno. Gruppi che mirano ad operazioni di
destabilizzazione mentale allo scopo di ottenere dai loro seguaci un'obbedienza
incondizionata, riduzione dello spirito critico, rottura con le referenze
comunemente accettate (etiche, scientifiche, civiche, educative), e che
implicano pericoli per la libertà personale, la salute, l'educazione e le
istituzioni democratiche. Tali gruppi usano maschere filosofiche, religiose o
terapeutiche per dissimulare i loro obiettivi e influenzare e sfruttare i
seguaci.
Volendo differenziare tra legittimità e "zona
di pericolo", distinguiamo:
- Libera associazione o gruppo coercitivo
- Convinzione o certezza assoluta
- Impegno o fanatismo
- Prestigio del capo o culto del guru
- Decisioni volontarie o scelte completamente
indotte
- Ricerca di alternative (culturali, morali,
ideologiche) o rottura con i valori della società
- Appartenenza leale al gruppo o obbedienza
incondizionata
- Abile persuasione o manipolazione programmata
Tra gli indicatori che invitano a considerare setta
un movimento che si presenta come religione, vi sono:
- Destabilizzazione mentale
- Carattere esorbitante delle richieste finanziarie
- Isolamento dalla società
- Pericoli per la salute fisica
- Arruolamento di minori
- Linguaggio antisociale in forma più o meno
accentuata
- Pericoli per l'ordine pubblico
- Rilevanza accordata alle dispute legali
- Tentativi di infiltrare le pubbliche autorità
Diventa urgente pertanto:
a) stimare i pericoli a cui
individui e società vengono esposti;
b) stilare un rapporto sulle
misure necessarie per contrastare tali pericoli;
c) proporre, se necessario,
l'applicazione e/o l'adattamento delle norme in vigore, insieme alla
ridefinizione del reato di plagio, così come richiesto dalla Corte
Costituzionale nel lontano 1981.
Sono 2 i potenziali fattori che rendono possibile
l'espansione del fenomeno settario:
- le sètte possiedono mezzi finanziari ingenti,
posti al servizio delle loro attività di proselitismo;
- le sètte soddisfano bisogni significativi, sebbene
espressi in modo indefinito.
Le tecniche di reclutamento delle sètte sono
largamente note. Non si basano in alcun modo su un processo coercitivo - a
differenza di certi metodi impiegati quando il seguace è meglio integrato
all'interno della struttura settaria - e contemplano pratiche di
"raccolta di consenso espresso". Le caratteristiche dei metodi di
reclutamento spiegano la situazione paradossale del nuovo membro, che diviene
vittima consenziente: oggi i percorsi psicologici dei futuri seguaci sono
meglio conosciuti.
Gli argomenti propagandistici impiegati dalle sètte
sono estremamente vari. Oltre al tema religioso, esistono:
Temi etici - I movimenti settari si presentano come difensori
dell'etica.
Temi ecologici - Predicano l'isolamento dalle attività
contemporanee e dalla vita economica e il ritorno al modo di vivere delle tribù
indiane primitive.
Temi medici - Sostengono il carattere presumibilmente curabile
di malattie per cui la diagnosi medica è estremamente riservata; o completano
la medicina con cure palliative e/o omeopatiche, confondendo omeopatia e
fitoterapia.
Temi culturali - Propongono conferenze, incontri e cicli di
formazione.
Temi educativi - Sono collegati a scuole private che
propongono insegnamenti di supporto e/o di correzione.
Temi riguardanti la trasformazione personale
Temi collegati al fiorire della sessualità
Gli strumenti di propaganda sono estremamente vari:
sollecitazioni per strada o porta a porta, diffusione di riviste, pubblicità
tramite esposizioni o stampa, conferenze, cicli di formazione ecc.
La prima fase di reclutamento
è naturalmente quella della seduzione. Ha lo scopo di proporre un'alternativa
tentatrice alle difficoltà della vita quotidiana. In ogni caso il reclutatore
deve avere una buona capacità di percepire il sistema di riferimento di chi lo
ascolta e le sue componenti emotive.
La seconda fase del
reclutamento, una volta stabilite le presunte linee di affinità, consiste nel
persuadere il futuro seguace della credibilità del linguaggio. L'obiettivo del
reclutatore consiste nel fare in modo che l'ascoltatore passi gradualmente dal
mondo reale a quello del credo, senza scatenare il fenomeno del rigetto.
