EDITORI, IMPRENDITORI & CIARLATANI
L'OPINIONE PUBBLICA
SPESSO SI CHIEDE PERCHE' IL MERCATO ODIOSO DELLA MAGIA E/O CIARLATANERIA NON VENGA FERMATO. LA
RISPOSTA E' SEMPLICE.
I PRINCIPALI
EDITORI E IMPRENDITORI CHE INCASSANO DENARO DAI CIARLATANI SONO:
1) BERLUSCONI, più di 500
inserzioni nelle
Pagine Utili, su
Mediavideo
e Sorrisi & Canzoni.
2)
SEAT, più di 250 inserzioni nelle
Pagine Gialle.
3)
RCS (Rizzoli Corsera), più di 200 inserzioni nel mensile "Astra" e
nei settimanali "Visto" e Novella 2000".
4) EBAY, portale di
aste online, 100
5) CAIRO EDITORE, 70 inserzioni nei settimanali "Di più" e
"Di più tv".
6) RAI, 32 inserzioni su Televideo. Azionisti RAI sono il
MINISTERO DELL'ECONOMIA (99,55%) e la SIAE, Società Italiana
Autori Editori (0,45%).
7) RUSCONI, 30 inserzioni nei settimanali "Gente" e "Eva
3000".
8) PISCOPO EDITORE, 20 inserzioni nel settimanale "Vip".
Tutti questi "signori" sono moralmente responsabili di danni incalcolabili alle famiglie, ai bambini, ai cittadini e alla società civile.
Un giorno Silvio Berlusconi, da Presidente del Consiglio, donò pubblicamente 5 milioni di euro a don Gelmini. Perché contestualmente il cavaliere, per non creare imbarazzo allo stesso don Gelmini, non rinunciò ai proventi di oltre 500 ciarlatani pubblicizzati nelle Pagine Utili Mondadori, nel televideo di Mediaset e in alcuni giornali di sua proprietà, che rovinano centinaia di migliaia di famiglie italiane? E perché don Gelmini accettò l'offerta? Forse poteva non sapere... Sì, se non fosse stato informato da Telefono Antiplagio.
COMUNICATO DI TELEFONO
ANTIPLAGIO 14 LUGLIO 2007
Secondo un'indagine dell'Eures (istituto di ricerche economiche e sociali) del
12 luglio scorso, il 55,3% degli italiani non vorrebbe vedere pubblicita'
erotiche in tv neanche durante le ore notturne e il 73,6% vieterebbe per legge
l'attivita' di mago. Premesso che il mestiere di mago in Italia è già vietato
(TULPS art. 121, Regolamento d'attuazione art. 231), Telefono Antiplagio rivolge
un appello alla famiglia Berlusconi per Mediavideo, Pagine Utili e
Sorrisi e Canzoni, alla Seat per Pagine Gialle, alla RCS per il
mensile Astra, al Ministero dell'Economia ed alla SIAE per
Televideo Rai, affinche' non concedano piu' spazi pubblicitari agli oltre 1.100
sedicenti maghi che ospitano nei loro media e che causano danni incalcolabili
alle famiglie, ai cittadini, alla societa' civile. Allo stesso tempo Telefono
Antiplagio spera che il Parlamento legiferi in materia, affinche' il divieto
dell'esercizio del mestiere di ciarlatano sia esteso al codice penale e la
circonvenzione d'incapace non sia reato contro il patrimonio, ma anche contro la
persona. Telefono Antiplagio inoltre invita tutte le emittenti televisive che
ospitano pubblicita' erotiche e pornografiche a non associarle ad immagini
oscene e scabrose ed esorta le Authority ad intervenire con severita' nei loro
confronti perche', ammesso e non concesso che la tv non debba avere finalita'
educative, non e' accettabile che le sia concesso di fare il contrario. Il fatto
che molti italiani siano dalla parte di Telefono Antiplagio in questa protesta
che ormai dura da anni dimostra che i telespettatori non gradiscono piu', in
nome di una liberta' di facciata che nasconde solo fini economici, essere invasi
da messaggi truffaldini, scandalosi e ingannevoli.
P.S. Nel comunicato non compaiono Cairo, Rusconi e Piscopo perché inseriti successivamente. Se conoscete qualche altro editore che rimpinza i suoi conti correnti grazie alle pubblicità dei ciarlatani, segnalatecelo: telefono[chiocciola]antiplagio.it.
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ANCHE GIORNALISTI E VIP NON SONO FUORI GIOCO. QUALCHE ESEMPIO.
1) Nel mondo della tv e dello spettacolo l’interesse per lo spiritismo e la superstizione “colpiscono” anche l’ambiente musicale (è la stessa superstizione che ha tolto la vita a Mia Martini e che avrebbe voluto fare altrettanto con Marco Masini). Una medium modenese, dopo la morte di Lucio Battisti, parlò con Giulio Rapetti, in arte Mogol, di contatti paranormali con il cantante, che le avrebbe suggerito la canzone “L’Arcobaleno”, scritta poi dallo stesso Mogol e da Gianni Bella e interpretata da Celentano. Dopo di che Mogol dichiarò che “L’Arcobaleno” era un autentico messaggio d'amore che Lucio Battisti, a pochi giorni dalla sua scomparsa, gli aveva fatto pervenire dall’aldilà. Nel gennaio 2002, però, la medium smentì se stessa, annunciando di essersi inventata tutto “per scoprire chi fossero i veri amici di Battisti”.
