BOOMERANG DI ANTONIO RICCI
1) LA MEDESIMA AGGRESSIVITA' USATA DA "STRISCIA" NEI CONFRONTI DI ALCUNI OBIETTIVI NON E' STATA USATA NEI CONFRONTI DI ALTRE SITUAZIONE E/O PERSONE NON MENO SUSCETTIBILI DEL MEDESIMO INTERESSE... 2) GLI INTROITI DEI PROVENTI PUBBLICITARI DERIVANTI DAGLI ANNUNCI DI CENTINAIA DI SOGGETTI NELL'INSIEME CORRETTAMENTE DEFINITI CIARLATANI VANNO AD INTEGRARE I BILANCI DELL'IMPRESA DA CUI DIPENDONO GLI ODIERNI QUERELANTI O, COMUNQUE, DALLA QUALE QUESTI RICEVONO I LORO COMPENSI... 3) TEMERARIA LA QUERELA PROPOSTA E PERALTRO SINGOLARMENTE CONTRADDITTORIA, NEL SUO "ANIMUS", RISPETTO A QUELLA "AGGRESSIVITA" NEI METODI, ED ESTREMA LIBERTA' DI OPINIONI, CHE L'AUTORE DI STRISCIA LA NOTIZIA, ED I SUOI COLLABORATORI, HANNO SEMPRE RITENUTO DOVEROSO RIVENDICARE A SE' STESSI, COME SE, PERO', METODI ANALOGHI, E CONTENUTI NON MENO CRITICI, FOSSERO PRECLUSI A SOGGETTI DIVERSI DA LORO...
Le frasi
riportate sopra sono contenute nella richiesta di archiviazione (pubblicata
sotto) del PM dr. Luca Poniz di un procedimento scaturito da una delle tante denunce di Antonio Ricci
& c. al fondatore di Telefono Antiplagio, Giovanni Panunzio. Visto il
tenore delle argomentazioni del PM, Antonio Ricci & c. sono stati "costretti" ad
opporsi alla richiesta di archiviazione e, di conseguenza, ad accanirsi
nuovamente con Telefono Antiplagio. Richiesta di archiviazione ed
opposizione sono state discusse il 25/9/07 dal GIP dott.ssa Clementina Forleo (Tribunale di Milano). Vi invitiamo alla lettura
del documento originale, non prima di aver sottolineato un fatto. Nella querela
di Antonio Ricci è scritto: "Tali affermazioni (di Giovanni Panunzio)
prive di fondamento sono tutte rivolte a ledere la consolidata reputazione
che nel tempo gli autori del programma satirico si sono conquistati ed a
procurarsi ancora una volta un po' di facile notorietà sulla scia del successo
che Striscia ha raccolto in questi anni... aspirazione del Panunzio ad una
facile notorietà, da conquistare sulla scia della popolarità altrui, elevandosi
a censore di un programma di grande successo".
Ci chiediamo: Antonio Ricci si rende conto che querelando in continuazione il
fondatore di Telefono Antiplagio diventa il principale promotore della facile
notorietà che egli stesso stigmatizza? Si rende conto che con le sue denunce
contro Giovanni Panunzio non fa altro che amplificare notizie poco gradite a
Striscia? Se la risposta è sì, lo ringraziamo per la disponibilità.



AGGIORNAMENTO DEL 16/2/08 - IL 4/2/08 IL GIP CLEMENTINA FORLEO HA ORDINATO AL PM, DR. LUCA PONIZ, CHE AVEVA CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE SU TUTTI I FRONTI, DI RIFORMULARE L'IMPUTAZIONE A CARICO DI GIOVANNI PANUNZIO, MA SOLO PER LE AFFERMAZIONI CONTENUTE NEL COMUNICATO STAMPA DEL 16/2/06, ECCOLE:
"LA TRASMISSIONE STRISCIA SI DIMENTICA DI DENUNCIARE I CIARLATANI APPARTENENTI "ALLA SUA PARROCCHIA", PUBBLICIZZATI IN BEN 200 PAGINE DI TELETEXT DI MEDIASET... NON E' AZZARDATO AFFERMARE CHE PARTE DEI COMPENSI DEGLI AUTORI E CONDUTTORI DI STRISCIA LA NOTIZIA DERIVA DAI PROVENTI DEI SEDICENTI MAGHI".
L'UDIENZA PRELIMINARE SI TERRA' IL 28/5/08, ALLE ORE 10, PRESSO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO, NELL'UFFICIO DI UN NUOVO GIP, LA DR.SSA GLORIA GAMBITTA.
