CONTRO-DOSSIER ANTIPLAGIO

 

10° anniversario madonnina Civitavecchia

PRIMA DI ALCUNE PERPLESSITA' (RAZIONALI E NON) SUI FATTI DI PANTANO, TELEFONO ANTIPLAGIO VI PROPONE UN SERVIZIO DI CANALE 5, DEL GIORNALISTA MIMMO LOMBEZZI, CHE DIMOSTRA CHE FAR PIANGERE UNA STATUA, TROVARE TESTIMONI, TURBARNE QUALCUNO E ATTIRARE L'ATTENZIONE NON E' POI COSI' DIFFICILE. MA SE LA STATUA E' LA STESSA CHE IL 2/2/95 AVREBBE LACRIMATO A CIVITAVECCHIA - STAVOLTA PROTETTA DA UN VETRO BLINDATO E DA UN ANTIFURTO - FORSE L'ESPERIMENTO RISULTA UN PO' PIU' COMPLICATO: PER UN ILLUSIONISTA NO. SE VOLETE VEDERE IL SERVIZIO IN DIRETTA (ADSL) ENTRATE SU YOUTUBE O QUI. SE VOLETE SCARICARLO (LINEA NORMALE) CLICCATE QUI. SE INVECE VE NE SERVE UNA COPIA IN VHS O CD, SIAMO QUI: 338.8385999 - 338.8386000.

 

ULTIME NOTIZIE - IL VATICANO SI E' PRONUNCIATO:
"NON CONSTA DELLA SOPRANNATURALITA' DELL'EVENTO".

A conclusione dei lavori di una seconda Commissione - questa volta istituita dal Vaticano - per esaminare e valutare le lacrimazioni della madonnina di Pantano (Civitavecchia) e' stato decretato: "Non consta della soprannaturalita' dell'evento". Il cardinale Tarcisio Bertone, in qualita' di vicepresidente e segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, unico organismo della Santa Sede preposto a promuovere e tutelare la fede e a giudicare i fenomeni soprannaturali, ha ribadito: "Ci sono delle perplessita'. La Chiesa in questo caso e' particolarmente prudente e perplessa per gli elementi che accompagnano la lacrimazione. Primo perche' si tratta di sangue maschile. E' un'interpretazione suggestiva e atipica che possa essere stato il sangue di Cristo. Qui, poi, ci sono state due commissioni che hanno lavorato. La prima, un po' frettolosamente organizzata dal Vescovo, aveva espresso un verdetto tendenzialmente positivo sulla soprannaturalita', ma erano emerse varie perplessita' in alcuni membri della Commissione, che le avevano anche scritte. Fu quindi chiesta una seconda indagine alla Congregazione della Dottrina della Fede, che si e' espressa con un verdetto secondo cui non consta della soprannaturalita' dell’evento".
Possiamo  dire,  quindi,  che  non  esistono  prove  per  attestare  il  fatto  miracoloso.
Una pronunciamento analogo era stato espresso nel 2002 dalla diocesi di Cagliari, riguardo alcune lacrimazioni di una madonnina di gesso in un'abitazione privata. All'epoca vennero fatti alcuni doverosi controlli, che invece a Civitavecchia sono stati doverosamente evitati: 1) La statuetta fu chiusa in cassaforte per un paio di mesi e, alla riapertura, risulto' completamente pulita. 2) Il DNA del sangue rinvenuto sul simulacro era uguale a quello della proprietaria. Queste le parole della Curia di Cagliari: "Si dichiara ufficialmente la totale assenza e la conseguente non esistenza di fenomeni da attribuirsi alla sfera soprannaturale e quindi al diretto intervento della volonta' divina'. Nessun fenomeno straordinario ne' inconsueto si e' manifestato o e' emerso dalle diverse verifiche effettuate nei diversi periodi di tempo. La questione per noi e' stata ed e' definitivamente chiusa".

Infine ricordiamo che, dopo le lacrimazioni di Cagliari, una persona si rivolse a Telefono Antiplagio, appena istituito (era il dicembre del '94), per annunciare l'imminente organizzazione di una nuova lacrimazione che non sarebbe stato facile fermare: il 2 febbraio 1995 comincio' a piangere la madonnina di Civitavecchia. E' anche per questo motivo che Telefono Antiplagio ha sempre presentato regolari denunce.

 

I DUBBI SULLA MADONNINA DI PANTANO

Le notizie sul dossier della diocesi di Civitavecchia nel decimo anniversario delle lacrimazioni della madonnina di Pantano - che secondo lo stesso dossier non avrebbero spiegazione umana - tralasciano alcuni particolari importanti e non risolvono molti dubbi.