La terza e ultima componente
dei passi che conducono all'adesione è il fascino, generalmente ottenuto al momento
dell'incontro con il nucleo centrale delle dinamiche settarie (risultati
positivi di un test, assistere ad un rituale, incontrare il guru ecc.), che
introdurrà il carattere magico nella relazione tra il futuro seguace e la
setta, causerà l'irruzione dell'universo simbolico della stessa e condurrà al
desiderio di impegnarsi.
Si può fare un certo parallelismo con le fasi della
tossicodipendenza. I genitori dei tossicodipendenti pensano - e in un certo
senso hanno ragione - che, senza l'orribile spacciatore, loro figlio sarebbe un
angelo. Dimenticano però che, nel 90% dei casi, la strada che il loro ragazzo
ha percorso è stata volontà sua: per poi cadere nelle braccia dello
spacciatore. Non si dovrebbe escludere, quindi, la quota di volontarietà del seguace,
che non è detto che sia uno sprovveduto da manipolare, ma potrebbe essere
entrato quasi deliberatamente, ingannato dal messaggio non veritiero: in
seguito, difatti, subentra la coercizione.
Le sètte non sono reti che cadono dall'alto sulle
persone, ma nasse con esca entro cui ci si infila.
A proposito del loro potere finanziario è
innegabile che un certo numero di sètte disponga di mezzi economici
particolarmente significativi. Uno dei loro guru ha dichiarato, non senza un
certo cinismo:
"Se si vuole veramente diventare milionari, il
modo migliore è fondare la propria religione".
I capi setta, comunque, sostengono:
- che le loro risorse provengono da contributi
volontari, versati dai fedeli per compensare certi servizi (religiosi o meno),
dalla vendita di pubblicazioni e da donazioni di privati;
- che i loro conti sono approvati da studi contabili
autorizzati e di solida reputazione;
- che si conformano alle richieste delle autorità
fiscali.
Sta di fatto che l'ammontare dei contributi versati supera
di gran lunga i servizi resi; e i seguaci, che spesso sono portati a versare
alle sètte gran parte del loro reddito, si trovano addirittura coinvolti in
debiti di proporzioni difficili da immaginare. In ogni caso, lo stile di vita
dei leaders conduce a pensare che l'interesse personale degli stessi venga
prima degli scopi religiosi, ufficialmente dichiarati, delle loro associazioni.
SUDDIVISIONE
Movimenti
"new age"
Sotto questo nome sono raggruppate le organizzazioni
che promuovono una corrente neo-spiritualista ed impiegano una varietà di
tecniche al fine di porre in collegamento il fedele e l'assoluto. Le dottrine
"new age", rese popolari da un grande numero di autori, si basano
sull'idea che il mondo stia entrando in una nuova era, quella dell'acquario,
che corrisponderebbe ad un nuovo risveglio spirituale, segnato da profondi
mutamenti. Sono basate, pertanto, sul millenarismo. I sostenitori di queste
dottrine puntano spesso a definire la loro religione come destinata a
sostituire le religioni cristiane dell'era dei pesci (che a loro volta hanno
soppiantato il mosaico di religioni dell'era dell'ariete e le religioni
babilonesi dell'era del toro). E' una tendenza spirituale e filosofica
"pigliatutto" importata dagli Stati Uniti alla metà degli anni '80,
ed attualmente appare la numero uno nella competizione fra le sètte.
Movimenti
"curativi"
Sono quelli che professano una modalità di cura non
riconosciuta dalla scienza medica ufficiale. Il grado di pericolosità varia a
seconda di quanto integrano o sostituiscono tecniche di maggiore spessore
scientifico e nella misura in cui promuovono interazioni con ritrovati
prescritti dai medici. I movimenti "curativi" e/o "di
guarigione" e/o "di auto-guarigione" (reiki) sono estremamente
variati. Il concetto di malattia viene rifiutato, così come quello di morte (=
credenza nella reincarnazione): è l'intelligenza che crea la sofferenza e solo
la fede in sé stessi la rimuove, non l'intervento di professionisti della
salute. Occorre iniettare energia universale nell'organismo, liberando i canali
di energia e tenendoli aperti, anche con la pratica della iperventilazione (che
in realtà serve per generare stordimento e sottomissione). Reclutano adepti
anche tra professionisti della salute, medici o paramedici o omeopati. Il
dominio di componenti "curative" invade la maggioranza delle tendenze
settarie, seguendo l'esempio "new age", fino a
"prescrivere" il rifiuto della medicina ufficiale.
Movimenti
"psicoanalitici"
Sviluppano varie tecniche pseudo-psicologiche
applicate alla cura dei traumi inconsci. La tendenza
"psicoanalitica", purtroppo, è al terzo posto (in un ipotetico podio
già occupato dalla "new age" e dai movimenti "curativi").
