i Raeliani hanno davvero clonato... LA bufalA
Normalmente me ne starei zitto su un caso così delirante come quello dei Raeliani, dato che la natura bufalina dell'organizzazione è lampante (basta vedere come si veste Rael, pare una comparsa da filmetto di fantascienza di serie B), ma c'è un aspetto insolito della storia che credo meriti una segnalazione. Tutta l'attenzione dell'opinione pubblica si è concentrata sull'annuncio di una presunta clonazione umana (o più di una) da parte di una società controllata dai Raeliani, che ha giustamente fatto molto scalpore e generato moltissima pubblicità. Quello che pochi giornalisti hanno avuto l'acume di approfondire è che lo stesso clamoroso annuncio fu fatto da un altro gruppo di pseudoscienziati nel 1978. Se ne sono ricordati quei pignoli del Washington Post http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A56233-2002Dec30.html notando che all'epoca saltò fuori, dopo tre mesi di indagini scientifiche, che era una bufala intentata a scopo pubblicitario (per promuovere un libro). In altre parole, i Raeliani hanno sicuramente clonato qualcosa: la bufala. E in tutti i suoi dettagli. Nel caso del 1978, infatti, il presunto bambino clonato non fu mai presentato al pubblico, adducendo "il desiderio di proteggerlo da una pubblicità dannosa", e la cosa finì nel dimenticatoio (a parte un processo che durò tre anni e si concluse con la conferma della frode). E ora, guarda un po' che coincidenza, Rael ha dato ordini di non eseguire test del DNA sul presunto neonato-fotocopia annunciato di recente, allo scopo di "proteggere le identità dei genitori": http://www.cnn.com/2003/HEALTH/01/03/human.cloning/index.html . Suvvia, di cosa ha paura? Che si scopra che tutta la storia è una bufala, e per di più stantia, costruita (proprio come venticinque anni fa) per farsi pubblicità? Impossibile: gli alieni sono con lui, e una razza extraterrestre super-evoluta non affiderebbe mai il proprio Verbo a un contaballe qualsiasi, no? Ironia a parte, l'articolo del Washington Post spiega anche alcuni dei problemi nel verificare l'affermazione dell'avvenuta clonazione. Non basta fare un prelievo di sangue del bambino e della madre e fare il test del DNA per vedere se sono identici: esistono infatti "giochi di prestigio" che si possono fare sia a livello medico (una trasfusione integrale di sangue dalla madre al neonato, ad esempio, li farebbe sembrare geneticamente identici), sia a livello più banale con un po' di destrezza nello scambiare le provette. Oltretutto il test del DNA è particolarmente sensibile alla contaminazione incrociata: residui minutissimi di DNA sugli strumenti possono falsare il test. Una verifica realmente affidabile richiederebbe test multipli, condotti da più laboratori (e di certo non dai laboratori dei Raeliani, che sono gli ultimi di cui ci si può fidare) e soprattutto eseguiti sotto l'occhio vigile di prestigiatori che possano verificare che nessuno alteri o scambi il contenuto dei prelievi. Prelievi che per evitare il trucchetto delle trasfusioni dovrebbero essere campioni di tessuto (facilmente acquisibili dalla bocca, senza traumi) anziché di sangue. Un'impresa notevole, dunque, che ho la sensazione che stranamente si deciderà di non fare adducendo scuse più o meno patetiche, come quella di Rael quando quelli della CNN gli hanno chiesto via satellite se si trattava semplicemente di una bella trovata pubblicitaria: "Non sento bene, l'audio è disturbato". Non se la caverà così a buon mercato in tribunale: un avvocato americano, Bernard Siegel, ha infatti chiesto alla magistratura della Florida che il bambino, se è davvero clonato, venga tolto ai genitori (al genitore?) e affidato a un tutore meno squinternato e irresponsabile. La richiesta è naturalmente un modo astuto per mettere alla prova il bluff dei Raeliani. Proprio come venticinque anni fa.
Paolo Attivissimo Traduttore tecnico, divulgatore informatico 
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(C) 2002-2003 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione non commerciale libera, purche' riporti la presente dicitura.

P.S. L'UNICO CASO AL MONDO DI CLONAZIONE RICONOSCIUTA RIMANE IL GABIBBO www.strsclntz.org .