1) Il DNA del liquido ematico maschile ritrovato sulla statuetta non e' mai stato messo a confronto con il DNA del sangue dei proprietari della statuetta e dei loro parenti; non e' vero che si sono sempre dichiarati disponibili a farlo. La famiglia Gregori e' ricorsa perfino alla Corte Costituzionale pur di evitarlo. Se non avesse avuto nulla da nascondere, non ci sarebbe stato motivo per non accettare la comparazione, e la Procura della Repubblica di Civitavecchia non sarebbe stata costretta ad archiviare il procedimento. Il fatto che i signori Gregori si siano dichiarati disponibili al confronto del DNA solo su richiesta della Chiesa (quale Chiesa non si sa) e che tale richiesta non sia ancora arrivata e', comunque, un ulteriore pesante elemento di dubbio.

2) I signori Gregori, dopo l'evento, sarebbero entrati in possesso di altre statue che lacrimano ed emanano profumo, accompagnate da un centinaio di visioni della Madonna. Le autorita' preposte dovrebbero verificare se qualcuno sta ancora speculando su tale fenomenologia.

3) Quando i volontari di Telefono Antiplagio (comitato che difende le vittime di ciarlatani e santoni) si sono recati a Civitavecchia per osservare da vicino la situazione, sono stati circondati dagli addetti alla sicurezza ed ai parcheggi, tra cui i Gregori, che hanno sottratto loro, arbitrariamente, un rullino fotografico.

4) La stessa statuetta, in condizioni ben piu' difficili (protetta da vetro antisfondamento ed antifurti), e' stata fatta lacrimare anche dal prestigiatore Alfredo Barrago, all'interno della chiesa dove attualmente e' custodita. L'esperimento e' documentato dal giornalista Mimmo Lombezzi e dalle telecamere di Canale 5. Ora e' possibile vederlo anche su youtube oppure qui (adsl) o scaricare qui (linea normale).

5) Il fenomeno di Civitavecchia e' avvenuto nel bel mezzo di una cinquantina di lacrimazioni, a partire dal 1993 (Lazise, Assemini, Valverde, Salerno, Subiaco, Castrovillari ecc.), tutte regolarmente smascherate. Tra tanti inganni, quindi, la Madonna avrebbe deciso di compiere un miracolo.

6) L'affermazione che il sangue, essendo maschile, finisce per rivelarsi come un ulteriore segno di credibilita' nella dimensione cristiana non e' plausibile, perche' il sangue della madonnina di Civitavecchia, come hanno rivelato le analisi, ha le caratteristiche di un uomo contemporaneo e, quindi, non puo' appartenere a Gesu' Cristo. Tornerebbero utili, pertanto: a) l'analisi della sequenza degli amminoacidi costituenti l'emoglobina, paragonata a quella degli abitanti di Civitavecchia e all'emoglobina di un attuale palestinese; b) la ricerca di glicemia e/o colesterolo: valori legati al periodo storico. E' molto probabile, inoltre, che 2000 anni fa il sangue presentasse delle carenze in alcuni valori, determinate dalla mancanza di un'alimentazione completa.

7) Il fatto che il vescovo di Civitavecchia sia stato testimone di una lacrimazione deve tenere conto che il sangue coagulato puo' rilasciare gocce di siero rosastro a distanza di giorni.

8) All'interno della Commissione Teologica costituita da monsignor Grillo, composta da 11 persone, non e' stata raggiunta l'unanimita'. Uno dei membri ha affermato che non ci sono argomenti per sostenere che il fenomeno rivesta le caratteristiche di un intervento soprannaturale. Tre si sono astenuti dal pronunciare un giudizio circa la soprannaturalita', in quanto sarebbe stato opportuno un esame piu' approfondito del contesto e la lettura del senso specifico dell’evento. Pertanto il loro puo' essere definito parere sospensivo o dubitativo: le motivazioni complete di tale presa di posizione dovrebbero essere rese pubbliche.

9) Nel dossier su Civitavecchia si afferma che a Pantano, in base agli elementi disponibili ed al ragionamento, non ci sono e non ci sono stati trucchi ne' frodi. Senza la consulenza di un esperto in trucchi e illusioni non si puo' pervenire ad una dichiarazione del genere.

10) Per non creare confusione, e' opportuno specificare che l'opinione della diocesi di Civitavecchia precede la posizione ufficiale della Chiesa, ovvero il pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede.

11) Una restauratrice ha segnalato a Telefono Antiplagio che, di recente, durante i lavori di ripristino di alcune sculture, le e' capitata tra le mani una statuetta della Madonna del '400 (ora conservata in una chiesa della Sardegna) al cui interno e' presente un congegno meccanico per far piangere l'effige. Cio' dimostra che questi ed altri stratagemmi vengono utilizzati fin dal medioevo.