2) Da un grave episodio, come quello appena raccontato, passiamo ad un grave autogol, commesso da uno dei mostri sacri della cultura: Treccani. “La piccola Treccani”, infatti, alla voce “parapsicologia” ha scritto:
“... A partire dagli anni attorno al 1930, le ricerche parapsicologiche sono tutte poste su nuove basi, nel senso di una più efficace ripetibilità delle esperienze, a opera di una scuola di studiosi statunitensi guidati da J. Rhine. Questi fu per molti anni direttore di parapsicologia della Duke University (Durham, Carolina del Nord). Le tecniche adottate da tale scuola si fondano sull'uso di un numero fisso e limitato di oggetti (per es. speciali mazzi di 25 carte figurate in gruppi omogenei di cinque, ovvero dadi di varie fogge e dimensioni). Su questi oggetti dovrebbero esercitarsi sia le presunte facoltà di percezione extrasensoriali, sia di azione diretta della psiche sulla materia. La semplicità e l'uniformità delle prove permettono di effettuare esperimenti omologhi in grandissimo numero, e di valutare i risultati dal punto di vista statistico-quantitativo. Questo lavoro, effettuato negli Usa e, sull'esempio della scuola americana, in tutti i paesi del mondo, ha dato risultati che sembrano indicare la possibilità di percezione in particolari soggetti e in certe condizioni, senza il tramite delle comuni vie sensoriali... Si può dire in conclusione che la parapsicologia, dopo una fase di confusione e di disordine, è andata assumendo una sua fisionomia scientificamente accettabile, lo prova tra l'altro, oltre all'aumento delle cattedre e dei corsi d'insegnamento a essa dedicati, il fatto che alla parapsicologia prestano ormai sempre maggiore attenzione esponenti di varie discipline quali la fisica, la psicologia, la psichiatria, la neurofisiologia, oltrechè l'antropologia culturale e la storia delle religioni”.
Premesso che finora avevamo trovato dichiaratamente scientifico il linguaggio Treccani, in questo caso invece abbiamo notato che:
- per dire che la parapsicologia è provata, l’illustre casa editrice non utilizza, come prudenza suggerirebbe, il tempo condizionale;
- non c'è il minimo cenno alle tante frodi della pseudo-scienza in questione né a chi le ha scoperte, quando in genere la Treccani smentisce leggende, luoghi comuni, falsi ecc.;
- si parla di “fisionomia scientificamente accettabile” della parapsicologia dal 1930 e ad essa vengono affiancate prestigiose discipline, fisica, psichiatria, neurofisiologia ecc.; mentre, pur andando alla ricerca di fenomeni cosiddetti “paranormali”, gli scienziati, negli ultimi 100 anni, non hanno mai riscontrato nulla di sperimentato, ma solo fatti occasionali o, per meglio dire, casuali;
- la valutazione dei risultati, dal punto di vista statistico-quantitativo, nei grandissimi numeri contrasta con la semplicità e l'uniformità.
3) Nel mese di giugno del 2001 le agenzie di stampa hanno diffuso la seguente notizia:
“Mosca - Lucido e in buona salute, Eltsin miracolato dalla medicina cinese. Pimpante, lucido, in buona salute come non lo si vedeva da anni. E' questa l'mmagine di Boris Eltsin proiettata dalle tv negli ultimi giorni, dopo un vacanza in Cina, durante la quale il primo presidente democraticamente eletto della storia russa sarebbe stato sottoposto a miracolose terapie di ringiovanimento orientali. Lui assicura di non aver ricevuto alcuna cura particolare nella lussuosa ex residenza di Mao in cui si è riposato ai primi di giugno, ospite del leader cinese e suo vecchio amico Jiangzenun. Ma i giornali russi restano convinti che Eltsin si sia sottoposto ad un ciclo di riabilitazione secondo i dettami delle «tecniche di prolungamento della vita» della millenaria medicina cinese”.
Nessuno che si sia chiesto cosa siano queste tecniche e, soprattutto, se esistano. Nessuno che si sia preoccupato di andare in cerca di prove. Nessuno che, più semplicemente, abbia pensato che Eltsin possa essere stato sottoposto a disintossicazione da alcool. E poi le persone più longeve abitano in Russia, oltre che in Italia, più precisamente in Sardegna, e negli Stati Uniti. La Cina non riesce a salire neanche sul podio. Che bella pubblicità per la “millenaria medicina cinese” e le sue “tecniche di prolungamento della vita”! La Cina probabilmente ha molto da imparare dalle medicine più secolari.
