
CONTRO-DOSSIER ANTIPLAGIO
10° anniversario madonnina Civitavecchia
PRIMA DI ALCUNE PERPLESSITA' (RAZIONALI E NON) SUI FATTI DI PANTANO, TELEFONO
ANTIPLAGIO VI PROPONE UN SERVIZIO DI CANALE 5, DEL GIORNALISTA MIMMO
LOMBEZZI, CHE DIMOSTRA CHE FAR PIANGERE UNA STATUA, TROVARE TESTIMONI,
TURBARNE QUALCUNO E ATTIRARE L'ATTENZIONE NON E' POI COSI' DIFFICILE. MA SE LA
STATUA E' LA STESSA CHE IL 2/2/95 AVREBBE LACRIMATO A CIVITAVECCHIA
- STAVOLTA PROTETTA DA UN VETRO BLINDATO E DA UN ANTIFURTO - FORSE L'ESPERIMENTO
RISULTA UN PO' PIU' COMPLICATO: PER UN ILLUSIONISTA NO. SE VOLETE VEDERE
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ULTIME
NOTIZIE - IL VATICANO SI E' PRONUNCIATO:
"NON CONSTA DELLA SOPRANNATURALITA' DELL'EVENTO".
A conclusione dei lavori di una seconda Commissione - questa volta istituita dal Vaticano - per esaminare e valutare le lacrimazioni della madonnina di Pantano (Civitavecchia) e' stato decretato:
"Non consta della soprannaturalita' dell'evento". Il cardinale Tarcisio Bertone, in qualita' di vicepresidente e segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, unico organismo della Santa Sede preposto a promuovere e tutelare la fede e a giudicare i fenomeni soprannaturali, ha ribadito:
"Ci sono delle perplessita'. La Chiesa in questo caso e' particolarmente prudente e perplessa per gli elementi che accompagnano la lacrimazione. Primo perche' si tratta di sangue maschile. E' un'interpretazione suggestiva e atipica che possa essere stato il sangue di Cristo. Qui, poi, ci sono state due commissioni che hanno lavorato. La prima, un po' frettolosamente organizzata dal Vescovo, aveva espresso un verdetto tendenzialmente positivo sulla soprannaturalita', ma erano emerse varie perplessita' in alcuni membri della Commissione, che le avevano anche scritte. Fu quindi chiesta una seconda indagine alla Congregazione della Dottrina della Fede, che si e' espressa con un verdetto secondo cui
non consta della soprannaturalita' dell’evento".
Possiamo dire, quindi, che non esistono prove
per attestare il fatto miracoloso.
Una pronunciamento analogo era stato espresso nel 2002 dalla diocesi di Cagliari, riguardo alcune lacrimazioni di una madonnina di gesso in un'abitazione privata. All'epoca vennero fatti alcuni
doverosi controlli, che invece a Civitavecchia sono stati doverosamente evitati:
1) La statuetta fu chiusa in cassaforte per un paio di mesi e, alla riapertura, risulto' completamente pulita.
2) Il DNA del sangue rinvenuto sul simulacro era uguale a quello della proprietaria.
Queste le parole della Curia di Cagliari: "Si dichiara ufficialmente la totale assenza e la conseguente non esistenza di fenomeni da attribuirsi alla sfera soprannaturale e quindi al diretto intervento della volonta' divina'. Nessun fenomeno straordinario ne' inconsueto si e' manifestato o e' emerso dalle diverse verifiche effettuate nei diversi periodi di tempo. La questione per noi e' stata ed e' definitivamente chiusa".
Infine ricordiamo che, dopo le lacrimazioni di Cagliari, una persona si rivolse a Telefono Antiplagio, appena istituito (era il dicembre del
'94), per annunciare l'imminente organizzazione di una nuova lacrimazione che non sarebbe stato facile fermare: il 2 febbraio 1995 comincio' a piangere la madonnina di
Civitavecchia. E' anche per questo motivo che Telefono Antiplagio ha sempre presentato regolari denunce.
I DUBBI SULLA MADONNINA DI PANTANO
Le notizie sul dossier della diocesi di Civitavecchia nel decimo anniversario delle lacrimazioni della madonnina di Pantano - che secondo lo stesso dossier non avrebbero spiegazione umana - tralasciano alcuni particolari importanti e non risolvono molti dubbi.
1) Il DNA del liquido ematico maschile ritrovato sulla statuetta non e' mai stato messo a confronto con il DNA del sangue dei proprietari della statuetta e dei loro parenti; non e' vero che si sono sempre dichiarati disponibili a farlo. La famiglia Gregori e' ricorsa perfino alla Corte Costituzionale pur di evitarlo. Se non avesse avuto nulla da nascondere, non ci sarebbe stato motivo per non accettare la comparazione, e la Procura della Repubblica di Civitavecchia non sarebbe stata costretta ad archiviare il procedimento. Il fatto che i signori Gregori si siano dichiarati disponibili al confronto del DNA solo su richiesta della Chiesa (quale Chiesa non si sa) e che tale richiesta non sia ancora arrivata e', comunque, un ulteriore pesante elemento di dubbio.