12) Il nostro Paese e' stato spesso caratterizzato dalla presenza di simulacri mariani piangenti. A Roma, per esempio, nel 1796, durante l’occupazione francese, si sparse la voce che un numero impressionante di quelle sculture erano state viste muovere gli occhi e perfino lacrimare: in piazza Argentina ce n'e' una con la lapide. Alcune autorita' ecclesiastiche del tempo sottoscrissero l’autenticita' del prodigio 26 volte! Pero' di quei 26 simulacri non e' rimasto nulla. Per quanto riguarda i simulacri piangenti dell’ultimo secolo, ne sono stati trovati una quarantina: Francia (1911), Benevento (1947), Siracusa (1953), Bologna e Brescia (1957), Cecoslovacchia (1958), Avellino (1959), Portogallo e Brasile (1968), Firenze (1969), Caserta (1971), Stati Uniti, Grosseto, Ravenna e Porziano d’Assisi (1972), Messina, Salerno e Reggio Calabria (1974), Argentina e Catania (1975), Canada (1977), Giappone, Milano e Trento (1979), Catania (1981), Siria, Cisgiordania e Belgio (1982), Canada 1983), Stati Uniti e Canada (1984), Medjugorie, Canada e Burundi (1985), Genova, Corea, Belgio e Stati Uniti (1986), Parma, Catanzaro e Reggio Calabria (1987), Spagna e Vicenza (1988).

13) Il trucco piu' diffuso per far piangere simulacri non e' quello di utilizzare statue truccate o scambiarne due identiche, ma il normale imbrattamento dall’esterno - com'e' successo probabilmente a Civitavecchia - sfruttando le diverse reazioni dei testimoni: reazioni che, di fronte ad effetti del genere, non sono solo scettiche, ma anche mitomani, soggette a suggestione ecc. Tuttavia esistono altri metodi (chimici), per esempio: 1) Si prendono due soluzioni saturate di tiocinato di potassio e cloruro ferrico. Il primo va spalmato sull’immagine, nel secondo si intinge un dito (o un oggetto), eventualmente con un po’ di sangue (affinche' l’effetto risulti più eclatante). Dopo averlo strofinato sull’effige, compariranno dei segni rossi; sembrera' che il liquido ematico stia aumentando. 2) Una variante impenetrabile (per qualunque laboratorio) e' l’utilizzo della sostanza rossa, usata per smaltare le statue, presente nella corteccia della dracena (da miscelare col sangue). All’atto della coagulazione o della fuoruscita del siero emergera' solo il liquido ematico. Chi andrebbe a insospettirsi per la presenza dello smalto su una scultura?

CONCLUSIONE
IL PIANTO DELLA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA NON PUO' ESSERE UN MIRACOLO: SONO TROPPI I DUBBI CHE SUSCITA E CHE NON TROVANO RISPOSTA. IL MIRACOLO, PER ESSERE TALE, DEVE ESSERE CHIARO E INEQUIVOCABILE. CIO' NON VUOL DIRE CHE I TESTIMONI SIANO IN MALAFEDE: ANCHE LORO POSSONO ESSERE STATI INGANNATI.

Ufficio Stampa Antiplagio - 2 febbraio 2005

------------------

ALTRI CONTRIBUTI: I DUBBI AUMENTANO

Non c’è prova del miracolo, 18/02/2005, CIVONLINE - Il cardinale Bertone rivela il giudizio della commissione del Vaticano...: «Bisogna essere cauti sulla Madonna di Civitavecchia, ci sono delle perplessità. Il primo gruppo di lavoro fu organizzato frettolosamente dal Vescovo». Monsignor Grillo commenta: «Non so nulla, mi sarei aspettato una convocazione, almeno come testimone».
Non c’è la prova del miracolo. La seconda commissione teologica che ha indagato sulla Madonnina si è espressa con una formula che se da un lato non esclude la possibilità di un fatto soprannaturale, dall’altro afferma che «Non consta la soprannaturalità dell’evento». Lo ha rivelato... l’arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone, membro della Congregazione per la dottrina della Fede di cui all’epoca era Segretario e vice del Cardinale Joseph Ratzinger. In questi anni non si era mai saputo se, quando e come la seconda commissione, di cui è ignota anche la composizione, avesse concluso i suoi lavori. E’ comunque anche questo un verdetto interlocutorio, complementare a quello della commissione teologica diocesana, in cui la maggioranza dei membri aveva sancito la possibilità di un evento soprannaturale, con riserve e sospensioni di giudizio che erano state espresse dagli altri componenti. Anche stavolta la Commissione non esprime un giudizio definitivo, ribaltando però l’ottica rispetto ai primi teologi: in un caso si stabiliva che mancavano le prove per parlare di un imbroglio; stavolta si afferma che non ci sono prove per attestare l’evento miracoloso. Il cardinale Bertone si è così espresso: «La Chiesa... in questo caso è particolarmente prudente e perplessa per gli elementi che accompagnano la lacrimazione. Primo perché si tratta di sangue maschile. E’ una interpretazione suggestiva e atipica che possa essere stato il sangue di Cristo. Cosa diversa rispetto a quando la Madonna ha lacrimato a Siracusa. Qui, poi, ci sono state due commissioni che hanno lavorato. La prima, un po’ frettolosamente organizzata dal Vescovo, aveva espresso un verdetto tendenzialmente positivo sulla soprannaturalità, ma erano emerse varie perplessità in alcuni membri della Commissione, che le avevano anche scritte. Fu quindi chiesta – prosegue il Cardinale Bertone – una seconda indagine alla Congregazione della Dottrina della Fede. Il cardinale Ruini istituì una seconda commissione, che si è espressa con un verdetto secondo cui non consta della soprannaturalità dell’evento». Interpellato... monsignor Girolamo Grillo si è limitato a dire di non aver avuto alcuna comunicazione ufficiale di questo risultato. Non sono mai stato chiamato, né interrogato. In quanto Vescovo della Diocesi in cui è accaduto il fatto e in quanto testimone... mi sarei aspettato di essere chiamato. Di fronte alle affermazioni del cardinale Bertone non mi resta altro che rimettere le sue parole nelle mani dell’autorità suprema in attesa di una sua decisione». La notizia dell’istituzione della seconda commissione teologica venne data all’inizio del 1998, un anno dopo la conclusione dei lavori della commissione diocesana. Il cardinale Ratzinger parlò pubblicamente della nuova indagine affermando... che ci sarebbe voluto del tempo: «Occorre tanta pazienza. Abbiamo nominato una speciale commissione che riesaminerà tutto il caso. Ancora manca una decisione definitiva sulla soprannaturalità. L’intera questione deve essere affrontata in maniera seria»... Il cardinale Bertone ha lasciato ‘‘cadere’’ la notizia... dando un peso diverso, invece, a quell’avverbio, «frettolosamente», con cui ha definito l’operato del Vescovo nel costituire la prima commissione. Massimiliano Grasso