A questo proposito, nell’estate 2005 la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha deciso di regolamentare la medicina non convenzionale, compresa quella cinese: tutto ciò in assenza di sperimentazione. L’impressione è che i nostri politici, per dimostrare che fanno qualcosa, non perdano occasione per dimostrare che sono, oltre che incompetenti, incoscienti. La sintesi di tutto questo è che viviamo in un mondo confuso e superficiale, che coinvolge anche le persone più qualificate, che non fanno nulla per difendersi: non tanto dai maghi quanto da se stesse. Non ci meraviglieremmo, infatti, se un giorno nello studio di un ciarlatano campeggiasse in bella mostra su un muro la fotocopia incorniciata della pagina della “piccola Treccani” o la notizia d’agenzia che abbiamo citato prima. Per chi vuole diffondere cultura o informazione attendibile non è un buon biglietto da visita convivere con un imbroglione. Treccani e stampa, non solo russa, si sono squalificate da sole. Ma per la stampa non è e non sarà la prima né l’ultima volta.
4) Nell’aprile del ’94 il settimanale “Epoca” ha pubblicato in tre puntate “La Bibbia per chi non l’ha mai letta, 100 parole-chiave per scoprire il best seller più antico del mondo”. Gli opuscoli, offerti gratuitamente agli acquirenti del settimanale, sarebbero dovuti essere contemporaneamente una sintesi e un invito all’approfondimento. E noi ci siamo avventurati: siamo andato alla ricerca della parola "magia". Abbiamo trovato tante di quelle imprecisioni che abbiamo pensato di riportarle qui, quale utile campione delle arbitrarie e utilitaristiche interpretazioni bibliche, tipiche dei cultori dell’esoterismo e dei loro accoliti. Epoca le ha tratte dal “Dizionario della Bibbia” Garzanti, di un certo L. Dow. Vediamole.
a) “Fra i metodi più usati nell’arte della divinazione (predizione del futuro) - dice il libretto - vi era la tecnica del tirare a sorte (Proverbi 16,33)... la sorte decideva anche come scoprire i colpevoli (1 Samuele 14,41-42)”. Lo sa anche un bambino che tirare a sorte non ha nulla a che vedere con la precognizione. E poi nei versi citati non c’è alcun collegamento tra i due ambiti.
b) “A Babilonia era pratica diffusa trarre gli auspici dall’osservazione dei visceri degli animali, in particolare dal fegato (Ezechiele 21,26)”. Perché non aggiungere che erano usanze pagane ininfluenti, condannate da Dio? No, meglio considerarle diffuse.
c) “Vi erano individui, per lo più donne - continua l’opuscolo - cui si attribuiva la dote di essere posseduti da spiriti soprannaturali (Levitico 20,27)”. Che dote sarebbe essere posseduti? Inoltre, il verso del libro indicato non tratta affatto di possessione, ma della condanna di chi consulta gli spiriti.
d) “I morti potevano essere evocati (1 Samuele 28,11; Isaia 8,19)”. Quel “potevano” pare indichi una pratica concessa. Ma andando a leggere attentamente il testo, nella prima citazione si evince chiaramente che l’evocazione di Saul, che aveva disubbidito al Signore, non solo trasgredisce un suo stesso ordine, ma fa adirare Samuele (l’evocato) e gli fa dire: “A che serve interrogare me, quando il Signore si è allontanato da te e ti è diventato nemico?”. Nel secondo passo riportato (Isaia 8,19) è scritto: “Non date ascolto a chi vi suggerisce di consultare gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. La gente dice: “Dopo tutto ogni popolo deve interrogare le sue divinità e consultare i suoi morti in favore dei vivi”. Continuando la lettura, però (versetto successivo) troviamo: “Voi invece dovete ascoltare quel che il Signore vi insegna! Se non ascoltate la sua parola non c’è speranza per voi”.
Per la Bibbia i morti non possono essere interpellati.
e) “Per combattere influenze malefiche si poteva ricorrere a esorcismi (Atti 19,13; Matteo 12,27)”. In realtà, negli Atti degli Apostoli ad alcuni ebrei che tentavano di scacciare degli spiriti maligni, servendosi nei loro scongiuri dei nomi di Gesù e di san Paolo (19,13-14), un uomo posseduto rispose: “Gesù lo conosco e Paolo so chi è! Ma voi chi siete?”. Poi si scagliò contro di loro e li afferrò: li picchiò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e pieni di ferite (Atti 19,15-16). La vicenda si chiude tre versi più avanti, senza lasciare dubbi: “Altri che avevano praticato la magia portarono i loro libri e li bruciavano davanti a tutti”.
f) “Era abitudine di molti - prosegue l’inserto di Epoca - indossare amuleti e ciondoli dopo averli sottoposti ad incantesimi (Genesi 35,4; Osea 2,13)”. Anziché parlare di “incantesimi” (termine che in quei versi non esiste) sarebbe stato meglio sottolineare che gli idoli stranieri furono consegnati a Giacobbe, il quale li sotterrò: ancora una volta l’usanza pagana viene biasimata. Per quel che riguarda Osea, è stata sbagliata addirittura la citazione: in 2,13 si parla di soppressioni di feste! E’ in Osea 2,15, invece, dove si menzionano collane e anelli; anche qui, però, non compare alcun incantesimo: emerge, al contrario, la punizione divina.
