CAGLIARI _ Abracadabra e gių: il mago Giancarlo
Giacomini ha due colleghi in meno e una condanna in pių. Sei mesi di
reclusione, per aver detto in un'intervista all'emittente Tcs che il
fondatore di `Telefono antiplagio'
Giovanni Panunzio e la sorella Maria Giulia hanno lavorato
nell'industria dell'occulto. Era solo una magia, ma serviva
egregiamente a spiegare l'accanimento del docente di religione contro
di lui, operatore esoterico affermatissimo quanto perseguitato da una
Polizia tributaria immune dagli influssi dei suoi celebri talismani.
Stessa sorte per il cronista di Tcs Antonello Lai, autore
dell'intervista, condannato a sei mesi per diffamazione reale. Mentre
il direttore della testata, Antonangelo Liori se l'č cavata con
un'ammenda di 500 mila lire: la sua colpa č solo quella di non aver
controllato il servizio prima che andasse in onda. Tutti assolti invece
dalle accuse di calunnia e di violazione di domicilio. Fuori dai guai
infine l'anziano mago Mario D'Avanzo: la querela presentata dai
Panunzio contro di lui non era valida. Il pm Mario Marchetti aveva
chiesto un anno di carcere per Giacomini e Lai, il minimo della pena
per Liori. Insieme alla sospensione condizionale delle pene, il
tribunale presieduto da Alessandro Lener ha disposto un risarcimento di
dieci milioni alle parti lese.