---------------------

Ancora CIVONLINE, 5/2/05: Sui teologi le pressioni del Vescovo: ''Sbrigatevi''. Monsignor Grillo cercò di ‘‘orientare’’ i lavori e li fece terminare in fretta. Una nostra ricerca in tutta Italia porta alla luce versioni che stridono con quanto scrive il prelato nel suo libro-dossier. Ci fu chi chiese: «Perché non ci occupiamo anche degli altri fenomeni di casa Gregori?». Ma trovò una ferma opposizione.
Poco più di otto anni dopo la conclusione dei lavori, le celebrazioni per il decimo anniversario delle lacrimazioni ed il libro dossier del Vescovo riaccendono i riflettori sulla Commissione teologica della Diocesi, che si espresse sul fenomeno delle lacrimazioni. La rilettura dei fatti data da monsignor Grillo (riportiamo a parte alcuni passi dell’intervista contenuta nel libro in distribuzione in questi giorni: ''Mi sorprese la loro celerità'' ) stride, però, con quanto - all’epoca - dissero riservatamente, e scrissero, alcuni dei membri dell’organismo, confermandolo ancora oggi. Quella commissione era composta da dieci sacerdoti ed una suora. Era presieduta da una persona di fiducia del Vescovo, l’attuale parroco del Sacro Cuore, don Sandro Santori. Poi c’erano l’allora responsabile dell’istituto di scienze religiose, suor Fernanda Barbiero (oggi Madre Provinciale Dorotea, in Lombardia) e monsignor Lino Fumagalli, poi a sua volta divenuto Vescovo (ora a Sabina Poggio Mirteto) e rimasto in ottimi rapporti con monsignor Grillo. Gli altri membri, non facenti parte del clero locale, erano padre Jesus Castellano, Monsignor Carlo Rocchetta, padre Ernesto Piacentini, padre Antonio Ascenzi (morì dopo qualche tempo), il gesuita padre Mario Delmirani, padre Flavio Ubodi ed il mariologo Stefano De Fiores. Il responso finale fu di 7 pareri favorevoli (o meglio, 6 e uno non contrario) all’evento sovrannaturale, contro 4. Tra questi ultimi, ci fu un teologo che si espresse negativamente, un altro che utilizzò una formula dubitativa e due che diedero un giudizio sospensivo. Ancora oggi, chi per rispetto del segreto, in verità violato più volte, chi per non tornare «a quelli che furono giorni tutt’altro che sereni», chi - forse - per paura di possibili ritorsioni, nessuno parla volentieri. Alcuni elementi, però, anche se a volte in modo frammentario, emergono, al termine di una ricerca che ormai porta lontano da Civitavecchia. Si delinea che la Commissione era divisa in modo abbastanza netto: le indagini non dimostrarono alcun tipo di imbroglio, ma più della metà dei membri non si sentiva in grado di sbilanciarsi verso l’ipotesi del miracolo. Poi, negli ultimi mesi, alcuni cambiarono idea. E qualcun’altro arrivò anche a battere i pugni sul tavolo per esami tecnici richiesti e mai effettuati, consigli di discrezioni e cautela sistematicamente evasi, finché il gruppo decise di trasferirsi a Roma, dalla casa del Vescovo dove aveva iniziato a lavorare. E proprio nei confronti della linea di condotta di monsignor Grillo vennero espresse delle perplessità: il prelato chiedeva di tenere in considerazione principalmente la lacrimazione avvenuta nelle sue mani, l’ultima, del 15 marzo. Cercò anche un ‘‘aiuto’’ esterno in questo senso, rivolgendosi ad un ulteriore esperto. Ma anch’egli, così come i membri della commissione, ritenne che la lacrimazione più importante, se non l’unica, da esaminare fosse la prima: «Se è falsa, lo sono tutte le altre; se così non è, quelle successive potrebbero comunque essere frutto di suggestione dei vari testimoni presenti di volta in volta». I membri della Commissione, pur essendone ufficialmente all’oscuro, vennero a conoscenza delle voci relative alle nuove lacrimazioni e trasudazioni della copia della statuina e della statua di Padre Pio, a casa Gregori. Monsignor Grillo, però, insistette affinché si concentrassero sulla prima Madonnina. «Perché - si chiedono ancora oggi alcuni membri della commissione - non prendere in considerazione quei fenomeni per avere un quadro completo di quanto stava accadendo in quella casa?». Secondo i teologi, si trattava di fenomeni comunque degni di attenzione, per cercare di stabilirne l’eventuale origine comune. Invece il Vescovo fu di diverso avviso, così come quando si trattò di chiudere i lavori. Una parte della Commissione chiese più tempo, in quanto, terminati gli accertamenti, le interviste e le indagini di natura tecnica, nell’autunno del ‘96, dopo una decina di riunioni (iniziarono il 19 aprile del 1995), si stava entrando nella fase più prettamente teologica. «Ma monsignor Grillo disse che bisognava esprimersi». Ci fu chi contestò le pressioni del Vescovo, ricordando come fosse una situazione atipica, in cui il capo della Diocesi era al tempo stesso testimone e giudice di se stesso. Qualcun’altro, invece, che stava studiando il fenomeno con molta attenzione e cautela, di fronte alle insistenze, alle richieste, alle pressioni, alla fretta e, soprattutto, al clima di continuo clamore, fra conferenze stampa ed interviste, allargò le braccia: «Peccato, un evento mancato». Massimiliano Grasso