Il danno causato alle vittime è particolarmente serio (rovina, pazzia,
suicidio), poiché in questo tipo di sètte le tecniche di manipolazione mentale
sono estremamente sofisticate.
Movimenti
"satanici"
Riguardano pure alcune bands musicali e hanno in
comune le pratiche spiritiche e il ritorno all'adorazione dell'
"avversario" (Satana) della tradizione biblica, con un'abbondante
demonologia di basso livello culturale e inesistente valore teologico. Ispirano
timori che non devono essere presi alla leggera perché, sull'esempio dei
"colleghi" USA e dei Paesi scandinavi, potrebbero abbandonare le loro
attività folcloristiche per azioni criminali: profanazioni di cimiteri,
traffico di droga, maltrattamento e uccisione di animali, reati di sangue…
Movimenti
"apocalittici"
Predicono tutti un imminente cataclisma mondiale
(come quelli già annunciati dai Testimoni di Geova per il 1874, 1914, 1925 e
1975), riferendosi sia all'Apocalisse del Nuovo Testamento che alle dottrine
induiste dei cicli (reincarnazione e/o metempsicosi).
Movimenti
"occulti"
Per occultismo si intende il credo nell'esistenza e
nell'efficacia di pratiche (alchimia, astrologia, cartomanzia, chiromanzia,
divinazione, magia, necromanzia, telepatia) che non sono riconosciute né dalla
religione né dalla scienza e che richiederebbero una particolare iniziazione.
L'esoterismo postula l'esistenza di una suprema tradizione dell'uomo che può essere conosciuta solo attraverso un
insegnamento "segreto".
Movimenti
"evangelici", "di preghiera" e "pseudo-cattolici"
Sotto questi termini rinveniamo movimenti che,
facendo riferimento alla tradizione cristiana (protestante e cattolica), si
raccolgono attorno a persone (pastori, ex sacerdoti e sedicenti
"catechisti") che sviluppano un atteggiamento da guru. Nel caso dei
gruppi "pseudo-cattolici", le loro dottrine sono generalmente così
lontane dalla teologia della Chiesa da essere escluse dalla sua comunione. Le
tendenze "evangeliche", "pseudo-cattoliche" e
"sincretiche", ad ogni modo, resistono abbastanza bene. Le
"piccole chiese" dirette da falsi vescovi si stanno altresì
mantenendo con l'uso caricaturale di rituali cattolici romani o orientali.
Dall'altra parte i movimenti evangelici dominanti, spesso animati da autentici
pastori, naufragati nel ruolo di guru, beneficiano sempre della libertà di
prosperare ai loro margini, offerta dalle strutture protestanti ufficiali. I
gruppi sincretici resistono invece con difficoltà alla vaghezza "new
age". I gruppi di preghiera, infine, basano la loro attrattiva sulla
spettacolarizzazione del sacro e del miracolistico e sulla discriminazione, per
niente cristiana, nei confronti di chi non fa parte della loro cerchia.
Movimenti
"alternativi"
Propongono una diversa organizzazione di circuiti
economici, modelli produttivi, commercio mondiale, rapporti umani, aiuti
umanitari (primariamente dedicati alle vittime di fame, guerre, malattie,
catastrofi…), assistenza con promozione di progetti nel terzo mondo e studi
intesi a contribuire alla ricerca sulle cause della povertà e della sofferenza.
Inoltre vorrebbero sradicare la violenza ed eliminare le sofferenze personali,
a mezzo dello sviluppo individuale e della trasformazione sociale. Questo
movimento è incentrato su solidarietà, attività non-violente, non
discriminazione, lotta ai monopòli, cooperative e auto-gestione.
Movimenti
"neo-pagani"
Mentre dal punto di vista cristiano i pagani sono
membri di popoli non raggiunti dalla predicazione cristiana, o che l'anno
rifiutata, il concetto di neo-paganesimo rivive facendo riferimento a divinità
differenti da quella biblica. I "neo-pagani" generalmente guardano
alla mitologia celtica o scandinava, e anche all'animismo.
Movimenti
"orientali"
Sotto questo gruppo viene compresa un'ampia
diversità di movimenti che fanno riferimento a religioni e dottrine della
metafisica orientale come Buddismo, Induismo e Taoismo.
Movimenti UFO
L'ufologia è la credenza in una pluralità di mondi
abitati e nella realtà dei "visitatori dallo spazio". Alcuni di
questi movimenti parlano superficialmente di rapporti fra extraterrestri,
stigmatizzati, personaggi biblici, madonne che piangono ecc.