g) “La mandragola era popolare come filtro d’amore (Genesi 30,14; Cantico dei Cantici 7,13)”. Nei due testi citati non si parla assolutamente di tale peculiarità della pianta. Al limite la mandragola potrebbe avere proprietà afrodisiache, come riportato in una nota della Bibbia di Gerusalemme. Perché allora parlare di “filtri d’amore”?
h) “Alcune persone erano considerate capaci di benedire o di lanciare maledizioni (Numeri 22,6)”. Ciò potrebbe far pensare a delle doti naturali o a un riconoscimento ufficiale; ma il versetto riportato dal libro dei Numeri è in un contesto nel quale chi avrebbe la capacità negativa di lanciare maledizioni (il condizionale è d’obbligo) è costretto a fermarsi davanti a Dio, o a dire solo ciò che Lui desidera.
i) “Vi furono anche processi di stregoneria che anticiparono quelli medioevali (Numeri 5,12-31)”. In realtà l’episodio narra, in generale, della conduzione di una donna alla presenza del Signore, da parte del sacerdote, per scoprire attraverso un rito, e non un processo, se ha commesso adulterio. Il fine è il seguente: se è stata infedele, resterà sterile, se no potrà avere altri figli.
l) “Era diffusa la pratica - conclude l’instant book di Epoca - di plasmare un’immagine della persona odiata e di colpirla e distruggerla credendo così di infliggere le stesse sofferenze alla persona reale (1 Samuele 6,5)”. Ciò farebbe pensare alla cosiddetta “fattura”. Ma nel brano citato è scritto: “Fate dunque queste riproduzioni d’oro sia dei vostri bubboni sia dei topi che devastano il vostro territorio. In questo modo riconoscerete la potenza del Dio d’Israele. Forse egli cesserà di colpire voi, le vostre divinità e la vostra terra”.
Dov’è la bambolina con gli spilloni? Chissà quale percorso è stato fatto per pensare a immagini di persone odiate!? Per capire meglio, bisognava leggere il verso precedente, dove si parla di “dono in riparazione del peccato” (attribuito ai filistei, che avevano portato via l’arca dell’alleanza agli israeliti).
Adesso si capisce perché sosteniamo che gli operatori dell’occulto sono sempre pronti a strumentalizzare la Parola di Dio per avvalorare il loro “lavoro”, ricettacolo di sacro e profano? Sono i più grossi finanziatori dei media, i quali non hanno alcun interesse a contrastarli o a sbarrare loro la strada. Anzi, se possono continuare è meglio, così continuano ad arricchirsi ed a pagarsi gli spazi pubblicitari. Ciò che si dice, che si scrive, diventa irrilevante!
5) Per tornare alla cattiva informazione, l’esempio meno esemplare ha coinvolto un ragguardevole numero di redazioni. Il fatto risale al 10 settembre 2005 e concerne il ritrovamento nel lago di Como di una ragazza scomparsa 3 anni prima. Secondo le prime fonti, tale ritrovamento sarebbe avvenuto grazie ad una medium. Partendo da questi presupposti, non controllati, molti “media” si sono sbizzarriti in sperticate lodi per la sedicente “sensitiva”, senza avviare alcun tipo di indagine o verifica: i giornalisti che hanno dato credito alla medium sarebbero capaci di criticare le vittime dei ciarlatani perché credono nei poteri dei maghi. A questo punto Telefono Antiplagio ha scritto all’Ordine dei Giornalisti.
Spett.le Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, a seguito del ritrovamento nel lago di Como dell'auto e del corpo di una giovane donna scomparsa 3 anni fa, molti organi di informazione e giornalisti hanno dato per scontato che ciò sia avvenuto grazie alle indicazioni di una medium. Poiché tale modo di fare informazione non tiene conto dei precedenti fallimentari della sensitiva; poiché i giornalisti non stanno concedendo analogo spazio a chi la pensa diversamente; e poiché si sta pubblicizzando a dismisura una ciarlatana - fatto che può creare danno alla collettività e/o alle persone più deboli, oltre che alimentare la credulità popolare - il nostro comitato di volontariato Vi chiede di intervenire con urgenza per invitare i colleghi giornalisti, prima di divulgare altre notizie in proposito, di compiere i dovuti approfondimenti. Quanto sta accadendo non rappresenta, di certo, una buona immagine per la categoria dei giornalisti italiani. In calce alla presente alleghiamo un'ipotesi di indagine che qualunque giornalista, con un po' di tempo e buona volontà, avrebbe potuto fare, prima di dare credito e propaganda ad una sedicente “veggente”.