---------------------

Da www.capperi.net/bottegadellafede.html - Roma. Vittorio Messori ha costruito sul Corriere della Sera di domenica (23/01/05 - n.d.r.) una pagina intera attorno al presunto miracolo della madonnina di Civitavecchia. Una statua come altre arrivata da Medjugorje alla parrocchia di S. Agostino - contrada Pantano - che dieci anni fa pianse sangue umano, prima davanti a una bambina di cinque anni e un mese dopo tra le mani del vescovo locale, monsignor Girolamo Grillo. Messori, che ha avuto accesso al dossier inedito della diocesi di Civitavecchia, ha calibrato la sua anteprima giornalistica sulle conclusioni dei presuli locali, secondo i quali il fenomeno ha dato vita a pellegrinaggi che non conoscono flessioni e anzi producono “consolanti frutti di conversione e spiritualità”. Da questo traguardo s’irraggia un resoconto che Messori ha largamente identificato con lo sfondo emotivo del dossier. Insomma un racconto svolto sotto il segno dell’eccesso. Dall’eccesso di significato di una statua che si mette a lacrimare sangue all’eccesso della vicenda di fede e di dubbio razionale che da questo mistero ha preso forma. Fino all’esagerazione, probabilmente di righe e certamente di aggettivi, nella narrazione dei contenuti di quel dossier. Lì dove l’insieme è “impressionante”. Il diario privato del monsignore, dapprima scettico poi choccato, è inevitabilmente “drammatico”. Il verdetto del padre mariologo Stefano De Fiores, che rinvia all’epifania divina, è “denso di teologia” mentre il pellegrinaggio a Civitavecchia è “incessante” e le litanie sono “senza posa”. Perfino la scienza fa la sua figura bella, quando appare senza lasciare traccia perché, in nome della verità, gli esperti di medicina legale hanno sconsigliato di procedere all’esame del Dna di quel sangue inatteso. E così via, tra allusioni non sempre sorvegliate che diventano quasi certezza di trovarsi al cospetto del Soprannaturale (sul Corriere scritto maiuscolo). O più esplicitamente di fronte al “dito di Dio”, secondo l’impegnativa citazione evangelica spesa sull’argomento dal prete mariologo.

