PARODIA DI STRISCIA LA NOTIZIA:
PARODIA DELLA PARODIA O, PIU’ SEMPLICEMENTE, LIBERTA’ DI ESPRESSIONE?
Ultim'ora - Comunicato stampa del
13/12/07
Il 13 dicembre, giorno di santa Lucia, protettrice della vista e degli occhi,
Telefono Antiplagio apprende che il giudice del Tribunale di Ravenna ha
stabilito che il Gabibbo non è uguale alla mascotte americana Big Red, nata 11
anni prima del pupazzo di Striscia la notizia: dunque non vi e' stato alcun tipo
di plagio. Il giudice, inoltre, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle
spese processuali a favore di Mediaset, Fininvest e Giochi Preziosi per un
totale di 42.000 euro (la sentenza e' pubblicata
qui). Telefono Antiplagio condivide l'oculata decisione del magistrato di
Ravenna, mentre non e' d'accordo con la tesi di Big Red che, secondo
indiscrezioni, avrebbe pensato: ''il giudice ha letto le carte, ma non ha
guardato le figure''. La posizione di Telefono Antiplagio, che per primo aveva
scoperto Big Red e smascherato il Gabibbo, scaturisce da un'indagine a campione
su 1.000 persone: abbiamo inviato ad altrettante email la foto di gruppo di 12
mascotte USA, tra cui Big Red (v. foto a sinistra o
www.bigred.it ), e abbiamo chiesto: ''Secondo lei, quale di questi pupazzi
e' la copia del Gabibbo?''. Il 44% ha detto ''il primo a sinistra'', il 37% ha
indicato ''quello seduto'', il 19% ha affermato ''non saprei''. Nessuno ha
indovinato. Complimenti quindi a Copy spa, societa' di Antonio Ricci, e a ''Striscia''
che nel 1990 dopo mesi e mesi di riunioni, telepatia, teletrasporto e,
soprattutto, ''riflessione'' hanno visto materializzarsi il Gabibbo negli studi
di Cologno Monzese.

Per approfondimenti www.bigred.it - www.strsclntz.org e qui.
Per chi invece non capisce o non sa cos'è la satira... La satira è un genere letterario che, deridendo le umane debolezze e mordendo il vizio, tende a correggere i costumi. E’ il modo di mettere altri in ridicolo, usando ogni mezzo. Tecniche fondamentali della satira sono: smascheramento, sminuimento di persone o cose, tenute in gran conto, per mezzo della degradazione, parodia e camuffamento che distruggono l’unità esistente fra la personalità di un individuo, quale lo conosciamo, e i suoi atti e parole, sostituendo il personaggio cospicuo, o le sue espressioni, con figura o atto meno degno. Satira è riduzione, svalutazione che riduce la statura e la dignità della vittima… usando vari mezzi: contenuto, stile, linguaggio. Quando la satira riduce, cerca di sminuire il suo bersaglio sottraendogli l’appoggio del rango, della dignità e dell’abito: ovvero, sotto gli abiti splendidi non c’è nulla, se non un mortale qualunque. Nella satira troviamo spesso la rappresentazione dell’uomo spogliato, non quella dell’uomo nudo, perché il nudo è il corpo umano idealizzato, sia in senso eroico che in senso erotico: la nudità appartiene all’Eros o all’atletica eroica. Invece chi è rappresentato spogliato è sorpreso nel momento più inopportuno, magari coi calzoni calati, con l’aria colpevole e in preda alla vergogna. L’oggetto dell’attacco satirico è di solito un uomo razionale, che sa quello che fa, né matto, né del tutto malvagio. Nel momento in cui cede alla tentazione, deve ricorrere all’inganno verso se stesso perché vuole illudersi di agire secondo coscienza; dopo l’atto immorale s’accorge della natura del suo atto e si sente in colpa. Sentir dire che le sciocchezze compiute casualmente sono malvagità criminali può dare noia, ma può anche in un certo senso lusingare, in quanto implica che si sapeva quel che si faceva e/o che erano altri gli scopi. Chi non si rende conto della natura del proprio atto è pazzo, e chi prima, durante e dopo l’atto è perfettamente consapevole di quello che fa, è malvagio. La parodia sta alla base di ogni satira letteraria e consiste nell’impadronirsi dello stile di un altro scrittore e nell’imitarlo con buffe distorsioni. Il tono della parodia è molto vario: partendo dall’umorismo bonario può arrivare alla caricatura che mira a distruggere le reputazioni letterarie tenute in gran conto dai critici. Quando la parodia è usata con intenti satirici, rappresenta un ulteriore esempio di riduzione. La tendenza generale della satira è quella di ridurre e semplificare al massimo appellandosi al senso comune, alla logica che due più due fanno quattro. L’autore di satire si mette la maschera al fine di smascherare gli altri, cioè di spogliare le vittime dei simboli del rango e dei vestiti per rivelare la nudità corrotta che nascondono. Lo smascheramento costituisce una versione della riduzione che si spinge molto più in là delle altre. Nella satira l’autore usa il proprio spirito e la propria capacità di analisi come strumenti per sezionare, reclamando il privilegio del chirurgo di sanare con la morale ciò che ferisce con lo spirito caustico. Ecco probabilmente la ragione per cui la satira suscita risentimento. Lo scrittore di satire deve mettersi la maschera e usare una forma narrativa che gli permetta di sostenere il doppio senso, cioè la parodia; ma deve scegliere il momento opportuno per togliere la maschera. La parodia ripropone elementi del modello irridendoli, stravolgendoli oppure portandoli all'assurdo. In tal senso può essere legata alla satira. In questi casi si richiede che il lettore (o spettatore) conosca bene il modello originale.