ENZO BIAGI E' STATO L'UNICO GIORNALISTA TV CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA' SUL CASO WANNA MARCHI & CO, A DIMOSTRAZIONE - COME DICEVA EGLI STESSO - CHE "VERITA' E POTERE NON COINCIDONO" E IN BARBA AI POSTICCI SCOOP DI "STRISCIA LA NOTIZIA" ED AGLI EDITTI BULGARI DEL SUO "CAPO" DAI CAPELLI POSTICCI. VI INVITIAMO A LEGGERE "IL FATTO" DEL 25/01/02 E DEL 12/11/99.
 

 

   


 


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Giovanni Panunzio, resp.
Telefono Antiplagio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Alfredo Barrago, prestigiatore
e illusionista, svela il trucco per
trasformare l'acqua in cristallo.

IL FATTO 25 GENNAIO 2002
Per soldi e per magia

Occorre un certo coraggio a guardarsi con ironia e a fare, addirittura, la parodia di se stessi. Precisiamo subito che le riesce benissimo.
Parliamo di Wanna Marchi che, forse, andrebbe annoverata tra i grandi fenomeni televisivi: una piccola maga della comunicazione e anche del resto. E' tanto abile che ha raccolto consensi e oboli per decine di miliardi - per la precisione 63 - con l'assistenza di un santone brasiliano, che poi ha tagliato la corda. Solo che, adesso, i giudici vogliono qualche ragguaglio. L'accusa è estorsione.

Come valuta il cosiddetto fenomeno Wanna Marchi?
Aldo Grasso: A suo modo è stata una grande caposcuola. Perché ha inventato un genere, quello delle televendite, ma, soprattutto, ha introdotto in televisione un nuovo modo di fare televisione: è la televisione selvaggia, ruspante. Quella dell'esserci: cioè Wanna Marchi ha dimostrato che è importantissimo insistere, apparire, essere smodati, e anche, in qualche modo, eccessivi, ma se si appare in televisione, poi si ha successo.
Marcello Cesa Bianchi: Il fenomeno rappresenta un'espressione molto significativa di un mondo nel quale i valori si vanno perdendo, in cui la sostanza va lasciando il posto all'apparenza, in cui l'immagine assume un rilievo maggiore rispetto alla razionalità. Un mondo nel quale si cercano delle soluzioni magiche, delle scorciatoie, un modo immediato di ottenere quello che non si e ancora cercato nel vero senso della parola.

I programmi televisivi vendono sempre un qualche prodotto, nel senso che propongono anche un'idea, un fatto, un giudizio?
Aldo Grasso: Nel caso delle televendite è palese: perché o è un materasso o i numeri del Lotto o qualcosa di simile. Più in generale, il vero prodotto che i programmi televisivi vendono è il pubblico che ogni mattina è certificato dall'Auditel. Il pubblico è il prodotto che interessa ai pubblicitari. Anche i telegiornali spesso di adattano a questo tipo di televendita.

Esiste una norma che regola le televendite?
Giovanni Panunzio: L'assurdo in Italia è che fare il mago è vietato, farsi pubblicità no. Quindi occorrerebbe una legge che dice: vietato pubblicizzare prodotti miracolosi, amuleti, talismani ecc., perché non dimentichiamo che il ciarlatano è anche colui che vende i prodotti dimagranti, non è solo colui che vende gli amuleti. Allora, in Italia, ci vorrebbe una norma in tal senso. Vietare la pubblicità dei maghi oltre che la loro attività. In questo devono ritenersi corresponsabili anche le televisioni e i media che li invitano e li ospitano nei talk show.

Quand'è che uno si rivolge a questa specie di stregoni? Quando non ha più fede religiosa, o è solo e disperato?
Giovanni Panunzio: Diciamo che la motivazione principale è materiale, non spirituale: la spiritualità è un bluff. Le persone vogliono risolvere problemi pratici. La spiritualità è tutt'altra cosa: le persone si fanno ingannare perché vengono abbindolate e illuse e, chiaramente, in questa società fatta di materialismo, alcune volte proprio il materialismo fa cadere in queste trappole.

Ma, chi sono quelli che ricorrono a streghe, maghi, cartomanti, astrologi?
Marcello Cesa Bianchi: Donne, ma anche uomini, che non hanno ancora trovato la possibilità di esprimere se stessi, che si sentono insoddisfatti che hanno una quotidianità che tende a ripetersi in un modo quasi sempre uguale, che cercano disperatamente, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, le soluzioni ai loro problemi.

Si ha un'idea delle tariffe che praticano questi specialisti?
Giovanni Panunzio: Le tariffe dei ciarlatani oscillano tra le 50-100mila lire fino a svariati milioni. Molti di questi soldi finiscono nei paradisi fiscali. Qui bisognerebbe indagare, perché quando ci sono colletti bianchi, persone che sanno come fare questi movimenti, quindi consulenti, credo che lo Stato non debba dormire, perché se ciò accade, poi gli ricade addosso: non sono solo le vittime che pagano, ma paghiamo tutti.

Voi, da anni, avete denunciato alla Magistratura il fenomeno Wanna Marchi. Avete mai avuto risposte?
Giovanni Panunzio: No, nessuna risposta. In cinque o sei anni abbiamo inoltrato svariate segnalazioni, ma , purtroppo, silenzio assoluto.