La cautela del Vaticano
Tutto ciò - ammetteva ieri lo stesso Corriere - mentre il Vaticano, più cauto di Messori e meno coinvolto emotivamente della diocesi di Civitavecchia, tace in pubblico e nega di fatto il riconoscimento all’ipotetico miracolo. E per di più in privato, attraverso la parola del cardinale Joseph Ratzinger, invita intanto a soprassedere. E’ dunque più forte il dubbio della Chiesa che la comprensibile tentazione e il legittimo smarrimento d’una diocesi abbagliata. E magari va così perché non è nel dettaglio del mistero, ma piuttosto nella pretesa di svelarlo all’ingrosso che si nasconde la pietra d’inciampo.
Infatti si fatica a comprendere il modo speciale con cui il Corriere si è accostato alla faccenda. Con l’enfasi indotta dal dossier che viene replicata senza distacco. Con la drammatizzazione sudamericana sopraggiunta nell’esposizione delle ulteriori visioni della bambina che inaugurò la vicenda; e ancora oggi è convinta che perfino la copia di quella statua che staziona nel soggiorno della sua casa trasudi essenze profumate (in origine solo nei giorni di festa, ora più spesso). L’impressione che se ne ricava è di qualcosa sospeso a metà tra il modernariato spirituale e il new age. Un fenomeno da magic shop, da bottega dello spirito in cui una madonna misteriosa e vestita d’attesa diventa il pretesto per un colpo di sole spirituale collettivo. Qualcosa che richiama alla lontana la storia del giovane tibetano di cui scrisse la teosofa Alexandra David-Neel negli anni Venti del secolo scorso. La storia di un giovanotto partito per un lungo e infruttuoso viaggio in cerca di reliquie sante. E che, non volendo sfigurare al ritorno, spacciò per denti di un degnissimo asceta alcuni molari strappati dalla mascella di un cane morto. Con il risultato che i compaesani presero in parola il ragazzo e dall’adorazione di quei denti vollero far discendere autentici prodigi. E’ un caso diversissimo, questo, in cui s’affaccia tuttavia la medesima apertura al sacro, il bisogno tutto umano d’una trascendenza cui rivolgere la sincerità della fede mortale. Che poi è forse il vero miracolo e non è confinabile nella contabilità delle anime scosse da una lacrimazione sanguigna. A meno di volere che una Chiesa altrimenti rinunciataria, oggi, possa racchiudere con leggerezza il suo messaggio di presenza nella secrezione di una statua accolta come indiscutibile segnale di Dio. Come se la Chiesa possa davvero farlo senza che si avverta il riflesso tardivo di un’idolatria strapaesana. In un’operazione in fondo resa più grande di quello che si può credere, anche perché riplasmata sul palcoscenico editoriale di un grande quotidiano milanese attraversato da un illuminismo intermittente. Come quello delle luci colorate che adornano il capo delle tante madonne di plastica vendute a 5 euro sulle bancarelle ai lati della parrocchia di S. Agostino a Civitavecchia.

---------------------

LETTERE A TELEFONO ANTIPLAGIO
1) Il 12 aprile 1995 Radio Rai ha attribuito le seguenti parole al cardinale Deskur: “Secondo l’articolo 19 della Costituzione italiana si può adorare anche una scimmia”. Ma molto più grave è il fatto che le stesse parole, sempre nel corso della trasmissione, siano state ripetute e fatte proprie dal Vescovo di Civitavecchia, mons. Grillo.
Vorrei ricordare, a Voi e ai Vostri Pastori, che hanno perso la trebisonda, che nell’Apocalisse è chiarissimo il concetto che la bestia in opposizione alla Madonna non è altro che una scimmiottatura della liturgia del Venerdì Santo e della Pasqua. La statua cultuale e votiva, quindi, è una derisoria contraffazione, un atroce dileggio del Crocifisso e del Risorto. Ora, poiché la fede è ben altro, così come i miracoli della Bibbia (conversioni, guarigioni, apparizioni, visioni ecc.), il cui messaggio è chiaro e ad immediato vantaggio dell’uomo
- ma questo Voi lo dovreste sapere - non so se avete capito cosa stava per combinare il vescovo di Civitavecchia con quella statuetta (non si può neanche dimostrare che somigli alla Madre di Cristo) che ha “sanguinato” dagli occhi e che nella chiesa di sant’Agostino stava per prendere il posto del Sacro Cuore!? (fatto che poi è avvenuto, n.d.a.) Possibile che siate così ciechi, sordi e “smemorati”? Che non Vi ricordiate che nel Vangelo non c’è traccia di spettacolarizzazione e fenomeni da baraccone? Perché, secondo Voi, l’affermazione del vescovo, che avrebbe rivisto il “prodigio” (mi indigna chiamarlo miracolo), gli si è rivoltata contro? Chi avrebbe potuto mettere in discussione la Sua parola? Non sarebbe dovuto assurgere a ruolo di privilegiato testimone di un “segno”? Non Vi dice niente il contrattempo? Forse potrebbe essere utile ricordarVi come dovrebbero comportarsi i cristiani. Ogni possibilità di equivoci e di interpretazioni tendenziose viene eliminata una volta per sempre; nella fase finale, in cui Satana sembra avere il sopravvento, il segno inconfondibile della fedeltà a Cristo è uno solo: la testimonianza del sangue (certamente non quello di Civitavecchia). Come pensate di confutare le opinioni di ebrei, testimoni di Geova ecc. sull’idolatria? Se Vi serve incrementare le vocazioni e il turismo religioso, non usate i facili miracoli a comando! Utilizzate la testa, con semplicità. Fatevi venire in mente idee sane. Chiedete la collaborazione dei laici. E non dite che credere in una statua che sanguina è l’inizio del cammino verso la fede (come ha sostenuto il mariologo De Flores, sempre nella trasmissione Rai citata), perché invece è solo l’inizio del perseverare in atteggiamenti millenaristici e macabri, che allontanano dalla Verità e sono fortemente distanti dalla Fede, dalla Speranza e dalla Carità; così come dalla serenità, dalla libertà e dall’amore gratuito: virtù proprie della Madonna (guarda caso), che ci avete fatto conoscere Voi e che Voi ora ignorate. Il disegno degli occultisti si sta completando (arrivano a dire di essere stati benedetti dal Papa!). Vi dice niente la parola “setta”? Ho paura delle collusioni. Ho paura di dovermi vergognare di essere cattolico. Vi prego, prima che sia troppo tardi, intervenite! Salvate la Chiesa dalla divisione e da questo fango, da questo Pantano!