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MAGHI: UNA TENTAZIONE DA VINCERE
di Laura de Laurentiis
Consulenza del professor Giovanni Panunzio, fondatore e coordinatore nazionale del Telefono Antiplagio
(da Vivere Sani & Belli del 12/12/03)

Ventiduemila: tanti sono in Italia i maghi e gli astrologi. Il 41% è concentrato al nord, il 31% al centro, il 28% al sud e nelle isole. Il giro d’affari che producono ogni anno è stimato intorno ai 5 miliardi di euro. Cinque cittadini ogni 100 sporgono denuncia contro un ciarlatano, per paura di ricatti e ritorsioni. Questi sono i dati del rapporto annuale del telefono Antiplagio, un’associazione di volontari nata nel 1994 per difendere le vittime di ciarlatani e santoni e per combattere eventuali abusi dei mass media nei confronti dei minori. Il 75% delle segnalazioni raccolte dal Telefono Antiplagio riguarda maghi e operatori dell’occulto che non si pubblicizzano in alcun modo e che si stima siano circa 15 mila, mentre sono circa settemila i ciarlatani che usano Internet. Ciascuno di loro specula sull’infelicità, la solitudine, le disgrazie, sfruttando la disperazione, l’ignoranza, la credulità della gente. Il mezzo migliore per porre fine a questo inquietante mercato è quello di non ricorrervi mai, in nessun caso, per nessun motivo. Se non c’è domanda, infatti, l’offerta automaticamente è destinata a estinguersi.

CREDULITA': LA BASE DEL BUSINESS
Da sempre nell’uomo è insito sia il desiderio di modificare gli eventi non già attraverso l’impegno personale e la volontà, unici strumenti di cui realmente si dispone per indirizzare il destino, sia la voglia di conoscere il futuro. Non è da oggi però la notizia dell’inesistenza di forze misteriose in grado di intervenire sulle vite umane, mutandone il corso. Sarebbe dunque ipocrita non sottolineare che chi ancora si rivolge ai maghi e ai cartomanti, agisce per ignoranza, lì dove per ignoranza s’intende il “non conoscere l’oggettività dei fatti”. Dai maghi vanno dunque i creduloni e il business dei ciarlatani può fallire solo nel momento in cui nessuno crederà più in loro. E’ un po’ come il mercato della droga: nel momento in cui nessuno più dovesse acquistarla gli spacciatori rimarrebbero disoccupati.

LA CURIOSITA' E LA VOGLIA DI MAGIA
Il giro d’affari di maghi e cartomanti non si regge solo sull’ignoranza, ma si sostenta anche grazie alla curiosità o al desiderio di provare un’esperienza nuova. Una grossa percentuale di persone, pur non credendo affatto che qualcuno possa avere poteri divinatori, cede alla tentazione di consultarne almeno uno almeno una volta nella vita, “tanto per vedere che cosa succede”. Ma lo sfizio è comunque a pagamento e va a incrementare ulteriormente il già ricco portafoglio dei ciarlatani. Meglio dunque evitare. C’è poi una piccola percentuale di persone che pur essendo scettica ha comunque talmente voglia di magia da recarsi dal mago con il motto “Non è vero ma non si sa mai”.

IDENTIKIT DI CHI CI VA
In generale, le persone che si rivolgono abitualmente ai maghi hanno caratteristiche ben precise, sia psichiche che relative alla condizione esistenziale. Vediamole. Labilità emotiva dovuta a una situazione oggettivamente drammatica, come può essere la malattia di una persona cara, il tradimento del coniuge, l’incertezza per il futuro, dovuta a un’improvvisa crisi economica. Condizioni di salute precarie, dovute a una malattia invalidante o incurabile: in questo caso il mago rappresenta proprio un’ultima spiaggia, una zattera a cui aggrapparsi per nonché non c’è altra via d’uscita. Insicurezza e scarsa autostima, da cui nasce la convinzione di non possedere strumenti appropriati per gestire la propria vita. Da qui l’idea che sia possibile affidare alla magia, che non esiste, la soluzione dei propri problemi. Mancanza di amicizie, vita di relazione insoddisfacente, assenza di persone con cui confidarsi, esperienze molto dolorose alle spalle. Di solito a questa destabilizzante condizione si associa uno scarso livello culturale.

MEGLIO LO PSICOLOGO
Oltre all’ignoranza, è la labilità emotiva a suggerire di rivolgersi a un mago. Bisognerebbe riuscire a prendere coscienza di trovarsi eventualmente in questa particolare condizione psicologica, per fronteggiarla in un modo più ragionevole. Buon senso vuole che quando ci si sente troppo infelici per una qualsiasi ragione, sia opportuno consultare uno psicologo anziché un mago. Se invece ci si reca dal ciarlatano non già con l’illusione di mettere una pezza su un amore finito male o per risolvere problemi di lavoro, ma nella speranza (vana) di farsi suggerire numeri vincenti o di avere anticipazioni sul proprio futuro conviene avere almeno la consapevolezza che si sta scegliendo una strada costruita sulla menzogna e pensata per i creduloni.