2) I signori Gregori, dopo l'evento, sarebbero entrati
in possesso di altre statue che lacrimano ed emanano profumo, accompagnate da un
centinaio di visioni della Madonna. Le autorita'
preposte dovrebbero verificare se qualcuno sta ancora speculando su tale
fenomenologia.
3) Quando i volontari di Telefono Antiplagio (comitato che difende le vittime di ciarlatani e santoni) si sono recati a Civitavecchia per osservare da vicino la situazione, sono stati circondati dagli addetti alla sicurezza ed ai parcheggi, tra cui i Gregori, che hanno sottratto loro, arbitrariamente, un rullino fotografico.
4) La stessa statuetta, in condizioni ben piu' difficili (protetta da vetro antisfondamento ed antifurti), e' stata fatta lacrimare anche dal prestigiatore Alfredo Barrago, all'interno della chiesa dove attualmente e' custodita. L'esperimento e' documentato dal giornalista Mimmo Lombezzi e dalle telecamere di Canale 5. Ora e' possibile vederlo anche su youtube oppure qui (adsl) o scaricare qui (linea normale).
5)
Il fenomeno di Civitavecchia e' avvenuto nel bel mezzo di una cinquantina di
lacrimazioni, a partire dal 1993 (Lazise, Assemini, Valverde, Salerno, Subiaco,
Castrovillari ecc.), tutte regolarmente smascherate. Tra tanti inganni, quindi, la
Madonna avrebbe deciso di compiere un miracolo.
6)
L'affermazione che il sangue, essendo maschile, finisce per rivelarsi come un
ulteriore segno di credibilita' nella dimensione cristiana non e' plausibile,
perche' il sangue della madonnina di Civitavecchia, come hanno rivelato le
analisi, ha le caratteristiche di un
uomo contemporaneo e, quindi, non puo' appartenere a Gesu' Cristo.
7)
Il fatto che il vescovo di Civitavecchia sia stato testimone di una lacrimazione
deve tenere conto che il sangue coagulato puo' rilasciare gocce di siero
rosastro a distanza di giorni.
8)
All'interno della Commissione Teologica costituita da monsignor Grillo, composta
da 11 persone, non e'
stata raggiunta l'unanimita'. Uno dei
membri ha affermato che non ci
9) Nel dossier su Civitavecchia si afferma che a Pantano, in base agli elementi disponibili ed al ragionamento, non ci sono e non ci sono stati trucchi ne' frodi. Senza la consulenza di un esperto in trucchi e illusioni non si puo' pervenire ad una dichiarazione del genere.
10)
Per non creare confusione, e' opportuno specificare che l'opinione della diocesi
di Civitavecchia precede la posizione ufficiale della Chiesa, ovvero il
pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede.
11)
Una restauratrice ha segnalato a Telefono Antiplagio che, di recente, durante i
lavori di ripristino di alcune sculture, le e' capitata tra le mani una
statuetta della Madonna del '400 (ora conservata in una chiesa della Sardegna)
al cui interno e' presente un congegno meccanico per far piangere l'effige. Cio'
dimostra che questi ed altri stratagemmi vengono utilizzati fin dal medioevo.
12) Il nostro Paese e' stato spesso caratterizzato dalla
presenza di simulacri mariani piangenti. A Roma, per esempio, nel 1796, durante
l’occupazione francese, si sparse la voce che un numero impressionante di
quelle sculture erano state viste muovere gli occhi e perfino lacrimare: in
piazza Argentina ce n'e' una con la lapide. Alcune autorita' ecclesiastiche del
tempo sottoscrissero l’autenticita' del prodigio 26 volte! Pero' di quei 26
simulacri non e' rimasto nulla. Per quanto riguarda i simulacri piangenti
dell’ultimo secolo, ne sono stati trovati una quarantina: Francia (1911),
Benevento (1947), Siracusa (1953), Bologna e Brescia (1957), Cecoslovacchia
(1958), Avellino (1959), Portogallo e Brasile (1968), Firenze (1969), Caserta
(1971), Stati Uniti, Grosseto, Ravenna e Porziano d’Assisi (1972), Messina,
Salerno e Reggio Calabria (1974), Argentina e Catania (1975), Canada (1977),
Giappone, Milano e Trento (1979), Catania (1981), Siria, Cisgiordania e Belgio
(1982), Canada 1983), Stati Uniti e Canada (1984), Medjugorie, Canada e Burundi
(1985), Genova, Corea, Belgio e Stati Uniti (1986), Parma, Catanzaro e Reggio
Calabria (1987), Spagna e Vicenza (1988).