2) Sto tentando di seguire la vicenda delle “madonne che piangono” e le invio queste righe sintetiche con l’auspicio che possano servire al lavoro che sta svolgendo... La cosa che più mi lascia perplesso è la posizione della Chiesa cattolica. Qual è il motivo che ha spinto vescovi e cardinali a difendere dopo così poco tempo il caso della madonnina di Civitavecchia, sapendo che normalmente la Chiesa preferisce indagare a fondo e attendere periodi ben più lunghi prima di ufficializzare fenomeni miracolistici di questo genere? Ho tentato di fare qualche ipotesi che voglio sottoporre alla sua attenzione: a) la crescente carenza di carisma da parte della Chiesa nei confronti della civiltà scientista occidentale ha fatto sì che vescovi e cardinali dovessero scendere in campo per attirare un consenso che la Chiesa non trova più per altre vie; b) il crollo (in Italia) della classe politica che la Chiesa ha usato per tentare di “veicolare” un’ideologia cristiana secolarizzata nello Stato, ha fatto in modo che ora si stia tentando di recuperare il tempo perso, occupandosi, in qualche modo, di problemi di carattere più strettamente religioso (piuttosto che di carattere “sindacale” come negli ultimi decenni); c) qualcuno stava tentando di sottrarre, con un abile trucco, una larga fetta di credenti per incanalare le loro economie (materiali e spirituali) verso altre divinità (e altre tasche!) e la Chiesa ha dovuto intervenire tempestivamente per “scippare” a sua volta il malloppo dei credenti (o creduli); d) molto più semplicemente la Chiesa cattolica dovrebbe decidersi ormai ad abbandonare l’aggettivo “cristiana” e quindi rendere più comprensibile tanto il suo rituale, quanto la Via che intende indicare ai fedeli per il cammino spirituale. In questo modo sarebbe più facile per noi tutti riconoscerci nel rituale mariano o negli impegni sociali e politici in qualità di credenti, piuttosto che nella confutazione dello scientismo e dell’ateismo o della bioetica. In questo caso faremmo cosa gradita anche al Cristo, evitando di coinvolgerlo a sproposito e di “mettergli in bocca” continuamente cose che non ha mai detto, interpretazioni che probabilmente non ha mai voluto dare, e perseguire scopi e missioni per le quali Lui non è mai venuto tra noi.
---------------------

UN BEL RISULTATO
«QUELLA SENTENZA CI HA BLOCCATO» - Civonline.it 25/04/2005
Aldo Spinella, della Criminalpol, denuncia: «Dopo il "caso Madonnina" niente prelievi coatti per il Dna.
Saremo gli ultimi in Europa ad avere una banca dati»
«E’ “COLPA” delle lacrime di sangue della Madonnina piangente di Civitavecchia se l’Italia sarà l’ultimo Paese europeo a dotarsi della banca del Dna per smascherare i criminali prima e senza errori». Una dichiarazione pesante come un macigno che viene direttamente dal dott. Aldo Spinella, della Direzione centrale Polizia criminale-sezione Polizia scientifica nonché uno dei periti nominati dalla Procura nel 1995 nell’ambito delle indagini sulla lacrimazione della statua di Pantano . Secondo quanto riferisce l’agenzia Adn Kronos, intervenuto ad a un convegno organizzato nella giornata conclusiva del Salone del biotech ‘Bionova’ di Padova, Spinella ha svelato ai presenti il retroscena, che a suo parere, spiegherebbe il ritardo del nostro Paese in questo campo. «Un ritardo che – ha detto - non è legato, come sarebbe naturale pensare, a un fatto grave come una violenza carnale o un omicidio ma a un episodio di natura molto diversa». Un tipico caso, definito ‘all’italiana’che è arrivato sul tavolo della Corte Costituzionale. E culminato in una sentenza che ha reso impossibile «procedure prima consentite, grazie alla quali abbiamo contribuito a catturare i responsabili della strage di Capaci in cui trovo’ la morte Giovanni Falcone». «Il 1995 fu una specie di anno dei miracoli - ha ironizzato Spinella - tra madonnine che piangevano, quadri che lacrimavano e macchie di sangue attribuite a padre Pio. I pellegrini intasavano intere autostrade e noi tutti cercavamo di venirne a capo». Nel caso della Madonnina di Civitavecchia si trattava di confrontare il Dna di quelle lacrime con quello di chi avrebbe potuto inscenare l’evento soprannaturale. Ma i Gregori ‘proprietari’ della statuina, si rifiutarono, come noto, a sottoporsi al prelievo coattivo di sangue, allora l’unico mezzo per estrarre Dna, e si rivolsero alla magistratura. Il caso arrivò alla Consulta, che con la sentenza 238 del 1995 decreto’ l’impossibilita’ di prelievi coatti di materiale biologico. «Un provvedimento che ci legò le mani», ha concluso Spinella. Creando un vuoto legislativo che solo ora, con il disegno di legge redatto dal Gruppo di lavoro biosicurezza e pronto per l’esame del Parlamento, si sta cercando di colmare. Il documento, già approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede l’istituzione dell’ “Archivio Centrale dei profili del Dna” che il comitato per le Biotecnologie e la Biosicurezza (Cnbb) ha approvato a Palazzo Chigi. Uno sblocco nella legislazione italiana che avverrà dopo quasi dieci anni, da quando cioè una sentenza della Corte Costituzionale si è espressa accogliendo la richiesta di un avvocato di Civitavecchia, Bruno Forestieri, legale della famiglia Gregori. Una sentenza che, come più volte sottolineato, ha fatto comunque giurisprudenza.
---------------------