Movimenti
"sincretici"
Sotto il termine "sincretico" si colloca
l'insieme eterogeneo di movimenti che presentano una sintesi fra diverse
religioni, comprese le primitive, e anche fra tradizioni orientali e
occidentali.
LA SITUAZIONE LEGALE NEL NOSTRO PAESE
Se le sentenze dei tribunali testimoniano molte
illiceità commesse dalle sètte o da alcuni dei loro membri, in realtà
forniscono solamente un resoconto incompleto dei loro molteplici pericoli. Sono
stati osservati, per esempio, diversi casi di abuso della professione medica.
Inoltre sono state pronunciate sentenze in riferimento alla violazione degli
obblighi familiari, in particolare da parte di genitori, seguaci di sètte,
riguardo i figli. Quando poi i fatti non sono apertamente biasimevoli, il
giudice si astiene dal condannare direttamente i genitori-seguaci, ma rifiuta
loro l'esercizio della patria potestà o della custodia. Le sètte inoltre, nel
corso degli anni recenti, si sono rese colpevoli spesse volte di calunnia,
diffamazione a mezzo stampa e violazione della privacy. Diverse decisioni
giurisdizionali testimoniano, inoltre, la pratica assai frequente dell'evasione
fiscale. Si pongono in evidenza, ancora, molteplici casi di truffa, frode ecc.
Infine la giurisprudenza fornisce rapporti di molteplici violazioni delle leggi
sul lavoro o sulla previdenza sociale.
Ovviamente non tutte le azioni biasimevoli commesse
dalle sètte vengono sottoposte a giudizio. Ne siamo ben lontani. I giudizi richiedono,
difatti, il sussistere di diverse condizioni spesso difficili da ottenere:
- è necessario, innanzitutto, che la persona che ha
subito un danno ne sia cosciente. Per i seguaci, tuttavia, la regola che viene
loro imposta dal guru è inevitabilmente buona;
- è necessario che il seguace prenda sufficiente
distanza dalla setta, di solito mentre la sta lasciando, e soprattutto prenda
coscienza;
- è necessario che la parte interessata decida di
sporgere denuncia. Tuttavia questo passo è assai lontano dall'essere
automatico: molti preferiscono "girare definitivamente pagina" su un
periodo traumatico della loro vita; altri si affidano prontamente ad
associazioni di difesa dei consumatori, ma non osano dare inizio a procedimenti
per mancanza di fiducia o timore di rappresaglie. In ogni caso la prova
dell'illecito, così come la responsabilità della sua istigazione, è difficile
da portare, causa l' "originalità" dei reati settari: dove le vittime
sono spesso (considerato il loro momentaneo assenso) veri e propri attori;
- è necessario che i fatti corrispondano ad una
incriminazione prevista e sanzionata dalla legge; il che, per esempio, non è
ovvio in casi di manipolazione mentale;
- è necessario, infine, qualora si giunga a
giudizio, farlo rispettare: cosa che a volte incontra grandi difficoltà per la
molteplicità dei mezzi che certi movimenti sono in grado di dispiegare
(procedure dilazionatorie, pressioni di ogni tipo, auto-dissolvimento o, molto
semplicemente, fuga all'estero).
E' ovvio quindi che i pericoli che certi movimenti
settari rappresentano per l'individuo e per la società siano in realtà più
numerosi, più diffusi e più gravi di quanto la sola lettura di sentenze di
tribunale possa suggerire.
L'elenco riportato di seguito raggruppa i pericoli
che il fenomeno settario presenta per gli individui da un lato, e per la
società dall'altro.