13)
Il trucco piu' diffuso per far piangere simulacri non e' quello di
utilizzare statue truccate o scambiarne due identiche, ma il normale imbrattamento dall’esterno
- com'e' successo probabilmente a Civitavecchia - sfruttando le diverse reazioni dei testimoni: reazioni che, di
fronte ad effetti del genere, non sono solo scettiche, ma anche mitomani, soggette
a suggestione ecc. Tuttavia esistono altri metodi (chimici), per esempio: 1) Si prendono due soluzioni
saturate di tiocinato di potassio e cloruro ferrico. Il primo va spalmato
sull’immagine, nel secondo si intinge un dito (o un oggetto), eventualmente
con un po’ di sangue (affinche' l’effetto risulti più eclatante). Dopo
averlo strofinato sull’effige, compariranno dei segni rossi; sembrera' che il
liquido ematico stia aumentando. 2) Una variante impenetrabile (per qualunque
laboratorio) e' l’utilizzo della sostanza rossa, usata per smaltare le
statue, presente nella corteccia della dracena (da miscelare col sangue).
All’atto della coagulazione o della fuoruscita del siero emergera' solo il
liquido ematico. Chi andrebbe a insospettirsi per la presenza dello smalto su
una scultura?
CONCLUSIONE
IL PIANTO DELLA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA NON PUO' ESSERE UN
MIRACOLO: SONO TROPPI I DUBBI CHE SUSCITA E CHE NON TROVANO RISPOSTA. IL
MIRACOLO, PER ESSERE TALE, DEVE ESSERE CHIARO E INEQUIVOCABILE. CIO' NON VUOL
DIRE CHE I TESTIMONI SIANO IN MALAFEDE: ANCHE LORO POSSONO ESSERE STATI
INGANNATI.
Ufficio Stampa Antiplagio - 2 febbraio 2005
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ALTRI CONTRIBUTI: I DUBBI AUMENTANO
Non c’è prova del miracolo, 18/02/2005, CIVONLINE - Il cardinale Bertone rivela il giudizio della commissione del
Vaticano...: «Bisogna essere cauti sulla Madonna di Civitavecchia,
ci sono delle perplessità. Il primo gruppo di lavoro fu organizzato
frettolosamente dal Vescovo». Monsignor Grillo commenta: «Non so nulla, mi
sarei aspettato una convocazione, almeno come testimone».
Non
c’è la prova del miracolo. La seconda commissione teologica che ha indagato
sulla Madonnina si è espressa con una formula che se da un lato non esclude la
possibilità di un fatto soprannaturale, dall’altro afferma che «Non consta
la soprannaturalità dell’evento». Lo ha rivelato... l’arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone, membro della
Congregazione per la dottrina della Fede di cui all’epoca era Segretario e
vice del Cardinale Joseph Ratzinger. In questi anni non si era mai saputo se,
quando e come la seconda commissione, di cui è ignota anche la composizione,
avesse concluso i suoi lavori. E’ comunque anche questo un verdetto
interlocutorio, complementare a quello della commissione teologica diocesana, in
cui la maggioranza dei membri aveva sancito la possibilità di un evento
soprannaturale, con riserve e sospensioni di giudizio che erano state espresse
dagli altri componenti. Anche stavolta la Commissione non esprime un giudizio
definitivo, ribaltando però l’ottica rispetto ai primi teologi: in un caso si
stabiliva che mancavano le prove per parlare di un imbroglio; stavolta si
afferma che non ci sono prove per attestare l’evento miracoloso. Il cardinale
Bertone si è così espresso: «La Chiesa... in questo
caso è particolarmente prudente e perplessa per gli elementi che accompagnano
la lacrimazione. Primo perché si tratta di sangue maschile. E’ una
interpretazione suggestiva e atipica che possa essere stato il sangue di Cristo.
Cosa diversa rispetto a quando la Madonna ha lacrimato a Siracusa. Qui, poi, ci
sono state due commissioni che hanno lavorato. La prima, un po’
frettolosamente organizzata dal Vescovo, aveva espresso un verdetto
tendenzialmente positivo sulla soprannaturalità, ma erano emerse varie
perplessità in alcuni membri della Commissione, che le avevano anche scritte.
Fu quindi chiesta – prosegue il Cardinale Bertone – una seconda indagine alla
Congregazione della Dottrina della Fede. Il cardinale Ruini istituì una seconda
commissione, che si è espressa con un verdetto secondo cui non consta della
soprannaturalità dell’evento». Interpellato... monsignor
Girolamo Grillo si è limitato a dire di non aver avuto alcuna comunicazione
ufficiale di questo risultato. Non sono mai stato chiamato, né interrogato. In
quanto Vescovo della Diocesi in cui è accaduto il fatto e in quanto testimone...
mi sarei aspettato di essere chiamato. Di fronte
alle affermazioni del cardinale Bertone non mi resta altro che rimettere le sue
parole nelle mani dell’autorità suprema in attesa di una sua decisione». La
notizia dell’istituzione della seconda commissione teologica venne data
all’inizio del 1998, un anno dopo la conclusione dei lavori della commissione
diocesana. Il cardinale Ratzinger parlò pubblicamente della nuova indagine
affermando... che ci sarebbe voluto del tempo: «Occorre
tanta pazienza. Abbiamo nominato una speciale commissione che riesaminerà tutto
il caso. Ancora manca una decisione definitiva sulla soprannaturalità.
