OTELMA CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE E INGIURIA AI DANNI DI GIOVANNI PANUNZIO (14/12/05). IL 20/9/07 E' STATO ASSOLTO IN APPELLO (v. fondo pagina) PERCHE' SAREBBE STATO PROVOCATO: MA QUANTO HA DETTO SUL FONDATORE DI TELEFONO ANTIPLAGIO, E' RISULTATO FALSO.

Il mago Otelma e' stato condannato dal giudice monocratico del tribunale di Cagliari al pagamento di 1.500 euro di multa per aver diffamato e ingiuriato Giovanni Panunzio, responsabile dell'associazione Telefono Antiplagio. Il mago Otelma era stato chiamato in giudizio da Panunzio in quanto nel marzo del 2002 aveva affermato, nel corso della trasmissione della Rai La vita in diretta, che il responsabile dell'associazione era un mago fallito e riciclato che era stato condannato in appello. Il giudice ha inoltre stabilito il pagamento, oltre che delle spese di giudizio, di una provvisionale a favore di Panunzio di 5.000 euro (AGENZIA GIORNALISTICA ITALIA). Altri articoli a fondo pagina...

La prossima volta consigliamo al mago Otelma di ricorrere al "pentacolo del giudizio", da egli stesso venduto a 150 euro e utilizzabile - a suo dire - "prima di presentarsi ad un processo per la miglior tutela dei propri interessi". Qualora invece avesse provveduto, il termine "pentacolo" non puo' che fare riferimento ai 5.000 euro.
Ufficio Stampa Antiplagio 338.8385999


DA LA NUOVA SARDEGNA A L'UNIONE SARDA (19 maggio 2005)

IMPRECISO E CONFUSO, INVECE, IL GIORNALE DI SARDEGNA (GDS) 19/5/05

NONOSTANTE ALCUNE AFFERMAZIONI NON VERE, LA REPLICA DI GIOVANNI PANUNZIO NON E' STATA PUBBLICATA PERCHE' IL GDS IL 5/6/05 HA RETTIFICATO AUTONOMAMENTE: GIOVANNI PANUNZIO NON HA MAI AFFERMATO DI AVER FONDATO UNA SORTA DI "CENTRO STUDI SUI FENOMENI PARANORMALI" CON "SALVATORE DI LORENZO, RESPONSABILE DEL "SINDACATO MAGHI".

IN DATA 15/12/05 IL GIORNALE DI SARDEGNA (1), LA NUOVA SARDEGNA (2) E L'UNIONE SARDA (3) HANNO PUBBLICATO LA NOTIZIA DELLA CONDANNA.

L'UNIONE SARDA 15/12/05 - Condannato Otelma per diffamazione aggravata e ingiuria ai danni del prof. Giovanni Panunzio, fondatore di Telefono Antiplagio - Diffamazione: condannato il Divino Otelma - L'occultista diede del mago fallito al fondatore del Telefono antiplagio Giovanni Panunzio
Il Divino Otelma questa volta dovrà svestire i panni di tramite tra le divinità e il mondo reale, mettere mano al portafogli personale e pagare 5.000 euro sull'unghia a Giovanni Panunzio, responsabile nazionale del Telefono antiplagio. Una somma molto terrena che l'occultista genovese sarà costretto a tirare fuori dopo la condanna arrivatagli addosso ieri mattina a palazzo di giustizia: il giudice unico Giampaolo Casula ha ritenuto che dare del mago fallito a Panunzio, fondatore di un'associazione che «mira a frenare i fenomeni di occultismo che ormai dilagano, come le Madonne che lacrimano», come lui stesso sostiene, sia palesemente diffamatorio. E siccome Otelma (difeso dall'avvocato Ignazia Licheri) commise lo stesso errore due volte (in due differenti puntate di "La vita in diretta"), l'imputato si è reso colpevole di due reati: diffamazione aggravata e ingiuria aggravata. Il giudice ha più che raddoppiato la pena richiesta dal pubblico ministero (700 euro), riducendo invece drasticamente la provvisionale da riconoscere al diffamato (5 mila euro) per il quale il legale di parte civile Giovanni Manca aveva chiesto 25 mila euro. Non è servito al Divino, dunque, venire di persona in aula lo scorso 29 settembre e raccontare il proprio punto di vista sulla vicenda. Come unico risultato ottenne il trasferimento in massa di assistenti, legali, pubblici ufficiali e perfino magistrati in quell'aula al piano terra nella quale l'occultista fece sfoggio del suo abito da lavoro: una tunica verde con simboli arabeggianti, un cappello nero e due babbucce gialle. Passarono in secondo piano infatti le sue risposte alle accuse di Panunzio, che in precedenza aveva ricordato i motivi che lo spinsero a sporgere denuncia: «Durante due diverse puntate della "Vita in Diretta", ricordò, «Otelma disse che negli anni '90 ero stato un mago fallito e che, non avendo avuto successo, mi ero riciclato. Inoltre affermò che avevo subito una condanna penale. Forse quelle frasi sono conseguenza della nostra denuncia all'Antitrust per un corredo della felicità che Otelma pubblicizzava nelle reti televisive». «Otelma non fece altro che difendere la sua categoria in una trasmissione dall'intento provocatorio», ha sottolineato l'avvocato Licheri nell'arringa, «nella quale Alfredo Barrago (illusionista cagliaritano) definì cialtronata uno dei trucchi del mio cliente e lo stesso Panunzio apostrofò i maghi come cialtroni a tutti gli effetti. Insomma, Otelma non fece altro che sostenere le ragioni dei suoi colleghi. Quindi non è colpevole». Il giudice è stato di avviso differente. (an.m.)


AGGIORNAMENTO DEL 21 SETTEMBRE 2007 (dal quotidiano "Il Sardegna")