PRIMA DI ANDARCI PENSA CHE...
La tentazione di rivolgersi a un mago o a un cartomante si può vincere semplicemente ponendosi tre domande chiave, e poi dandovi una risposta che deve essere guidata dal buon senso. Eccole:
1) Ha senso credere a qualcosa che il mondo scientifico non riconosce e la legge condanna?
2) Come mai i maghi che pur millantano miracoli non sono al centro dell’attenzione del mondo intero?
3) Perché i maghi pur avendo tutti i poteri di cui si vantano continuano a farsi pagare? Non dovrebbero avere talmente tanto denaro da essere gli uomini più ricchi del mondo?

FACCIAMO UNA LETTURA CRITICA
Il miglior modo per difendersi dai maghi è quello di non finire nella loro rete. Non bisogna ricorrervi insomma, anche ricordando che nel momento in cui ci si rivolge a loro se ne diventa in un certo senso complici. Come dissuadere se stessi dalla cattiva idea di andare da un ciarlatano? Compiendo alcuni semplici ragionamenti, dettati dalla logica. Eccoli:
LOTTO & CO
I maghi vendono a caro prezzo numeri “vincenti” del lotto. Non si capisce come mai non se li giochino da sé, vista la sicurezza con cui affermano, estrazione dopo estrazione, che usciranno. Ovviamente questi numeri puntualmente non vengono estratti e a questo punto scatta la migliore tra le trovate dei ciarlatani: i numeri non escono non già perché loro non li hanno indovinati, quanto piuttosto a causa del malocchio di cui sarebbe vittima il cliente. I numeri uscirebbero, dicono i maghi, se solo la persona si sottoponesse a un trattamento anti-jattura, che loro gentilmente mettono a disposizione a caro prezzo. Un bicchierino di sale, utile per sconfiggere il malocchio, viene proposto anche a 15mila euro: lo straordinario è che c’è pure chi lo compra.
Rifletti: chi fosse davvero in possesso dell’abilità di prevedere ambi, terne e cinquine non avrebbe bisogno di sfidare la legge ogni giorno, facendo il mago. Dunque non si deve assolutamente credere che qualcuno possa indicare numeri vincenti prima che vengano estratti:  che accada è assolutamente impossibile.
TRA UN MESE TI ACCADRA'...
Avendo la faccia tosta di definirsi “operatori dell’occulto”, i maghi non esitano nemmeno a millantare la capacità di prevedere il futuro. Nelle loro predizioni stranamente non manca mai l’impellente necessità di continuare a consultarli: “Tu troverai l’amore della tua vita tra sei mesi. Ma devi stare attenta a chi ti vuole male. La sua forza avversa potrebbe impedire quest’incontro che pure è scritto nelle stelle. Per fare in modo che il tuo felice destino si compia dovremo incontrarci più volte, pianificando una strategia che sconfigga le energie negative”. E così il mago si assicura la sua rendita.
Rifletti: il futuro può essere previsto, peraltro sempre in modo approssimativo, tenendo conto di fatti oggettivi e sempre basandosi sulle azioni personali che si compiranno o non si compiranno. Per fare un esempio, è ragionevole prevedere che uno studente di medicina iscritto all’ultimo anno di università diventerà medico, così come si può ipotizzare che spendendo costantemente più di quanto si guadagna si rischia di finire nei guai. Non si può invece prevedere, in nessun caso, quanto succederà in assenza di un’azione mirata a realizzarlo. E’ una certezza matematica.
LE POZIONI DEI MIRACOLI
Creme, pomate, gel, beveraggi di ogni genere e tipo fanno spesso da corollario all’opera di persuasione dei maghi. I vari preparati, venduti a peso d’oro, assicurano gli effetti più svariati, sempre rigorosamente miracolosi. Si va dal prodotto che in una settimana dovrebbe consentire un dimagrimento di dieci e più chili, a quello che assicura seni alti e sodi in un minuto fino a quello che garantisce il massimo potere di seduzione.
Rifletti: se esistessero prodotti in grado di compiere tutti questi miracoli se ne parlerebbe ovunque. Il mondo ne sarebbe a conoscenza, ci sarebbero dibattiti, trasmissioni, convegni e tavole rotonde. Non ci sono preparati dai poteri straordinari: ci sono solo imbroglioni che li spacciano e persone che ci cascano.
I TALISMANI SCACCIA GUAI
Anche il mercato dei talismani, che allontanano la jella, attirano la fortuna, procurano principi azzurri, allontanano le malattie, procurano principi azzurri, assicurano gravidanze e così via, è purtroppo floridissimo. Pare che addirittura il 15% delle persone in crisi cerchi la soluzione dei suoi problemi in un talismano.
Rifletti: i guai, grandi o piccoli che siano, fanno parte della vita: non c’è nulla che li possa scongiurare, se si esclude, lì dove è possibile, l’impegno personale. Guidando con prudenza si fa tutto quello che è possibile per scongiurare incidenti in auto:  guidando come pazzi con un talismano al collo si rischia la vita. E’ un esempio semplice, ma esplicativo, che da solo può bastare a far comprendere che nessun oggetto può avere effetti sul destino. Meglio dunque investire il proprio denaro, anziché in talismani, in qualcosa di divertente e gratificante, come può essere una cena al ristorante, uno spettacolo teatrale, un fine settimana al mare.