L’intera questione deve essere affrontata in maniera seria»... Il cardinale Bertone ha lasciato ‘‘cadere’’ la
notizia... dando un peso diverso, invece, a
quell’avverbio, «frettolosamente», con cui ha definito l’operato del
Vescovo nel costituire la prima commissione. Massimiliano Grasso
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Ancora CIVONLINE, 5/2/05: Sui teologi le pressioni del Vescovo:
''Sbrigatevi''. Monsignor Grillo cercò di ‘‘orientare’’ i lavori e li fece terminare in
fretta. Una nostra ricerca in tutta Italia porta alla luce versioni che stridono
con quanto scrive il prelato nel suo libro-dossier. Ci fu chi chiese: «Perché
non ci occupiamo anche degli altri fenomeni di casa Gregori?». Ma trovò una
ferma opposizione.
Poco
più di otto anni dopo la conclusione dei lavori, le celebrazioni per il decimo
anniversario delle lacrimazioni ed il libro dossier del Vescovo riaccendono i
riflettori sulla Commissione teologica della Diocesi, che si espresse sul
fenomeno delle lacrimazioni. La rilettura dei fatti data da monsignor Grillo
(riportiamo a parte alcuni passi dell’intervista contenuta nel libro in
distribuzione in questi giorni: ''Mi
sorprese la loro celerità'' ) stride, però, con quanto - all’epoca -
dissero riservatamente, e scrissero, alcuni dei membri dell’organismo,
confermandolo ancora oggi. Quella commissione era composta da dieci sacerdoti ed
una suora. Era presieduta da una persona di fiducia del Vescovo, l’attuale
parroco del Sacro Cuore, don Sandro Santori. Poi c’erano l’allora
responsabile dell’istituto di scienze religiose, suor Fernanda Barbiero (oggi
Madre Provinciale Dorotea, in Lombardia) e monsignor Lino Fumagalli, poi a sua
volta divenuto Vescovo (ora a Sabina Poggio Mirteto) e rimasto in ottimi
rapporti con monsignor Grillo. Gli altri membri, non facenti parte del clero
locale, erano padre Jesus Castellano, Monsignor Carlo Rocchetta, padre Ernesto
Piacentini, padre Antonio Ascenzi (morì dopo qualche tempo), il gesuita padre
Mario Delmirani, padre Flavio Ubodi ed il mariologo Stefano De Fiores. Il
responso finale fu di 7 pareri favorevoli (o meglio, 6 e uno non contrario)
all’evento sovrannaturale, contro 4. Tra questi ultimi, ci fu un teologo che
si espresse negativamente, un altro che utilizzò una formula dubitativa e due
che diedero un giudizio sospensivo. Ancora oggi, chi per rispetto del segreto,
in verità violato più volte, chi per non tornare «a quelli che furono giorni
tutt’altro che sereni», chi - forse - per paura di possibili ritorsioni,
nessuno parla volentieri. Alcuni elementi, però, anche se a volte in modo
frammentario, emergono, al termine di una ricerca che ormai porta lontano da
Civitavecchia. Si delinea che la Commissione era divisa in modo abbastanza
netto: le indagini non dimostrarono alcun tipo di imbroglio, ma più della metà
dei membri non si sentiva in grado di sbilanciarsi verso l’ipotesi del
miracolo. Poi, negli ultimi mesi, alcuni cambiarono idea. E qualcun’altro
arrivò anche a battere i pugni sul tavolo per esami tecnici richiesti e mai
effettuati, consigli di discrezioni e cautela sistematicamente evasi, finché il
gruppo decise di trasferirsi a Roma, dalla casa del Vescovo dove aveva iniziato
a lavorare. E proprio nei confronti della linea di condotta di monsignor Grillo
vennero espresse delle perplessità: il prelato chiedeva di tenere in
considerazione principalmente la lacrimazione avvenuta nelle sue mani,
l’ultima, del 15 marzo. Cercò anche un ‘‘aiuto’’ esterno in questo
senso, rivolgendosi ad un ulteriore esperto. Ma anch’egli, così come i membri
della commissione, ritenne che la lacrimazione più importante, se non
l’unica, da esaminare fosse la prima: «Se è falsa, lo sono tutte le altre;
se così non è, quelle successive potrebbero comunque essere frutto di
suggestione dei vari testimoni presenti di volta in volta». I membri della
Commissione, pur essendone ufficialmente all’oscuro, vennero a conoscenza
delle voci relative alle nuove lacrimazioni e trasudazioni della copia della
statuina e della statua di Padre Pio, a casa Gregori. Monsignor Grillo, però,
insistette affinché si concentrassero sulla prima Madonnina. «Perché - si
chiedono ancora oggi alcuni membri della commissione - non prendere in
considerazione quei fenomeni per avere un quadro completo di quanto stava
accadendo in quella casa?». Secondo i teologi, si trattava di fenomeni comunque
degni di attenzione, per cercare di stabilirne l’eventuale origine comune.