IPOTESI DI INDAGINE
La “chiaroudente” (come si definisce lei) Maria Rosa Busi, che si paragona a Giovanna d'Arco, non è una sensitiva né, tanto meno, una medium. Vediamo perché. Nel caso del ritrovamento della ragazza scomparsa in provincia di Lecco, il contatto con la defunta, non c'è mai stato; l'espediente della negromanzia è servito alla Busi per convincere alcuni volontari a fare le prime ricerche; che poi, corredate di foto, sono servite per convincere la magistratura ad autorizzare il recupero: se una persona scompare con la propria auto è più probabile che sia andata per altre strade, anziché inabissarsi in un lago; avviare ricerche in tal senso è lungo, dispendioso e, spesso, inutile (uno stratagemma analogo fu utilizzato il 2 aprile 1978 per rivelare il luogo in cui era prigioniero Aldo Moro; la notizia, più o meno precisa - si trattava di una sola parola - era già a conoscenza di qualcuno, ma fu fatta trapelare durante una finta seduta spiritica, per proteggere la fonte). La madre della ragazza sparita aveva detto, fin dai primi giorni, che secondo lei la figlia era finita nel lago, ma non aveva prove: le ha trovate grazie all'espediente delle voci dall'aldilà. Il percorso che la giovane donna scomparsa avrebbe dovuto compiere per tornare a casa consisteva in 4 km di lungolago; in quel tragitto, solo in un punto la macchina sarebbe potuta scivolare facilmente in acqua: guarda caso, è il punto in cui la Busi ha detto di aver sentito la voce della ragazza che chiedeva aiuto dall'oltretomba; non sono mai state trovate tracce, a parte quelle di una frenata (che non è poca cosa), che lasciassero pensare ad un incidente, perché il giorno si scatenò un diluvio, alcuni torrenti uscirono dagli argini e in quel tratto potrebbe esserci stato uno straripamento che ha inghiottito l'auto. La Busi ha dato le sue indicazioni 6 mesi fa; in questo periodo i sub hanno perlustrato a lungo il lago; se ci sono voluti 6 mesi per ritrovare la ragazza, la previsione della Busi non è stata affatto precisa, come la sensitiva vorrebbe far pensare all'opinione pubblica. La Busi, in realtà, si era informata sul caso - le notizie erano su Internet - e ha fatto un'ipotesi plausibile: se avesse sbagliato, nessuno se ne sarebbe accorto, nessuno le avrebbe dato importanza. La Busi ha provato altre volte a convogliare le forze dell'ordine nei luoghi oggetto delle sue “visioni”, ma i risultati sono stati scadenti; nessuno, ovviamente, ha mai amplificato le notizie: è stata lei, per esempio, a sostenere che Mussolini le aveva parlato, indicandole dove si trovava il tesoro di Dongo, ma di quell’oro non è stata vista neanche l'ombra; l'anno scorso ha “anticipato” un attentato islamico a Roma; per settimane polizia, carabinieri e servizi segreti sono andati a caccia di un passeggino carico di tritolo, ma hanno perso solo tempo; il 18 marzo 2004 ha “rivelato” che due coniugi scomparsi erano fuggiti all'estero; poi, una volta riemersa dal lago di Iseo la borsetta della donna, la Busi ha parlato di assassinio e ha indicato il punto dove andare a cercare; ma la borsetta con i documenti sono stati più che sufficienti per indirizzare le perlustrazioni dei sub. Dopo questi precedenti, non proprio lusinghieri, perché le forze dell'ordine avrebbero dovuto darle ascolto? Prima che il cadavere della ragazza fosse recuperato, la Busi ha aggiunto di sapere come era morta, ma di non poterlo rivelare perché la mamma voleva che fosse mantenuto il segreto; poi, una volta riportato il corpo in superficie, ha detto che si è trattato di un incidente; forse ha avuto paura di sbagliare nuovamente “previsione”, ed ha preferito vedere, chiedere, curiosare? La Busi sostiene di non svolgere questo mestiere; dagli episodi che l'hanno vista e la vedono protagonista non sembrerebbe; inoltre dice di non chiedere denaro: se il compenso non viene chiesto, può comunque essere elargito spontaneamente, tanto più che i genitori della ragazza scomparsa hanno messo a disposizione una ricompensa. I contatti con i defunti non sono plausibili. Le stesse persone che inventarono tale pratica, le sorelle inglesi Fox, ammisero successivamente che si era trattato di un gioco, di uno scherzo. Anche il Vangelo dice che non può essere stabilito alcun tipo di dialogo tra morti e viventi (Luca 16, 19-31).
A questa informativa inviata all’Ordine dei Giornalisti, che ovviamente non ha avuto risposta, hanno fatto seguito altri due comunicati di Telefono Antiplagio, che comprovano la malafede della medium e dei media.