PERTANTO, LE FRASI PRONUNCIATE DA GIOVANNI PANUNZIO, QUALCHE ORA PRIMA DEL COMUNICATO STAMPA DEL 16/2/06, NEI CORRIDOI DEL TRIBUNALE DI MILANO, NEI CONFRONTI E IN PRESENZA DI ANTONIO RICCI ED ALTRE PERSONE, NON SONO STATE CONSIDERATE DIFFAMATORIE. ECCOLE:
(SEMPRE PARLANDO DI MAGHI E CIARLATANI) "BISOGNA BACCHETTARE ANCHE QUELLI DI MEDIASET, DI MEDIAVIDEO. BISOGNA BACCHETTARLI, QUELLI VOI NON LI BACCHETTATE MAI. I MAGHI DI MEDIAVIDEO NON LI TOCCATE MAI. TU SEI SCORRETTO. USI DUE PESI E DUE MISURE".
IL BOOMERANG LANCIATO A VUOTO DA ANTONIO RICCI HA INIZIATO IL SUO VIAGGIO DI RITORNO, IL SUO "EFFETTO". OGNI ULTERIORE COMMENTO E' SUPERFLUO: IL 28/5/08 NON E' LONTANO, VI TERREMO INFORMATI. STRISCIA LA NOTIZIA INTANTO PREFERISCE NON PARLARNE. CHISSA' PERCHE'!?
AGGIORNAMENTO DEL 28/5/08: IL FASCICOLO DEL PROCEDIMENTO E' STATO RESTITUITO AL PM PERCHE', SECONDO GLI AVVOCATI DI RICCI & C., PER LA (PRESUNTA) DIFFAMAZIONE SU INTERNET NON ESISTE UDIENZA PRELIMINARE: O SI DISPONE IL RINVIO A GIUDIZIO O SI ARCHIVIA. NON POTEVANO ACCORGERSENE PRIMA? SE NE RIPARLA L'11/11/09. LE IRREGOLARITA' DELLA QUERELA, INTANTO, INCOMBONO.
AGGIORNAMENTO DEL 27
MAGGIO 2010 - COMUNICATO STAMPA
Il giudice del Tribunale di Milano (IX sez. pen.), d.ssa Paola Braggion, ha
pronunciato sentenza di non doversi procedere per la denuncia presentata dal
procuratore di RTI, avv. Stefano Longhini, in quanto soggetto non legittimato:
l'azione penale non doveva essere iniziata perché nella procura speciale non
erano indicati il fatto e l'oggetto della querela. Il giudice ha pronunciato
anche ordinanza di esclusione di RTI come parte civile; resta in piedi invece
quella di Antonio Ricci. I fatti risalgono al 16 febbraio 2006, quando Giovanni
Panunzio, prima di testimoniare in un'udienza del processo contro Wanna Marchi,
per il quale erano stati chiamati a deporre anche Antonio Ricci e Jimmy Ghione,
incrociò nei corridoi del Tribunale di Milano Antonio Ricci e, riferendosi alle
pubblicità dei ciarlatani su Mediaset, gli disse, davanti a curiosi e
giornalisti: "Bisogna bacchettare anche quelli di Mediaset, di Mediavideo.
Bisogna bacchettarli, quelli voi non li bacchettate mai. I maghi di Mediavideo
non li toccate mai. Tu sei scorretto, usi due pesi e due misure". In un
successivo comunicato-stampa Giovanni Panunzio scrisse: "Striscia si dimentica
di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in
ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non è azzardato affermare che parte dei
compensi degli autori e conduttori di Striscia la notizia deriva dai proventi
dei sedicenti maghi". Per entrambe le affermazioni il pm, dr. Luca Poniz, aveva
chiesto l'archiviazione; ma RTI e Antonio Ricci, assistiti dall'avv. Salvatore
Pino, si erano opposti. Il gip Clementina Forleo aveva recepito la richiesta del
pm per la prima frase di Giovanni Panunzio, ma non per la seconda, accogliendo
parzialmente l'opposizione dei querelanti. Il 27 maggio scorso le parti si sono
rincontrate a Milano e il difensore di Giovanni Panunzio, avv. Stefania
Farnetani, ha eccepito l’irregolarità della procura firmata da RTI all'avv.
Stefano Longhini. Il giudice, pertanto, ha escluso RTI dal processo, rinviandolo
al 10 novembre 2010, quando Giovanni Panunzio si troverà faccia a faccia con il
solo Antonio Ricci. "Striscia la notizia" sostiene di non aver mai querelato
nessuno, uniche eccezioni Fabrizio Del Noce e il responsabile del comitato di
volontariato "Telefono Antiplagio". Antonio Ricci e RTI lo hanno citato in
giudizio in questa e in altre quattro circostanze: tre in sede penale, sempre
per diffamazione (due delle quali già archiviate a favore di Panunzio), e una in
sede civile per uso abusivo del marchio "striscialanotizia", che ha determinato
il pignoramento dello stipendio di Giovanni Panunzio da parte di Mediaset, fino
a dicembre 2015, e la chiusura dell'associazione. Ora si attende il
pronunciamento della Cassazione.