E ora leggete un'intervista all'avv. del Codacons Enrico Veneruso: cliccate qui. Se poi volete approfondire ulteriormente, vi consigliamo i saggi L'IMBROGLIO DI MEDJUGORJE di Raffaele Ascheri (Kaos Edizioni) e MEDJUGORJE, E' TUTTO FALSO di Marco Corvaglia (ed. Anteprima-Lindau): altre informazioni qui.

-------------------------------

 

TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999 - 338.8386000

www.antiplagio.org - www.antiplagio.it

 

Alla c.a. PROCURA DELLA REPUBBLICA, Civitavecchia

procura.civitavecchia@giustizia.it - Via Terme di Traiano

 

A seguito delle recenti informazioni sulle cosiddette 'lacrimazioni' della madonnina di Civitavecchia (divulgate dalla stampa in data 23 gennaio u.s.), il nostro comitato di volontariato espone quanto segue.

PREMESSO CHE:

- La famiglia Gregori, ex proprietaria della statua 'piangente', sarebbe in possesso di nuovi simulacri che lacrimano ed emanano profumo all'interno della loro abitazione. A dimostrazione di cio' si riporta quanto detto dalla figlia minore Jessica a proposito di un'altra statua: 'Trasuda una sostanza profumata. Prima lo faceva solo nei giorni di grande festa, come Natale, ora sempre piu' spesso'.

La stessa Jessica sosterrebbe, fin dal tempo delle 'lacrimazioni', di avere anche visioni della Madonna: 'In quello stesso periodo mi e' apparsa la Madonna. L’ho vista 92 volte: aveva i capelli castani, i piedi nascosti dalle nuvole e un rosario nella mano sinistra. Mi diceva di pregare...' (fonte Corriere della Sera/Codacons).

In totale sarebbero 96 le apparizioni della Madonna a diversi membri della famiglia Gregori (fonte civonline.it).

- Determinate affermazioni alimentano e strumentalizzano la credulita' popolare. A questo proposito si ritiene importante precisare che anche il recente dossier della diocesi di Civitavecchia precede la posizione ufficiale della Chiesa, in particolare il pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Riguardo la testimonianza del vescovo di Civitavecchia, che avrebbe visto la statua lacrimare, nessuno ha tenuto conto del fatto che il sangue coagulato puo' rilasciare gocce di siero rosastro a distanza di giorni.

- All'interno della Commissione Teologica, costituita da monsignor Grillo, non e' stata raggiunta l'unanimita': degli 11 componenti, 2 hanno sostenuto che non si tratta di manifestazione divina: sarebbe interessante conoscerne i motivi.

- Senza la consulenza di un esperto in trucchi ed illusioni, non si puo' affermare che a Civitavecchia non ci sono stati (e non ci sono) inganni ne' frodi.

- Di recente una restauratrice ha riferito al nostro comitato di volontariato che, durante i lavori di ripristino di alcune sculture, le e' capitata tra le mani una statuetta della Madonna del '400 (ora conservata in una chiesa della Sardegna) al cui interno e' presente un congegno per far piangere il simulacro. Cio' dimostra che questi ed altri stratagemmi vengono utilizzati fin dal medioevo.

SI CHIEDE:

di avviare opportune indagini, atte a verificare se, riguardo le situazioni summenzionate, possano essere rubricati illeciti di rilevanza penale, anche in considerazione del fatto che e' coinvolta una minore.

Si chiede, inoltre, di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione e/o proroga delle indagini preliminari.

01/02/05 Prof. Giovanni Panunzio, fondatore Telefono Antiplagio - telefono@antiplagio.org