Pericoli per
l'individuo
- Il primo di essi è la destabilizzazione mentale. Questa espressione va intesa
come destabilizzare qualcuno allo scopo di assoggettarlo all'influenza di
qualcun altro a mezzo di persuasione, manipolazione e/o mezzi materiali. Questa
pratica è oltremodo insidiosa perché è priva di basi scientifiche ed è
esercitata con il consenso della vittima, in modo progressivo. Certi
procedimenti, d'altra parte, sono assolutamente più brutali. Operano, per
esempio, al fine di indebolire l'individuo, imponendogli una disciplina assai
rigorosa o comprimendo il suo spirito critico, con richieste di azioni
ripetitive o preghiere, in modo da ottenere la sua completa obbedienza. Questi
processi, a volte, possono portare i seguaci ad un avanzato stato di stanchezza
patologica. Si nota inoltre, seppure più raramente, il ricorso a tecniche
soporifere che si spingono fino all'ipnosi profonda o alla prescrizione di farmaci
o alla somministrazione di droghe, permettendo alla setta di conseguire un
autentico "stupro psicologico" del seguace. Sulla psiche delle
persone a cui vengono applicate queste forme di destabilizzazione mentale si
possono avere serie conseguenze come depressione, comportamento schizofrenico o
grave stato di dipendenza. Certe sètte, inoltre, rivolgono ai loro seguaci
richieste finanziarie esorbitanti. Di frequente viene posta in evidenza la
rottura del seguace con il suo ambiente di origine. Questo è ovvio con le sètte
che praticano la vita comunitaria. La rottura è più insidiosa, ma altrettanto
reale, all'interno di sètte i cui seguaci continuano, apparentemente, a
svolgere la loro normale vita familiare e sociale, ma il cui impegno li conduce
gradualmente a cessare ogni reale relazione tra il mondo esterno e il movimento
a cui appartengono. Ed è precisamente questo l'obiettivo che il leader della
setta desidera ottenere, offrendo al seguace l'incentivo per dedicare più tempo
possibile alla setta, con i suoi riti e le sue credenze: porre fine ad ogni
contatto con chi potrebbe probabilmente insinuare dubbi nello spirito del
seguace, risvegliare il suo senso critico e, infine, sviarlo dalla setta. Le
pratiche di certe sètte minano l'integrità fisica dei seguaci. Può trattarsi di
maltrattamenti, digiuni forzati, aggressioni, sequestri di persona, omissioni
di soccorso, abusi della professione medica e violenze sessuali, anche a danno
di minori.
Pericoli per
la comunità
- Per cominciare, certe sètte presentano un messaggio apertamente antisociale.
Il fatto non è stupefacente: i movimenti che raccomandano pratiche contrarie
alla legge e alla morale pubblica devono ben giustificarle; perciò spiegano
spesso ai loro seguaci perché le leggi e la morale pubblica sono cattive, e che
solo i principi della setta meritano di essere seguiti. Inoltre parecchie
organizzazioni arrecano disturbo alla legalità. Tuttavia è opportuno
specificare che i difficili rapporti con la giustizia di alcune di esse possono
avere due facce: i procedimenti di cui sono oggetto a causa del carattere
punibile o pregiudizievole delle loro azioni; le azioni che esse intraprendono
nei confronti di persone che, secondo loro, danneggiano la loro immagine.
Infatti la maggior parte delle persone che si esprimono pubblicamente sugli
effetti negativi di certi movimenti settari vengono querelate per diffamazione.
Si rilevano anche diversi episodi di disturbo
nell'economia: certe sètte, infatti, fanno ricorso a lavoro nero o a forme
diverse di frode e truffa. Ultime, ma non meno allarmanti, sono le
infiltrazioni o i tentativi di infiltrazione che determinati gruppi, sedicenti
"religiosi", metterebbero in opera nel cuore dell'autorità pubblica e
le loro connivenze con le organizzazioni criminali, considerata la mole di
denaro "nero", e quindi incontrollato, di cui dispongono. In Italia,
per esempio, esiste un'organizzazione di potere di cui fanno parte funzionari
statali e pubblici ufficiali "invitati" a prestare un secondo
giuramento: in caso di conflittualità, quale decideranno di violare o di
tradire? Per tale motivo è indispensabile sensibilizzare il personale
amministrativo responsabile, senza cadere nella paranoia, sulla necessità di
dar prova di grande vigilanza; e per evitare, per lo meno, che a sètte e ad
organizzazioni che rientrano in questo ambito vengano assegnati sussidi o
contratti, per ignoranza sulla loro vera natura. Nessuna categoria sociale o
professionale ne è esclusa; e se i giovani sembrano esserne i più colpiti,
nelle sètte in realtà si trovano persone di tutte le età. A queste condizioni è
significativo sapere se gli strumenti legali esistenti siano sufficienti per
affrontarle e cosa la pubblica autorità può fare per meglio ostacolare certe
derive.
Le risposte possibili sono:
1) gli strumenti del diritto
esistenti non renderebbero possibile ostacolarle;
2) il sistema legale in
vigore è adatto, ma incompleto; di conseguenza permette di affrontarle solo in
parte;
3) forse le norme esistenti sono
adeguate, tuttavia non vengono applicate in modo completo e soddisfacente.
La risposta a questi problemi, pertanto, passa
attraverso un atteggiamento pragmatico, basato in primo luogo su un'ampia
prevenzione, una migliore applicazione della legge e la modifica di alcuni
punti del sistema legale, compresa la riformulazione del reato di plagio (così
come richiesto, nel lontano 1981, dalla Consulta).