5a) Come volevasi dimostrare, la propaganda dei “media” alla sedicente sensitiva Maria Rosa Busi comincia a produrre i suoi danni. Apprendiamo infatti che Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo un anno fa, sarebbe intenzionata a rivolgersi ad un medium, se non addirittura alla stessa Busi. E' nostro dovere ricordare alla signora Maggio, pur comprendendo la sua disperazione, che Maria Rosa Busi altro non è che una persona come tante che ha approfittato di qualche coincidenza per mettersi in mostra. Infatti, se fosse vero che in un primo tempo non voleva occuparsi del caso di Como e che comunque non era in cerca di notorietà, non si capirebbe perché poi è accaduto il contrario; non si capirebbe perché ha deciso di rispondere ai giornalisti; non si capirebbe perché sta per uscire un suo libro sul caso della ragazza scomparsa nel lago di Como. Si capisce molto bene, invece, il motivo per cui i racconti della Busi, che dovrebbero avvalorare i suoi poteri, risultano in realtà contraddittori e promozionali, incontrando molte smentite e poche conferme. Questo è il frutto di un giornalismo di serie B. Questa è la conseguenza dell'overdose di pubblicità di ciarlatani e variopinta compagnia che ogni giorno ci vengono propinati nei giornali e in tv, compreso il servizio pubblico Rai, con tanto di astrologi, lottologi, cartomanti e chi più ne ha più ne metta. Questo è il risultato dell'indifferenza politica e degli interessi di Governo, che hanno partorito una serie di provvedimenti, come il codice di autoregolamentazione per le televendite di cartomanzia, che non hanno fatto altro che dare credibilità ai ciarlatani, senza risolvere il problema delle truffe. Ma è successo anche di peggio: un quotidiano del nord-Italia, con il pretesto di parlare della ragazza ritrovata in fondo al lago, ha intervistato un altro sedicente sensitivo (Mario Azzoni) per avere conferma sulla possibilità di comunicare con i defunti: l'articolo, così, si è trasformato in un messaggio promozionale per il ciarlatano. Per non parlare di telegiornali, radiogiornali e carta stampata che hanno dato per scontato, dimostrando di non conoscere il condizionale, che Chiara Bariffi, la ragazza scomparsa, è stata ritrovata grazie ad una medium. Questo non è giornalismo serio, ma amplificazione di pettegolezzi e voci, su cui bisognerebbe fare sempre puntuali approfondimenti, anziché correre dietro la notizia e gli ascolti. Non bastavano già i Costanzo, le Foschini, i Giacobbo, i Vigorelli, gli Allegri, i Benincasa, le Giovetti, i Socci? Tutto ciò sta accadendo nonostante in Italia siano vietati i mestieri di cartomante, interprete di sogni, indovino, guaritore ed esorcista (ovviamente quando non è un sacerdote). A questo punto chiediamo al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti di intervenire con urgenza, all'opinione pubblica di fare qualche passo indietro e ai “media” di evitare di riciclarsi in medium, come ha già fatto una solerte infermiera (Maria Rosa Busi): perché così si finisce per diventare ciarlatani.
5b) Dopo il ritrovamento nel lago di Como del cadavere di Chiara Bariffi, a seguito del quale gran parte della stampa ha osannato i fantomatici poteri della sedicente medium Maria Rosa Busi, si è verificato un fatto nuovo che la stessa stampa sta ignorando: a dimostrazione che se un ciarlatano fa dieci previsioni e ne va in porto una, si parla solo di questa. La scorsa settimana la Busi è stata interpellata dai familiari di un giovane canoista, Matteo Pina, scomparso un anno fa nel lago di Pusiano, sempre in provincia di Como. A seguito delle indicazioni della sedicente sensitiva, un'associazione di volontariato di Bulciago (Lecco) ha avviato le ricerche nel luogo indicato dalla Busi; luogo che, ovviamente, è quello in cui i familiari presumono si sia inabissato il ragazzo (vicino alla punta dell’Isola dei Cipressi); ma le immersioni dei sommozzatori hanno dato esito negativo. Se le ricerche dovessero continuare a lungo, com’è successo per la vicenda di Chiara Bariffi (ma quasi nessuno l'ha detto), è facile che le probabilità di trovare il canoista scomparso aumentino. Ma questo risultato si ottiene anche senza ricorrere ai negromanti. I medium, se sono veramente tali, non dovrebbero sbagliare. In caso contrario, più che comunicare con l'aldilà, comunicano con se stessi, rischiando di fare la fine di dottor Jeckill e mister Hyde. Ricordiamo che già in precedenza la Busi aveva avuto visioni strampalate, come quando indicò erroneamente il nascondiglio del tesoro di Mussolini o quando affermò che a Roma doveva esserci un attentato terroristico; salvo poi aggiungere, nel momento in cui non si verificò, che grazie a lei non ci sono stati milioni di morti. E' come se annunciassimo un terremoto e poi aggiungessimo che l'abbiamo fermato con un rituale: così siamo tutti sensitivi. Telefono Antiplagio auspica, per una sorta di par condicio, che a questo comunicato venga dato il necessario risalto, soprattutto per scoraggiare i tentativi di sciacallaggio e impedire che siano alimentate false speranze in chi soffre per la perdita di una persona cara.
Su 400 organi di informazione contattati, solo 2 (regionali) ne hanno parlato.
Ma il flop più eclatante di medium e media è stato compiuto nel marzo del 2006, dopo il rapimento del piccolo Tommaso Onofri. Anche in questo caso un paio di sedicenti sensitivi hanno provato a dire la loro, compresa Maria Rosa Busi, prendendo una cantonata dietro l’altra. Per una medium il bambino era in fondo al fiume Magra, ma ha rimediato solo una magra figura. Per un’altra, la Busi appunto, Tommy era vivo e i rapitori si sarebbero fatti sentire presto; ma la “sensitiva” ha solo dimostrato di saper leggere i giornali, e neanche tanto bene. Più che di aldilà si trattava di aldiquà. Purtroppo ci aspettiamo che, un giorno o l’altro, qualche ciarlatano si rivolga ai genitori di Tommaso per metterli in contatto con il loro piccolo nell’aldilà: auguriamo alla famiglia, e speriamo, che questo momento non arrivi mai.
