MAGO BRAHAMAN CLIENTE DI
UN CONSIGLIERE DEL MIN. GASPARRI
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megachip
Alla c.a. SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA,
SIGNOR MINISTRO DELLA SANITA',
AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Con la presente ci pregiamo segnalare alle SS.VV. che, in relazione alle recenti notizie sul sedicente 'mago' BRAHAMAN (Verona), che adesca le sue vittime attraverso le telepromozioni di TELESERENISSIMA (Padova), vendendo intrugli ANTI-TUMORALI ai malcapitati 'clienti', l'amministratore unico e socio di maggioranza dell'emittente TELESERENISSIMA, che vende spazi pubblicitari non solo a BRAHAMAN, ma anche ad altri ciarlatani (cartomanti, veggenti ecc.), e' consigliere del ministro delle Comunicazioni MAURIZIO GASPARRI dal 2001: si tratta del signor LUIGI GARBO. L'approvazione nel 2002, da parte dello stesso ministro, del codice di autoregolamentazione per le televendite di cartomanzia evidenzia, pertanto, un palese conflitto d'interessi. Il signor GARBO tra l'altro, nonostante i lauti guadagni derivanti dalla pubblicizzazione di 'maghi' e affini, e' beneficiario di rilevanti contributi statali, FINO A 5 MILIONI DI EURO. Egli, inoltre, utilizza la carta intestata ministeriale per spedire missive ai colleghi.
Tale vicenda, di una gravita' inaudita, non fa altro che confermare la nostra opinione sul menefreghismo della classe politica italiana riguardo il fenomeno dei 'maghi' in tv (e non solo) e dei danni da essi arrecati alle famiglie gia' in seria difficolta'. Menefreghismo (per non dire di peggio) che si nasconde dietro inutili codici di autoregolamentazione, che ottengono l'unico risultato di dare credibilita' ai ciarlatani, MESTIERE VIETATO DALLA LEGGE (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza): cosi' come fanno da anni, ancor prima delle tv, Pagine Gialle e Pagine Utili e cosi' come fece, nel 1998, il ministro delle Comunicazioni Antonio Maccanico, autorizzando l'utilizzo delle linee audiotex (166, 899 ecc.) a cartomanti e indovini, senza passare attraverso il vaglio del Parlamento.
A questo punto se nessuno, ancora una volta, interverra' in maniera seria e decisa contro la ciarlataneria, a tutela dei cittadini piu' deboli e della legalita', riterremo responsabili del degrado e dello sfascio a cui stiamo andando incontro tutti coloro - politici, autorita', editori, media - che, pur a conoscenza del fenomeno, indegno di un Paese civile, continuano a far finta di niente e/o sfruttare le disgrazie altrui per fini propagandistici e commerciali.
Distinti saluti, Ufficio Stampa Telefono Antiplagio, 6/11/03

GIORNALE D'ITALIA, 7 NOVEMBRE 2003
AGGIORNAMENTO
DEL 18 SETTEMBRE 2004 (fonte Megachip)
GARBO, L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI GASPARRI
E' proprio il caso di chiamarla la marcia su Roma.
Con lo sbarco nella capitale Lucio Garbo comincia a
pensare in grande. Lucio chi? Sconosciuto ai più,
il nome di Garbo è invece ben noto agli addetti ai
lavori. Sarà per l’amicizia con il ministro delle
comunicazioni Gasparri. Sarà per quel contributo
ministeriale di 5 milioni di euro che alle altre
televisioni locali non è proprio andato giù. Sarà
per quell’ascesa bruciante che lo ha portato in un
paio d’anni ad occupare frequenze tv in mezza
Italia. Fino
a oggi la marcia alla conquista dell’etere del
piccolo tycoon veneto è passata piuttosto
inosservata. Troppo. Perché Garbo, partito nel 1977
da una piccola emittente di Dolo, provincia di
Venezia (poi diventata Serenissima tv), è riuscito
ad arraffare una bella fetta di potere. Tanto
che oggi molti parlamentari (soprattutto di
centrodestra) fanno la fila per un passaggio sulle
sue televisioni. Dove trovano sempre la porta
aperta. Ultimo Gustavo Selva, pochi giorni fa.
D’altra parte Garbo figura tra gli azionisti del
nuovo Indipendente, il cui editore, Italo Bocchino,
è un noto esponente di Alleanza nazionale. Tendenza
Gasparri, naturalmente. A
Roma questo ex signor Nessuno ha acquistato da poco
le frequenze di VideoItalia e ora trasmette con il
logo Canale Italia. Lo stesso nome del circuito di
tv locali sul quale potrà mandare in onda gli
stessi programmi per dodici ore. Un regalo della
riforma Gasparri. Già Gasparri. Se
non fosse per la sua amicizia con il ministro il
nome di Garbo non farebbe nemmeno notizia. Forse
sono solo coincidenze, ma nel novembre del 2001
Garbo è stato nominato consigliere del ministro per
i rapporti con l’emittenza locale. E ancora oggi
il suo nome figura nel Consiglio superiore delle
comunicazione, il massimo organo di consulenza del
ministero. Nulla di male se non fosse che la sua
Serenissima tv ha ricevuto proprio dal ministero 5
milioni di euro come contributi a fondo perduto per
lo sviluppo dell’emittenza locale (decreto 31
gennaio 2003). Sempre
nel 2003, mentre la Rai si affannava a cercare
frequenze per il digitale terrestre, Garbo faceva
shopping dei canali 53 e 57 di France2 (gli stessi
su cui aveva messo gli occhi anche la Rai),
riuscendo in un colpo solo ad allargare il suo
raggio d’azione dal Triveneto a Piemonte,
Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e buona parte
della Toscana. Ultima impresa lo sbarco nella
capitale, pochi mesi fa, con tanto di cambio del
nome e del logo. Canale
Italia, appunto, e una mission che non nasconde più
le proprie ambizioni. Che sono quelle di cancellare
la fama trash che Serenissima si porta dietro suo
malgrado. Colpa di una celebre videoscazzottata tra
l’islamico armato Adel Smith e Carlo Pelanda e
delle telepromozioni di un tal mago Brahaman che
prometteva di guarire il cancro a pagamento. Un
personaggio che incuriosì Striscia la notizia e le
procure di Padova e Verona. E fu il ministro
Gasparri in persona a difendere l’amico-tycoon
alle giornate di Antennacinema a Conegliano. «Che
c’entra il mago con l’attività della
televisione?». Appunto, che c’entra? Con Canale
Italia Garbo promette di cambiare rotta. «L’informazione
prima di tutto - ha annunciato al giornale Millecanali
- con notizie dal mondo, dall’Italia
e dalle città da noi coperte ». Lucio
Garbo, uno che si è fatto da sè? Certamente è uno
che fa da sè. «La nostra azienda è gestita in
modo diretto, come una famiglia» - racconta - «Io
lavoro sette giorni su sette e controllo un po’
tutto, dalla parte tecnica a quella amministrativa,
dai programmi alla parte pubblicitaria. Voglio
crescere e controllare i conti direttamente, sapendo
sempre cosa entra e cosa esce». All’inizio degli
anni Ottanta diceva così anche un certo Silvio Berlusconi.
Sappiamo tutti com’è andata.