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DALLA PARTE DEI CIARLATANI
MASS "MEDIUM": LE RESPONSABILITA' DI EDITORI E
GIORNALISTI
Per non dilungarci troppo sull'argomento, cominciamo subito
dal sedicente "servizio pubblico" radiotelevisivo…
riportando una lettera - inviata dalla nostra associazione a
vari presidenti e direttori Rai e giornalisti - che non è
stata pubblicata, perché evidentemente le complicità dei
media-medium, nel settore "lacrime, sangue, audience e
business", non sono poche.
Se volete dire la vostra opinione, scriveteci: antiplagio@antiplagio.org
. Pubblicheremo ogni contributo dalla parte dei cittadini… e
non di chi, per voler favorire i ciarlatani, rovina le
famiglie.
Scrivo per esprimere tutta la mia amarezza in merito
all'utilizzo, da parte della tv di Stato, di persone che
subiscono soprusi e ingiustizie di varia natura e che vengono
"inseguite" e intervistate non per essere aiutate,
sensibilizzando - per esempio - le autorità preposte, ma
esclusivamente per la rincorsa dell'audience e della politica
economica delle emittenti private: fatto che costituisce una
grave violazione del principio di "servizio
pubblico". Posso affermarlo con cognizione di causa e
testimonianze perché da sei anni coordino un comitato di
volontariato AUTOFINANZIATO (di questi tempi è meglio
evidenziarlo) che contrasta il dilagare di una piaga sociale,
quale è quella del "mondo dell'occulto", con i suoi
abusi e i suoi interessi commerciali. In questo lungo periodo
ci è capitato di essere contattati da trasmissioni-Rai che
mostravano di condividere e voler far conoscere la nostra
iniziativa, ma che poi, in realtà, rivelavano un unico
interesse: le vittime ed i loro racconti strappa-lacrime e
strappa-ascolti. La motivazione, indubbiamente falsa, è
sempre la stessa: "Per mettere in guardia i cittadini
bisogna far parlare chi è stato coinvolto". Ma la verità,
ogni volta, emergeva spietata: a) la vittima passava per
cretina; b) se il programma era registrato venivano tagliate
le affermazioni compromettenti (per il truffatore), per non
infastidire uno degli autori esoterico-creduloni della
produzione o il ciarlatano di turno, anch'egli presente tra
gli ospiti; c) lo spazio per far sapere della nostra
iniziativa GRATUITA e soprattutto il nostro numero telefonico
non sempre era disponibile, come se portasse via chissà
quanto tempo! In realtà qualche redazione spera che altre
vittime si facciano avanti, per avere nuovi "casi"
da trattare: così, anziché dare loro la possibilità di
chiedere aiuto a chi di dovere, sfruttano anche queste.
- Il primo esempio che voglio fare riguarda la trasmissione di
Rai 2 "I Fatti Vostri" dove le persone, dietro le
quinte, vengono avvicinate così: "Lei è il
"caso" tal dei tali? Si accomodi in studio". I
redattori sono sguinzagliati alla ricerca di "casi"
a tutti i costi. Perché? Se cala l'audience rischiano il
posto di lavoro? Di recente una signora, che ha avuto il
coraggio (sempre più raro al giorno d'oggi) di denunciare una
truffa e la susseguente ingiustizia giudiziaria - molto grave
e triste - è stata derisa in diretta; mentre gli accordi
preliminari prevedevano che dovesse chiedere aiuto a qualche
autorità, e non fare la figura della stupida (e così è
finita anche a Fuego e Striscia la Notizia). Ai primi di
giugno a un'altra vittima, cui era stato promesso l'anonimato
(anche in voce), non è stato criptato l'audio. La conseguenza
è che è stata riconosciuta dalla persona che ha denunciato e
sta ricevendo telefonate minatorie.
- Il 30 gennaio scorso Rai 3 ha mandato in onda la terza
puntata di una nuova trasmissione-inchiesta: "Italiani
Brava Gente". Un redattore del programma ed il regista,
avendo deciso che uno dei temi da trattare fosse la
"magia", si erano messi in contatto con noi fin dal
mese di settembre; tant'è vero che tutti - dico tutti - i
"casi" (così come li definiscono loro) esaminati
sono stati cercati e proposti da noi, con una fatica, un
impegno e una spesa immaginabili: la troupe è venuta in
Sardegna cinque volte, a spese dei contribuenti. Bene,
nonostante le garanzie dateci sulla pubblicazione del nostro
numero di telefono, almeno nei titoli di coda, quando è
andato in onda il programma abbiamo visto i soliti racconti
delle vittime (alcune delle quali hanno dovuto ripetere
l'esposizione più di una volta, perché "il pathos non
era quello giusto"), i soliti meriti degli autori e del
conduttore (meriti non loro), i soliti tagli e le solite
censure nei nostri confronti. Di colpo non esistevamo più!