IDENTIKIT DEL MAGO
I maghi sono ciarlatani, cioè persone che in perfetta malafede truffano il prossimo speculando sulle disgrazie e sull’ignoranza che induce a pensare che l’impossibile esista. Alcuni di loro possiedono doti comunque invidiabili: sono abilissimi nel raccogliere a colpo d’occhio informazioni sufficienti per poter stupire il cliente di turno, inducendolo a credere in lui. Per esempio, un mago perspicace può raccontare alla persona che ha di fronte per la prima volta di “leggere nelle stelle” che il suo problema fondamentale riguarda l’amore, semplicemente osservando che non porta la fede al dito e ha un look trascurato. Il cliente a questo punto può rimanere incantato e pensare: “Ma come avrà fatto? Allora è vero che ha dei poteri!”. Ma non è di questo che si tratta: la dote del mago è solo quella di essere un buon osservatore. Ma c’è di più: qualche volta i ciarlatani, più o meno consapevolmente, assumono il ruolo di psicoterapeuti: puntando sulla solitudine e sulla disperazione delle persone, dedicano la seduta all’ascolto dei vari problemi, rendendosi così indispensabili. Bisogna stare molto attenti a non cadere in questa trappola che è, se possibile, la più subdola: vale la pena di ripetere che se si ha bisogno di qualcuno da cui essere ascoltati è molto meglio ricorrere a uno psicoterapeuta. L’aspetto più inquietante riguarda comunque le ritorsioni, i ricatti morali, le pressioni psicologiche. Molti maghi, dopo aver acquisito un cliente lo tengono legato con minacce più o meno velate: se non acquisterai questa pozione, le disgrazie ti perseguiteranno, se non verrai una volta alla settimana perderai il lavoro.

COSA DICE LA LEGGE
Secondo l’articolo 121, ultimo comma del testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza, “il mestiere di ciarlatano è vietato”. Con la dicitura “mestiere di ciarlatano”, s’intende qualsiasi attività diretta a speculare sulla credulità altrui oppure a sfruttare o alimentare i pregiudizi. Appartengono dunque alla categoria dei ciarlatani: * gli indovini  * gli interpreti dei sogni (esclusi gli psicoanalisti, laureati in medicina o psicologia e abilitati alla psicoterapia)
  * i cartomanti  * i venditori di sortilegi, o di incantesimi o di esorcismi (esclusi i sacerdoti) * chiunque millanti poteri straordinari o miracolosi o magici. Esiste dunque una precisa normativa che tutela dai maghi il cittadino sprovveduto, anche se in Italia fino a poco tempo fa si era affermata la consuetudine di ignorarla. Ci è voluto il massiccio intervento di Striscia la notizia, unito all’attività del Telefono antiplagio, sia per portare alla ribalta l’enorme giro d’affari dei maghi sia per rammentare che il loro mestiere è fuori legge, come peraltro ribadito dalla Corte di Cassazione nel 1995, in una sentenza in cui si legge che l’attività di mago si inquadra giuridicamente nel mestiere di ciarlatano, specificatamente vietato.

A CHI RIVOLGERSI
Le vittime dei raggiri dei ciarlatani possono chiedere aiuto al telefono Antiplagio, telefonando al 338-8385999. I volontari del comitato, dopo aver ascoltato il caso, forniscono consigli sul da farsi, anche di tipo strettamente legale.