Invece il Vescovo fu di diverso avviso, così come quando si trattò di chiudere
i lavori. Una parte della Commissione chiese più tempo, in quanto, terminati
gli accertamenti, le interviste e le indagini di natura tecnica, nell’autunno
del ‘96, dopo una decina di riunioni (iniziarono il 19 aprile del 1995), si
stava entrando nella fase più prettamente teologica. «Ma monsignor Grillo
disse che bisognava esprimersi». Ci fu chi contestò le pressioni del Vescovo,
ricordando come fosse una situazione atipica, in cui il capo della Diocesi era
al tempo stesso testimone e giudice di se stesso. Qualcun’altro, invece, che
stava studiando il fenomeno con molta attenzione e cautela, di fronte alle
insistenze, alle richieste, alle pressioni, alla fretta e, soprattutto, al clima
di continuo clamore, fra conferenze stampa ed interviste, allargò le braccia:
«Peccato, un evento mancato». Massimiliano Grasso
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Da www.capperi.net/bottegadellafede.html
- Roma. Vittorio Messori ha costruito sul Corriere della Sera di domenica
(23/01/05 - n.d.r.) una pagina intera attorno al presunto miracolo della
madonnina di Civitavecchia. Una statua come altre arrivata da Medjugorje alla
parrocchia di S. Agostino - contrada Pantano - che dieci anni fa pianse sangue
umano, prima davanti a una bambina di cinque anni e un mese dopo tra le mani del
vescovo locale, monsignor Girolamo Grillo. Messori, che ha avuto accesso al
dossier inedito della diocesi di Civitavecchia, ha calibrato la sua anteprima
giornalistica sulle conclusioni dei presuli locali, secondo i quali il fenomeno
ha dato vita a pellegrinaggi che non conoscono flessioni e anzi producono
“consolanti frutti di conversione e spiritualità”. Da questo traguardo
s’irraggia un resoconto che Messori ha largamente identificato con lo sfondo
emotivo del dossier. Insomma un racconto svolto sotto il segno dell’eccesso.
Dall’eccesso di significato di una statua che si mette a lacrimare sangue
all’eccesso della vicenda di fede e di dubbio razionale che da questo mistero
ha preso forma. Fino all’esagerazione, probabilmente di righe e certamente di
aggettivi, nella narrazione dei contenuti di quel dossier. Lì dove l’insieme
è “impressionante”. Il diario privato del monsignore, dapprima scettico poi
choccato, è inevitabilmente “drammatico”. Il verdetto del padre mariologo
Stefano De Fiores, che rinvia all’epifania divina, è “denso di teologia”
mentre il pellegrinaggio a Civitavecchia è “incessante” e le litanie sono
“senza posa”. Perfino la scienza fa la sua figura bella, quando appare senza
lasciare traccia perché, in nome della verità, gli esperti di medicina legale
hanno sconsigliato di procedere all’esame del Dna di quel sangue inatteso. E
così via, tra allusioni non sempre sorvegliate che diventano quasi certezza di
trovarsi al cospetto del Soprannaturale (sul Corriere scritto maiuscolo). O più
esplicitamente di fronte al “dito di Dio”, secondo l’impegnativa citazione
evangelica spesa sull’argomento dal prete mariologo.
La cautela del Vaticano
Tutto ciò - ammetteva ieri lo stesso Corriere - mentre il Vaticano, più cauto
di Messori e meno coinvolto emotivamente della diocesi di Civitavecchia, tace in
pubblico e nega di fatto il riconoscimento all’ipotetico miracolo. E per di più
in privato, attraverso la parola del cardinale Joseph Ratzinger, invita intanto
a soprassedere. E’ dunque più forte il dubbio della Chiesa che la
comprensibile tentazione e il legittimo smarrimento d’una diocesi abbagliata.
E magari va così perché non è nel dettaglio del mistero, ma piuttosto nella
pretesa di svelarlo all’ingrosso che si nasconde la pietra d’inciampo.
Infatti si fatica a comprendere il modo speciale con cui il Corriere si è
accostato alla faccenda. Con l’enfasi indotta dal dossier che viene replicata
senza distacco. Con la drammatizzazione sudamericana sopraggiunta
nell’esposizione delle ulteriori visioni della bambina che inaugurò la
vicenda; e ancora oggi è convinta che perfino la copia di quella statua che
staziona nel soggiorno della sua casa trasudi essenze profumate (in origine solo
nei giorni di festa, ora più spesso). L’impressione che se ne ricava è di
qualcosa sospeso a metà tra il modernariato spirituale e il new age. Un
fenomeno da magic shop, da bottega dello spirito in cui una madonna misteriosa e
vestita d’attesa diventa il pretesto per un colpo di sole spirituale
collettivo. Qualcosa che richiama alla lontana la storia del giovane tibetano di
cui scrisse la teosofa Alexandra David-Neel negli anni Venti del secolo scorso.