Al primo posto ci deve essere il rispetto per
l'ordine e la legalità, vale a dire, in senso lato: pace, sicurezza, salute e
moralità pubblica.
Al secondo il rispetto per la libertà e i diritti
del prossimo, relativi a: elaborazioni-dati, schedature, privacy ecc.
(considerato che le sètte, con l'espediente di indagini, sondaggi o test,
inviano a seguaci o non-seguaci questionari contenenti richieste di
informazioni relative a identità, residenza, professione, numero di telefono e
personalità conosciute nei seguenti ambiti: politica mondiale, media, arti,
legge e finanze).
Infine, al terzo posto, viene il rispetto per il
principio di laicità, basato su un equilibrio tra libertà di coscienza, di
incontro e di associazione e rispetto per la legge, l'ordine, la tutela dei
diritti e delle libertà del prossimo e la laicità della Repubblica che, pur
consentendo l'espressione di tutte le credenze, deve considerare e contrastare
seriamente i pericoli da esse derivanti.
Occorrono regolamenti che, garantendo la libertà di
religione, rendano possibile reprimere i soprusi. Se il movimento spirituale
dispone dei mezzi legali per esistere e svilupparsi, la legge dovrebbe
prevedere un significativo intervento che renda possibile sanzionare gli abusi
perpetrati sotto la copertura dell'esercizio della libertà religiosa.
L'associazione, da parte sua, dovrebbe dichiarare alla prefettura della
provincia in cui ha registrato la sua sede legale, menzionando il titolo e
l'oggetto dell'associazione, l'indirizzo della sua impresa e nome, professione,
residenza e nazionalità della persona che, a titolo non specificato, è
incaricata della sua amministrazione o della sua direzione. Inoltre dovrebbe
allegare due copie dello statuto e rendere pubblica la costituzione
dell'associazione, entro un mese, con un'inserzione in un albo ufficiale,
contenente data della registrazione, titolo e oggetto dell'associazione, e
indicazioni relative alla sede. Infine le sètte dovrebbero essere soggette a
controlli del fisco e degli ispettorati del lavoro: controlli che potrebbero
essere già messi in atto e che, stranamente, non lo sono. Se pertanto i
movimenti spirituali beneficiano di numerose opzioni legali attraverso cui
esprimersi, la legge deve rendere possibile la punibilità degli abusi.
Le norme
vigenti in Italia permettono già di penalizzare le "derive" settarie
Per convincersi è sufficiente esaminare, per ogni
genere di pericolo settario, i mezzi legali a disposizione delle vittime e
delle autorità. L'elenco che segue contiene i reati commessi più frequentemente
all'interno dei movimenti settari e la cui punibilità è già prevista dal nostro
ordinamento.
- violenza carnale, anche a danno di minori (art.
519), corruzione di minorenni (art. 530);
- abbandono di minore (art. 591);
- violazione degli obblighi di assistenza familiare
(art. 570), inosservanza dell'obbligo dell'istruzione;
- ingiurie (art. 594 c.p.), molestie (art. 660);
- violenza privata (art. 610);
- induzione alla prostituzione (artt. 533 e 534),
atti contrari alla pubblica decenza (art. 726);
- circonvenzione d'incapace (art. 643);
- stato di incapacità procurato mediante violenza
(art. 613);
- trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la
volontà altrui (art. 728);
- spaccio e/o somministrazione di sostanze
stupefacenti (v. pagina seguente);
- esercizio abusivo della professione medica (art.
348);
- abuso della credulità popolare (art. 661);
- truffa e/o truffa aggravata (art. 540);
- usura (art. 644);
- sequestro di persona (art. 605);
- omissione di soccorso (art. 593);
- istigazione o aiuto al suicidio (art. 580);
Ogni violazione dovrebbe portare allo scioglimento di
quei movimenti il cui comportamento risulti contrario alla legge e alla morale
o i cui scopi siano in conflitto con l'integrità del territorio nazionale e con
la Costituzione. Ma raramente si è fatto ricorso alle suddette sanzioni
nell'ambito della lotta alle derive settarie. La legge italiana offre
molteplici strumenti - più numerosi di quelli contenuti nell'elenco riportato -
per evitare i diversi pericoli rappresentati da certi movimenti settari. Il
problema, pertanto, non è riformare un sistema, quanto farlo valere con la
necessaria determinazione.