- Ad "Uno Mattina" (Rai 1) invece, il primo
febbraio, si sono presi il lusso: 1) di chiamarci per
contattare una vittima; 2) di dirci che saremmo stati avvisati
se l'intervento fosse stato confermato; 3) di interpellare la
vittima ignorandoci totalmente, malgrado avessero garantito
che avrebbero parlato dell'esistenza del nostro servizio; 4)
di far spostare tale persona, un disoccupato, fino alla sede
Rai di Milano, senza rimborsargli neppure le spese di benzina
(dopo il danno, e un viaggio notturno di quattro ore di auto,
la beffa); 5) di fargli firmare una liberatoria senza
permettergli di leggerla; 6) di non dargli la registrazione
della trasmissione, come promesso; 7) di non dire neppure
"grazie".
Ma questi tre episodi sono solo le ultime gocce... Le
trasmissioni di Rai 2 "Mixer" e "Misteri"
per esempio (ricordo che uno degli autori, pagati col canone
dei cittadini, era un operatore esoterico) a suo tempo hanno
"tagliato" un mio intervento di 20 minuti, dove
denunciavo fatti - e non persone - molto gravi, mandando in
onda solo 30 secondi dell'intervista (e dire che la troupe si
era spostata fino in Sardegna!). Nella stessa occasione, però,
sentirono un paio di vittime di ciarlatani e un'ex operatrice
del 166 - ovviamente presentata da noi - che rivelava il
meccanismo dei raggiri telefonici e che doveva essere
protetta, nel volto e nella voce: cosa che non accadde;
difatti fu riconosciuta da tutti. Come al solito interessavano
i "casi", non le persone. In un'altra circostanza la
trasmissione registrata di Rai 3 "Film Vero" (lo
scorso anno), non solo ha censurato gli interventi del
sottoscritto, dopo essersi assicurata la presenza dei
"casi", ma non ci ha mai restituito il materiale
riservato che avevamo messo a disposizione del cosiddetto
"servizio pubblico". Per non parlare di tutte quelle
trasmissioni-Rai che ospitano ciarlatani e annoverano tra i
loro "stipendiati" (sempre da noi) astrologi o
venditori di fumo: non esclusi i notiziari - soprattutto
radiofonici - che nel bel mezzo dell'informazione ci leggono
l'oroscopo. E non voglio trascurare ciò che ha fatto, sempre
lo scorso mese di gennaio, il programma-tv di Rai 1
"Solletico", che ha parlato un paio di volte di
astrologia e predizioni con una serietà scientifica da far
accapponare la pelle: in uno spazio per bambini. Per
l'audience e il denaro non si guarda proprio in faccia
nessuno! A questo punto noi (del Telefono Antiplagio) abbiamo
deciso di non pagare più il canone-Rai, consapevoli che,
paradossalmente, questa protesta potrebbe risolversi in una
denuncia nei nostri confronti. L'obiezione fiscale, però, è
l'unica arma che ci rimane: al nostro denaro dovranno
rinunciare. I soldi ci sono già stati portati via in anticipo
nei seguenti modi: 1) rincorrendo l'audience, sulla nostra
pelle e su quella delle vittime dei "maghi" (senza
capire che se vengono raggirate è perché sono in stato di
necessità); 2) facendoci perdere tempo e denaro per le loro
"belle figure" e sfruttando il volontariato
AUTOFINANZIATO (non si vergognano?); 3) pagando con il denaro
pubblico ciarlatani o astrologi che dicono stupidaggini,
pubblicizzandoli gratuitamente e dando loro credibilità. E
d'ora in poi non metteremo più in contatto con alcuna
redazione le persone ingannate che si rivolgono al nostro
comitato: perché, dopo essere state abbandonate dallo Stato e
usate dai "medium", subiscono il medesimo
trattamento dai "media". Abbiamo provato a
protestare con le redazioni interessate e le varie direzioni
generali e presidenze e segreterie e carrozzoni di turno, ma
non rispondono mai o non si fanno trovare. Speriamo di
raggiungerli con questa lettera. E forse è giunto il momento
- ora che noi siamo sempre più soli, insieme alle
"nostre" vittime - che anche l'opinione pubblica sia
informata: la strumentalizzazione del volontariato è molto più
diffusa, subdola e amorale di quanto si pensi; e non riguarda
solo la ricostruzione post-terremoto - con le chiese già
restaurate e le famiglie ancora nei containers - o la missione
Arcobaleno. Intanto, sia i "pubblici poteri" che i
"privati" (della grazia di Dio?), che parlano e
straparlano di educazione alla legalità, giustizia,
assistenza, accoglienza, conforto, solidarietà ecc., fanno
solo pena o ribrezzo: proprio come i ciarlatani. Sarà un
"caso" anche questo?
Cagliari, 18 luglio 2000
Giovanni Panunzio, insegnante
coordinatore nazionale "Telefono Antiplagio"
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