La storia di un giovanotto partito per un lungo e infruttuoso viaggio in cerca
di reliquie sante. E che, non volendo sfigurare al ritorno, spacciò per denti
di un degnissimo asceta alcuni molari strappati dalla mascella di un cane morto.
Con il risultato che i compaesani presero in parola il ragazzo e
dall’adorazione di quei denti vollero far discendere autentici prodigi. E’
un caso diversissimo, questo, in cui s’affaccia tuttavia la medesima apertura
al sacro, il bisogno tutto umano d’una trascendenza cui rivolgere la sincerità
della fede mortale. Che poi è forse il vero miracolo e non è confinabile nella
contabilità delle anime scosse da una lacrimazione sanguigna. A meno di volere
che una Chiesa altrimenti rinunciataria, oggi, possa racchiudere con leggerezza
il suo messaggio di presenza nella secrezione di una statua accolta come
indiscutibile segnale di Dio. Come se la Chiesa possa davvero farlo senza che si
avverta il riflesso tardivo di un’idolatria strapaesana. In un’operazione in
fondo resa più grande di quello che si può credere, anche perché riplasmata
sul palcoscenico editoriale di un grande quotidiano milanese attraversato da un
illuminismo intermittente. Come quello delle luci colorate che adornano il capo
delle tante madonne di plastica vendute a 5 euro sulle bancarelle ai lati della
parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia.
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LETTERE
A TELEFONO ANTIPLAGIO
1) Il 12 aprile 1995 Radio Rai
ha attribuito le seguenti parole al cardinale Deskur: “Secondo l’articolo 19
della Costituzione italiana si può adorare anche una scimmia”. Ma molto più
grave è il fatto che le stesse parole, sempre nel corso della trasmissione,
siano state ripetute e fatte proprie dal Vescovo di Civitavecchia, mons. Grillo.
Vorrei ricordare, a Voi e ai Vostri Pastori, che hanno perso la trebisonda, che
nell’Apocalisse è chiarissimo il concetto che la bestia in opposizione alla
Madonna non è altro che una scimmiottatura della liturgia del Venerdì Santo e
della Pasqua. La statua cultuale e votiva, quindi, è una derisoria
contraffazione, un atroce dileggio del Crocifisso e del Risorto. Ora, poiché la
fede è ben altro, così come i miracoli della Bibbia (conversioni, guarigioni,
apparizioni, visioni ecc.), il cui messaggio è chiaro e ad immediato vantaggio
dell’uomo - ma questo Voi lo dovreste sapere - non so se avete capito cosa stava per combinare il vescovo di
Civitavecchia con quella statuetta (non si può neanche dimostrare che somigli
alla Madre di Cristo) che ha “sanguinato” dagli occhi e che nella chiesa di
sant’Agostino stava per prendere il posto del Sacro Cuore!? (fatto che poi
è avvenuto, n.d.a.) Possibile che siate
così ciechi, sordi e “smemorati”? Che non Vi ricordiate che nel Vangelo non
c’è traccia di spettacolarizzazione e fenomeni da baraccone? Perché, secondo
Voi, l’affermazione del vescovo, che avrebbe rivisto il “prodigio” (mi
indigna chiamarlo miracolo), gli si è rivoltata contro? Chi avrebbe potuto
mettere in discussione la Sua parola? Non sarebbe dovuto assurgere a ruolo di
privilegiato testimone di un “segno”? Non Vi dice niente il contrattempo?
Forse potrebbe essere utile ricordarVi come dovrebbero comportarsi i cristiani.
Ogni possibilità di equivoci e di interpretazioni tendenziose viene eliminata
una volta per sempre; nella fase finale, in cui Satana sembra avere il
sopravvento, il segno inconfondibile della fedeltà a Cristo è uno solo: la
testimonianza del sangue (certamente non quello di Civitavecchia). Come pensate
di confutare le opinioni di ebrei, testimoni di Geova ecc. sull’idolatria? Se
Vi serve incrementare le vocazioni e il turismo religioso, non usate i facili
miracoli a comando! Utilizzate la testa, con semplicità. Fatevi venire in mente
idee sane. Chiedete la collaborazione dei laici. E non dite che credere in una
statua che sanguina è l’inizio del cammino verso la fede (come ha sostenuto
il mariologo De Flores, sempre nella trasmissione Rai citata), perché invece è
solo l’inizio del perseverare in atteggiamenti millenaristici e macabri, che
allontanano dalla Verità e sono fortemente distanti dalla Fede, dalla Speranza
e dalla Carità; così come dalla serenità, dalla libertà e dall’amore
gratuito: virtù proprie della Madonna (guarda caso), che ci avete fatto
conoscere Voi e che Voi ora ignorate. Il disegno degli occultisti si sta
completando (arrivano a dire di essere stati benedetti dal Papa!). Vi dice
niente la parola “setta”? Ho paura delle collusioni. Ho paura di dovermi
vergognare di essere cattolico. Vi prego, prima che sia troppo tardi,
intervenite! Salvate la Chiesa dalla divisione e da questo fango, da questo
Pantano!