Maria Rosa Busi non si è fermata neppure dopo Tommaso: per completare il fallimento è intervenuta anche nella vicenda dei due fratellini di Gravina di Puglia scomparsi il 5 giugno 2006. Secondo lei erano precipitati in un burrone, vicino alla località Madonna della Stella. Come al solito, molti “media” ci hanno marciato; ma chissà se, dopo il prevedibile (questo sì) flop della “sensitiva”, la Madonna della Stella è diventata Madonna della Stecca. Se l’unico evento che la Busi riesce a dimostrare è quello di non saper tacere neppure di fronte all’evidenza, perché non ci pensano le autorità preposte a fermarla, anziché perdere tempo ad ascoltare i suoi documentati (questi sì) vaneggiamenti? E’ normale poi che nessun giornalista sottolinei tali incongruenze?
6) E la Rai non è da meno. A dicembre 2005 ha cominciato a mandare in onda la serie televisiva “Medium”: niente di male se, nell’enfasi degli spot, non avesse parlato di fatti realmente accaduti. Dopo di che abbiamo inviato questo comunicato alla stampa, Rai compresa:
“Telefono Antiplagio denuncia, non senza preoccupazione, che mercoledì 28 dicembre arriva su Rai 3 (ore 21) una nuova serie-tv USA, che sarebbe tratta da una storia vera, intitolata ''Medium''. La protagonista è Allison DuBois, madre di tre figli, sposata con un ingegnere dell'aeronautica. La donna avrebbe scoperto di poter parlare con i morti, leggere nel pensiero delle persone e vedere il futuro attraverso i sogni. Turbata del suo stato mentale si sarebbe confidata con il marito che, lentamente, avrebbe cominciato a crederle. I due, poi, avrebbero deciso di mettere questi poteri al servizio della giustizia. Telefono Antiplagio è a conoscenza, invece, che la DuBois non ha mai dimostrato di avere poteri e si è sempre rifiutata di sottoporsi a verifica scientifica o farsi intervistare da esponenti di associazioni scettiche. Tant'è vero che, per evitare ogni forma di controllo e giustificare il suo rifiuto, ha affermato che gli scettici sono quelli che un tempo dicevano che la terra era piatta: in realtà fino agli studi di Copernico lo dicevano quasi tutti. Tale espediente quindi, banale ed infantile, dimostra che Allison DuBois ha paura di essere smascherata, di conseguenza non è attendibile. Il fatto che di lei si siano servite le forze dell'ordine americane non dimostra nulla, perché i suoi fallimenti, ovviamente, non sono stati presi in considerazione. La medesima modalità è stata usata in Italia a settembre scorso, quando i carabinieri hanno ripescato il cadavere di una ragazza scomparsa nel lago di Como: da più parti si è detto che il ritrovamento è avvenuto grazie ad una medium; ma non si è detto che la stessa medium, altre quattro volte, due prima e due dopo, ha clamorosamente sbagliato.Telefono Antiplagio, pertanto, considerato l'importante ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e visto che i contenuti della serie-tv in questione non rispondono alla realtà e sono fortemente diseducativi, rivolge un appello al direttore generale della Rai e al direttore di Rai 3 affinchè sospendano la programmazione di ''Medium'' o vengano avvisati i telespettatori, con scritte in scorrimento, che si tratta solo di una fiction”.
Dopo un paio di puntate la serie è stata sospesa, ma è riapparsa ad agosto e poi sei mesi dopo.
7) Nel settembre 2000 un volontario di Telefono
Antiplagio ha fatto un esperimento, inviando il seguente comunicato alla stampa:
“Alla cortese attenzione degli organi di informazione - Oggetto: monossido di
idrogeno (DHMO) nei medicinali omeopatici - Con la presente Vi informiamo che, a
seguito di una nostra specifica richiesta, un laboratorio di chimica di Sassari
ha individuato all'interno di alcuni prodotti omeopatici - venduti in farmacia -
quantità non trascurabili di monossido di idrogeno (dihydrogen monoxide, DHMO):
pericolosa sostanza chimica che è tra le principali componenti le piogge acide,
è presente in oltre il 70% delle cellule tumorali, può arrivare a contaminare il
latte materno ecc. I prodotti esaminati sono: Bryonia Alba 30CH, Nux Vomica 6CH,
sali di Schuessler, Arsenicum Album 6CH, Ignatia Amara 30CH, Aconitum Napellus
200K, Sulphur 30CH, Hypericum Perforatum 6CH, Rhus Toxicodendron 6CH, Phytolacca
Decandra 6CH, Graphites, Rathania, Fiori di Bach, Thuya. Nel riservarci di far
verificare l'eventuale presenza di DHMO in altri farmaci omeopatici ed informare
sollecitamente il Ministero della Sanità e il Nucleo Centrale Antisofisticazioni
e Sanità (NAS) dei Carabinieri di Roma, restiamo a Vostra disposizione”.