I rischi nel
riconoscere le sètte come religioni a tutto campo
Alcuni ritengono che sarebbe opportuno, senza dar
vita a modalità specifiche, riconoscere i nuovi movimenti religiosi come
religioni a tutto campo. Non si comprende, però, come sarebbe possibile
riconoscere come religioni a tutto campo movimenti che, come un certo numero di
sètte, non lavorano per un fine esclusivamente religioso, e presentano pratiche
contrarie all'ordine pubblico, ai diritti e alla libertà del cittadino ed alla
stessa Costituzione (es. art. 18: "Sono proibite le associazioni
segrete…").
Il nostro Paese quindi, che è parte integrante
dell'Unione Europea, dovrebbe tenere presente:
a) che con risoluzione del
22/5/1984, su azione comune degli Stati membri della Comunità europea, di
fronte a diverse infrazioni alla legge compiute da recenti organizzazioni che
operano al riparo della libertà religiosa, il Parlamento Europeo ha espresso
consapevolezza "della preoccupazione che suscitano in taluni cittadini e
famiglie della Comunità le attività di nuove organizzazioni che operano al
riparo della libertà di religione, quando le loro pratiche ledono i diritti
dell'uomo e del cittadino e pregiudicano la situazione sociale degli interessati";
b) che con raccomandazione del
5/2/1992, "relativa alle sètte e ai nuovi movimenti religiosi", il
Parlamento Europeo ha proposto di raccogliere informazioni supplementari sulla
natura e le attività delle sètte e dei nuovi movimenti religiosi;
c) che con altra risoluzione
sulle sètte in Europa del 29/2/1996, il Parlamento Europeo - considerato che
"talune sètte, operanti attraverso una rete trans-frontaliera all'interno
dell'Unione europea, praticano attività di carattere illecito e criminale e commettono
violazioni dei diritti dell'uomo" - ha invitato "i Governi degli
Stati membri a non rendere automatica la concessione dello statuto religioso e
a considerare, nel caso di sètte implicate in attività clandestine o criminali,
l'opportunità di togliere loro lo statuto di comunità religiose, che conferisce
vantaggi fiscali e una certa protezione giuridica";
d) che con ulteriore recente
raccomandazione del 22/6/1999, il Parlamento Europeo ha ribadito la sua
disamina critica, riguardo le "attività illegali delle sètte".
E invece in Italia ci troviamo di fronte a norme e
proposte che eludono queste indicazioni, come nel caso della Legge Mancino del
26 aprile 1993, n. 122 (misure urgenti in materia di discriminazione razziale,
etnica e religiosa); del disegno di legge n. 3947 (presentato il 3/7/1997), che
permette intese con tutte le formazioni religiose senza controllo preventivo; e
dello schema d'intesa del 21/1/2000, con cui il Consiglio dei Ministri ha
approvato la regolamentazione dei rapporti tra Repubblica italiana e Testimoni
di Geova (che considerano "satanico", cioè avversario, ogni singolo
Stato), affinché possano accedere all'otto per mille.
Organizzare
una campagna informativa per il pubblico, in particolare attraverso la tv
Sarebbe opportuno mettere al corrente l'intera
opinione pubblica sui pericoli che certe sètte possono rappresentare. Infatti è
importante che genitori e educatori siano informati: sensibilizzarli su questi
problemi può influire sull'educazione che trasmettono ai loro figli e ai loro
allievi. Tale informazione si dimostra necessaria anche per evitare che
pubblici funzionari e privati, all'oscuro dell'attività dei movimenti settari,
appoggino in buona fede associazioni dannose.
CONCLUSIONE
Difficile da definire e neppure facile da misurare,
oltre che impossibile da afferrare nel suo insieme, il fenomeno settario non
costituisce per questo una realtà meno tangibile nel mondo contemporaneo:
espressione di molteplici movimenti spirituali, distinti dalle religioni
tradizionali, caratterizzati da pratiche e credenze specifiche, è difatti
strettamente collegato ai maggiori problemi sollevati dall'attuale società,
considerato il declino delle religioni tradizionali, il cambiamento delle
strutture familiari, la messa in discussione dei valori morali, la crisi
politica, economica e sociale. In un certo qual modo ne è addirittura il
riflesso. Se la sua diversità e complessità impedisce di rendere conto con
precisione della sua evoluzione quantitativa e qualitativa, nell'ultimo
decennio il fenomeno settario si è sviluppato a dismisura in Italia e
all'estero, sia come numero di organizzazioni che di seguaci e di
simpatizzanti.