2)
Sto tentando di seguire la vicenda delle “madonne che piangono” e le invio
queste righe sintetiche con l’auspicio che possano servire al lavoro che sta
svolgendo...
La cosa che più mi lascia perplesso
è la posizione della Chiesa cattolica. Qual è il motivo che ha spinto vescovi
e cardinali a difendere dopo così poco tempo il caso della madonnina di
Civitavecchia, sapendo che normalmente la Chiesa preferisce indagare a fondo e
attendere periodi ben più lunghi prima di ufficializzare fenomeni miracolistici
di questo genere? Ho tentato di fare qualche ipotesi che voglio sottoporre alla
sua attenzione: a) la crescente carenza di carisma da parte della Chiesa
nei confronti della civiltà scientista occidentale ha fatto sì che vescovi e
cardinali dovessero scendere in campo per attirare un consenso che la Chiesa non
trova più per altre vie; b) il crollo (in Italia) della classe politica
che la Chiesa ha usato per tentare di “veicolare” un’ideologia cristiana
secolarizzata nello Stato, ha fatto in modo che ora si stia tentando di
recuperare il tempo perso, occupandosi, in qualche modo, di problemi di
carattere più strettamente religioso (piuttosto che di carattere
“sindacale” come negli ultimi decenni); c) qualcuno stava tentando di
sottrarre, con un abile trucco, una larga fetta di credenti per incanalare le
loro economie (materiali e spirituali) verso altre divinità (e altre tasche!) e
la Chiesa ha dovuto intervenire tempestivamente per “scippare” a sua volta
il malloppo dei credenti (o creduli); d) molto più semplicemente la
Chiesa cattolica dovrebbe decidersi ormai ad abbandonare l’aggettivo
“cristiana” e quindi rendere più comprensibile tanto il suo rituale, quanto
la Via che intende indicare ai fedeli per il cammino spirituale. In questo modo
sarebbe più facile per noi tutti riconoscerci nel rituale mariano o negli
impegni sociali e politici in qualità di credenti, piuttosto che nella
confutazione dello scientismo e dell’ateismo o della bioetica. In questo caso
faremmo cosa gradita anche al Cristo, evitando di coinvolgerlo a sproposito e di
“mettergli in bocca” continuamente cose che non ha mai detto,
interpretazioni che probabilmente non ha mai voluto dare, e perseguire scopi e
missioni per le quali Lui non è mai venuto tra noi.
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UN BEL RISULTATO
«QUELLA SENTENZA CI HA BLOCCATO» - Civonline.it 25/04/2005
Aldo Spinella, della Criminalpol, denuncia: «Dopo il "caso Madonnina"
niente prelievi coatti per il Dna.
Saremo gli ultimi in Europa ad avere una banca dati»
«E’
“COLPA” delle lacrime di sangue della Madonnina piangente di Civitavecchia
se l’Italia sarà l’ultimo Paese europeo a dotarsi della banca del Dna per
smascherare i criminali prima e senza errori». Una dichiarazione pesante come
un macigno che viene direttamente dal dott. Aldo Spinella, della Direzione
centrale Polizia criminale-sezione Polizia scientifica nonché uno dei periti
nominati dalla Procura nel 1995 nell’ambito delle indagini sulla lacrimazione
della statua di Pantano . Secondo quanto riferisce l’agenzia Adn Kronos,
intervenuto ad a un convegno organizzato nella giornata conclusiva del Salone
del biotech ‘Bionova’ di Padova, Spinella ha svelato ai presenti il
retroscena, che a suo parere, spiegherebbe il ritardo del nostro Paese in questo
campo. «Un ritardo che – ha detto - non è legato, come sarebbe naturale
pensare, a un fatto grave come una violenza carnale o un omicidio ma a un
episodio di natura molto diversa». Un tipico caso, definito
‘all’italiana’che è arrivato sul tavolo della Corte Costituzionale. E
culminato in una sentenza che ha reso impossibile «procedure prima consentite,
grazie alla quali abbiamo contribuito a catturare i responsabili della strage di
Capaci in cui trovo’ la morte Giovanni Falcone». «Il 1995 fu una specie di
anno dei miracoli - ha ironizzato Spinella - tra madonnine che piangevano,
quadri che lacrimavano e macchie di sangue attribuite a padre Pio. I pellegrini
intasavano intere autostrade e noi tutti cercavamo di venirne a capo». Nel caso
della Madonnina di Civitavecchia si trattava di confrontare il Dna di quelle
lacrime con quello di chi avrebbe potuto inscenare l’evento soprannaturale. Ma
i Gregori ‘proprietari’ della statuina, si rifiutarono, come noto, a