Ecco cosa ci ha chiesto, quasi un anno dopo, una testata giornalistica: che non citiamo per non infierire.
“Tempo fa ci avete inviato l'email che vi alleghiamo: rispetto a quei dati avete novità o risposte del Ministero?”.
Che risposta attendevano? Che il ministro ci dicesse che la formula del monossido di idrogeno è H2O? E’ scontato che al Ministero della Sanità la segnalazione non è mai stata inviata: lo scherzo era destinato alla stampa. L'aspetto più assurdo, però, è che nessun organo di informazione abbia obiettato, protestato, contestato.
8) Chiedersi perché sia consentito a maghi e indovini di farsi tanta pubblicità è più che normale: il problema però non è la domanda, bensì la risposta, che non arriva mai. Quando poi i ciarlatani parlano di “albi professionali ufficiali”, non fanno altro che fondarli e gestirli in proprio: nessuna autorità seria riconosce simili idiozie. Una volta ci ha provato la CISL, ai tempi di D’Antoni; e ancora adesso negli elenchi del sindacato cattolico sono ospitate varie forme di ciarlataneria; si trovano proprio nel sito CISL: non si dice o non si sa? Ulteriori informazioni qui.
9)
Ma un passo falso l’hanno
commesso anche alcune associazioni di consumatori. Telefono Antiplagio, dopo la
nascita del Codice del Consumo, reso operativo dal Governo Berlusconi il
22/07/05, ha inviato un comunicato ai “media”, allo stesso Governo e alle
associazioni interessate. Nessuno ovviamente ha preso in esame le nostre
osservazioni. Vediamo il testo:
“Telefono Antiplagio apprende che
il Consiglio dei Ministri ha appena varato il Codice del Consumo: una raccolta
di norme che intende tutelare i consumatori, sia sul piano individuale che
collettivo. Il codice include tutti i settori, compresi i maghi televisivi, e
inserisce il concetto di educazione del consumatore. In particolare, per quel
che concerne i ciarlatani, si legge: le televendite (anche quelle di astrologia
e cartomanzia) che risulteranno ingannevoli saranno soggette a una disciplina
sanzionatoria più severa. E' chiaro che all'interno del Consiglio dei Ministri
non esiste alcuna consapevolezza sulle modalità dei maghi di raggirare i
cittadini. Il Codice del Consumo, infatti, parla di: 1) corretta
informazione; 2) diritto di recesso; 3) trasparenza del mercato;
4) accesso alla giustizia; 5) certificazione e standard di
qualità. Tutte queste regole non sono applicabili a cartomanti, astrologi ecc.,
in quanto è documentato che: 1a) la loro informazione è scorretta e non
veritiera; 2a) il diritto di recesso prevede tempi troppo brevi per
constatare eventuali risultati; 3a) la trasparenza è inesistente,
soprattutto riguardo i costi dei codici telefonici 899, 892, 087 e del compenso
ad esito raggiunto; 4a) l'accesso alla giustizia è impraticabile, perché
i maghi minacciano e ricattano le vittime che vorrebbero denunciarli, visto che
la truffa è perseguibile solo su querela di parte; 5a) certificazione e
standard di qualità sono improponibili, perché i ciarlatani non possono avere
alcun tipo di riconoscimento e, di conseguenza, non hanno e non danno alcuna
garanzia. La disciplina sanzionatoria più severa per le televendite ingannevoli,
inoltre, non scalfisce minimamente gli interessi dei maghi e di chi offre loro
spazi pubblicitari; perché, per quanto le sanzioni possano essere pesanti, i
cartomanti, gli astrologi e gli editori di riferimento, grazie ai loro cospicui
ricavi, non hanno alcun problema a sopportarle. Ciò che meraviglia, quindi, è
che il Governo di un Paese civile abbia perso nuovamente una buona occasione per
mettere fuori legge le pubblicità dei maghi, i quali sono già fuori legge di per
sé, come cita l'art. 121 del TULPS (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza).
Evidentemente il business dei ciarlatani, a cui partecipa anche il nostro
Presidente del Consiglio (Pagine Utili, Mediavideo ecc.) e che rovina migliaia
di famiglie, è intoccabile. Il nuovo Codice del Consumo vuole essere
forse un Codice ad Uso e Consumo? Sorprende, infine, che si siano dichiarate
soddisfatte alcune associazioni dei consumatori del CNCU (Consiglio Nazionale
Consumatori e Utenti), con espressioni tipo: passo importante, testo organico,
pietra miliare, crescita del senso civico ecc. Perché, invece, non è stato fatto
alcun rilievo sulla categoria dei ciarlatani, che è la più pericolosa? Forse le
suddette associazioni, in nome della libertà di impresa, hanno dimenticato che
quella dei maghi è libertà di presa in giro? Se sono questi il passo importante
e il testo organico, se sono queste la pietra miliare e la crescita del senso
civico, non è chiaro chi siano i veri consumatori delle associazioni
interessate”.