Le informazioni e le testimonianze in ns. possesso
non lasciano dubbi sul fatto che quanto portato alla luce dalla giustizia e
dall'informazione costituisce soltanto uno sguardo parziale sui pericoli
prospettati dalle sètte, che nei fatti sono più numerosi, vasti e seri.
Ovviamente lo Stato non può permettere che nel suo seno si sviluppi ciò che,
dopo attenta riflessione, è parte di un autentico flagello. Restare passivi
sarebbe da irresponsabili, non solo verso chi ne è rimasto o ne è toccato, ma
riguardo i principi democratici su cui si basa la nostra Repubblica. Il miglior
modo per contrastare lo sviluppo delle sètte pericolose non deve essere di
carattere eccezionale, sotto forma di una legislazione anti-sètte. La portata
del nostro apparato legale non rende necessaria una legislazione specifica, che
potrebbe un giorno essere utilizzata in uno spirito di limitazione della
libertà di pensiero. La cosa essenziale, pertanto, è fare un uso corretto e
completo delle disposizioni esistenti, visti i proclami dei nostri politici
sull'educazione alla legalità e considerando che la loro applicazione
sistematica e rigorosa in alcuni casi ha reso possibile lottare con efficacia.
A questo scopo è necessario, in primo luogo, conoscere meglio - e pertanto
istituire un osservatorio ad hoc - e, in modo particolare, far conoscere meglio
il fenomeno e i pericoli che possono sorgere. Appaiono inoltre auspicabili
alcuni aggiustamenti alla legislazione esistente, oltre la riformulazione del
reato di plagio.
Infine è importante che gli ex seguaci possano
ricevere aiuto, al fine di reintegrarsi nella società. La stesso aiuto dovrebbe
essere garantito ad ex promotori e/o fondatori di sètte che volessero cambiare
vita.
Anche se nel nostro Paese non ci sentiamo minacciati
da episodi di violenza, tipo Waco (Texas), o da attentati come quello compiuto
dalla setta Aum nella metropolitana di Tokyo, i germi di drammi di questo tipo
e/o di fanatismo millenaristico sono presenti e la prevenzione, insieme
all'applicazione delle norme esistenti, diventano essenziali, se non si vuole
intervenire in ritardo, dopo aver assistito - impotenti - a qualche nuova
inattesa tragedia, non escludendo episodi di giustizia privata: come è, qualche
volta, desiderio dei familiari delle persone irretite.
ALCUNI
DATI STATISTICI
-
Costo complessivo annuo sostenuto dagli italiani per il solo ingresso in
un gruppo o in una setta:
50
miliardi di lit. (aumenta con i vari gradi di iniziazione)
-
Segnalazioni giunte ai nostri recapiti in 6 anni di attività: c. 1200
(il 60% anonime)
-
Sètte e/o gruppi “esoterici” in Italia, censiti dalla ns. associazione: c. 650
-
In Europa: 1.100 (fonte Unione Europea-Televideo)
-
Su internet (italiani e stranieri): c. 1.000
-
Movimenti "religiosi" in Italia: c. 60
Lombardia
104 - Lazio 73 - Piemonte 69 - Toscana 55 - E. Romagna
53 - Veneto 49 - Campania 43 - Liguria 35 - Sicilia
33 - Friuli V. G. 19 - Puglia 18 - Calabria 16 -
Marche 15 - Umbria 13 - Sardegna 10 - Trentino A. A. 9
- Abruzzo 8 - Valle D’Aosta 4 - Molise 4 - Basilicata 1
Regioni
da cui arrivano più segnalazioni: Lombardia, Lazio, Veneto, Piemonte, Sardegna
Città: Milano, Roma, Torino,
Cagliari, Napoli
- Situazione
tra gli studenti universitari: sondaggio del settimanale "Mai Dire
Italia" (Ca): 1.500 intervistati
885 studenti hanno abbandonato
gli studi;
circa il 96%
- 849 - dichiara di essersi ritirato:
a) per aver trovato lavoro
(425 studenti = 50% c.),
b) per le difficoltà
incontrate nello studio (263 studenti = 31% c.),
c) per voler cambiare
indirizzo (161 studenti = 19% c.).
Il 4% c.
di essi (36 su 885) afferma inoltre di essersi ritirato per seguire dottrine e
discipline "occultistico-esoteriche"
e/o "new age". Distinzione per sessi: 13
donne, 23 uomini.
Oltre il
50% di coloro che si sono dedicati all'esoterismo (19) dichiara poi che negli ultimi
due anni (prima dell'abbandono) non ha studiato né sostenuto alcun esame,
perché impegnato all'interno di una sètta.