sottoporsi al prelievo coattivo di sangue, allora l’unico mezzo per estrarre
Dna, e si rivolsero alla magistratura. Il caso arrivò alla Consulta, che con la
sentenza 238 del 1995 decreto’ l’impossibilita’ di prelievi coatti di
materiale biologico. «Un provvedimento che ci legò le mani», ha concluso
Spinella. Creando un vuoto legislativo che solo ora, con il disegno di legge
redatto dal Gruppo di lavoro biosicurezza e pronto per l’esame del Parlamento,
si sta cercando di colmare. Il documento, già approvato dal Consiglio dei
Ministri, prevede l’istituzione dell’ “Archivio Centrale dei profili del
Dna” che il comitato per le Biotecnologie e la Biosicurezza (Cnbb) ha
approvato a Palazzo Chigi. Uno sblocco nella legislazione italiana che avverrà
dopo quasi dieci anni, da quando cioè una sentenza della Corte Costituzionale
si è espressa accogliendo la richiesta di un avvocato di Civitavecchia, Bruno
Forestieri, legale della famiglia Gregori. Una sentenza che, come più volte
sottolineato, ha fatto comunque giurisprudenza.
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E ora leggete un'intervista all'avv. del Codacons Enrico Veneruso: cliccate qui. Se poi volete approfondire ulteriormente, vi consigliamo i saggi L'IMBROGLIO DI MEDJUGORJE di Raffaele Ascheri (Kaos Edizioni) e MEDJUGORJE, E' TUTTO FALSO di Marco Corvaglia (ed. Anteprima-Lindau): altre informazioni qui.
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A seguito delle recenti informazioni sulle cosiddette 'lacrimazioni' della madonnina di Civitavecchia (divulgate dalla stampa in data 23 gennaio u.s.), il nostro comitato di volontariato espone quanto segue.
PREMESSO CHE:
- La famiglia Gregori, ex proprietaria della statua 'piangente', sarebbe in possesso di nuovi simulacri che lacrimano ed emanano profumo all'interno della loro abitazione. A dimostrazione di cio' si riporta quanto detto dalla figlia minore Jessica a proposito di un'altra statua: 'Trasuda una sostanza profumata. Prima lo faceva solo nei giorni di grande festa, come Natale, ora sempre piu' spesso'.
La stessa Jessica sosterrebbe, fin dal tempo delle 'lacrimazioni', di avere anche visioni della Madonna: 'In quello stesso periodo mi e' apparsa la Madonna. L’ho vista 92 volte: aveva i capelli castani, i piedi nascosti dalle nuvole e un rosario nella mano sinistra. Mi diceva di pregare...' (fonte Corriere della Sera/Codacons).
In totale sarebbero 96 le apparizioni della Madonna a diversi membri della famiglia Gregori (fonte civonline.it).
- Determinate affermazioni alimentano e strumentalizzano la credulita' popolare. A questo proposito si ritiene importante precisare che anche il recente dossier della diocesi di Civitavecchia precede la posizione ufficiale della Chiesa, in particolare il pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede.
- Riguardo la testimonianza del vescovo di Civitavecchia, che avrebbe visto la statua lacrimare, nessuno ha tenuto conto del fatto che il sangue coagulato puo' rilasciare gocce di siero rosastro a distanza di giorni.
- All'interno della Commissione Teologica, costituita da monsignor Grillo, non e' stata raggiunta l'unanimita': degli 11 componenti, 2 hanno sostenuto che non si tratta di manifestazione divina: sarebbe interessante conoscerne i motivi.
- Senza la consulenza di un esperto in trucchi ed illusioni, non si puo' affermare che a Civitavecchia non ci sono stati (e non ci sono) inganni ne' frodi.
- Di recente una restauratrice ha riferito al nostro comitato di volontariato che, durante i lavori di ripristino di alcune sculture, le e' capitata tra le mani una statuetta della Madonna del '400 (ora conservata in una chiesa della Sardegna) al cui interno e' presente un congegno per far piangere il simulacro. Cio' dimostra che questi ed altri stratagemmi vengono utilizzati fin dal medioevo.
SI CHIEDE:
di avviare opportune indagini, atte a verificare se, riguardo le situazioni summenzionate, possano essere rubricati illeciti di rilevanza penale, anche in considerazione del fatto che e' coinvolta una minore.
Si chiede, inoltre, di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione e/o proroga delle indagini preliminari.
01/02/05 Prof. Giovanni Panunzio, fondatore Telefono Antiplagio - telefono@antiplagio.org