E' stato Antonio Ricci con Striscia la notizia che, questa volta, ha richiamato l'attenzione dei giudici sull'attività di Wanna Marchi. Le procure avevano già aperto il caso, ma non era successo niente. La televisione, in questa vicenda, ha un ruolo di supplenza?
Aldo Grasso: La televisione in questo caso ha un ruolo di supplenza, però è difficile dire se lo ha per ignavia delle procure o se la forza della televisione e così grande che è una locomotiva che traina tutto. Io sono stato molto stupito che la Guardia di Finanza abbia chiamato questa operazione Tapiro salato.

La televisione crea mostri. La televisione li distrugge. Sono due facce della stessa medaglia?
Aldo Grasso: Sono due facce della stessa medaglia, tanto è vero che Antonio Ricci aveva usato Wanna Marchi in un suo programma, come personaggio colorito. In questo caso abbiamo la televisione forte che scaccia quella debole, in questo caso abbiamo una televisione che ci dice quello che è giusto e quello che è corretto, e una televisione che invece subisce questo giudizio.

Non c'è la responsabilità intellettuale e perfino morale di chi si rifugia in questo tipo di pratiche?
Marcello Cesa Bianchi: Si può forse accennare, sul piano morale, al fatto che queste persone anziché cercare di operare, fare fatica per trovare le soluzioni, trovano più facile affidarsi a delle soluzioni che vengono dal di fuori. Anche se la responsabilità maggiore, a mio modo di vedere, è un mondo che tende a facilitare i disvalori rispetto ai valori, qualunque essi siano.
Aldo Grasso: Forse questo è l'aspetto più preoccupante, che ci siano tante persone che credano a Wanna Marchi. Preoccupa per il fatto in sé, per il malocchio, il mago e tutte le altre cose. Preoccupa più in generale, perché se è così facile convincere la gente dalla televisione, insomma, i problemi per il Paese sono grandi.

Wanna Marchi ha fatto un errore: non aveva previsto l'arrivo della polizia.

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IL FATTO 12 NOVEMBRE 1999

Trucchi e tarocchi
Maghi, fattucchiere, santoni e cartomanti: il grande business
Quando la realtà si fa più dura, la gente cerca l'evasione nel sogno, nella magia, nei prodigi. E' un grande momento per maghi, fattucchiere, guaritori, santoni, cartomanti, indovini, manovratori di pendoli, scrutatori di fondi di caffé, lettori della mano.

Giovanni Panunzio, responsabile dell'Associazione telefono antiplagio. Qual è l'imbroglio più diffuso?
La truffa aggravata, cioè quella che ti dice: Se non fai queste cose ti capiterà una disgrazia e poi anche la circonvenzione di incapace e l'evasione fiscale, che è molto forte.

Quali sono i casi più clamorosi?
Uno in particolare molto grave. Una persona ha dovuto sborsare quasi un miliardo perché il mago le aveva promesso che sarebbe diventato come lui, con i suoi poteri.

Quando intervenite, cosa potete fare?
Diamo dei suggerimenti e dei consigli, invitiamo le persone a non andare più dai ciarlatani e chiaramente interpelliamo anche le autorità perché intervengano in difesa dei cittadini più deboli.

In che cosa consistono le pratiche stregonesche?
Più che altro leggono le carte, guardano nei fondi di caffé, leggono la mano e poi ti danno degli amuleti che sono costosissimi, sono vere e proprie illusioni molto pericolose.

A colloquio dalla maga Lilith. Perdoni la domanda volgare, quanto costano i suoi consulti?
Pochissimo, il consulto di per sé 100 mila lire.

Come ha scoperto le sue doti eccezionali?
Queste doti le ho sempre avute, ma per tantissimi anni ho fatto un altro lavoro.

Lei sa leggere nel destino di una persona?
Certo, so leggere attraverso la mente e attraverso le carte.

Alfredo Barrago, prestigiatore e illusionista. Il trucco c'è e si vede
Barrago: per attirare il cliente gli viene mostrata una carta positiva, per esempio il sole. Gliela si consegna e, istantaneamente, la carta si trasforma in negativa, convincendolo che ha bisogno del mago. In realtà è una prestidigitazione, è solo questione di abilità nel sostituire le due carte. I maghi, poi, sostengono di trasformare l'acqua in cristallo: basta intingere il bicchiere in polvere per pannolini ed ecco che l'acqua versata si cristallizza. Si vuole fare un legamento d'amore? Si vuole, cioè, conquistare assolutamente il cuore di una persona? Il mago segnerà su un foglio nome e dati anagrafici della persona amata, piegherà in quattro parti il foglio, lo legherà con dello spago e... subito l'involucro prenderà fuoco! Magia? No, solo carta speciale usata sul palcoscenico dagli illusionisti.

Alessandra Graziottin, psicoterapeuta. Perché la gente si rivolge ai maghi?
Sostanzialmente perché oggi c'è una forte crisi dei contenitori sociali: la crisi della ragione, della fede e, soprattutto, delle ideologie forti che sono state la grande illusione del '900.

Chi sono, in particolare, le persone che ricorrono alle pratiche magiche?
Direi che ci sono persone di tutti gli strati sociali, perché nel momento dell'angoscia anche la parte più evoluta del nostro cervello dal punto di vista neurofisiologico va in tilt e il nostro comportamento viene dominato dal cervello emotivo, che è in preda appunto all'angoscia. In questo senso anche il plurilaureato è vulnerabile a questo tipo di suggestione.

Qual è il rischio più grave che si corre?
Di essere gravemente manipolati e di arrivare a perdere stabilmente il baricentro della propria vita. Arrivare a distruggere la propria esistenza, il proprio lavoro e anche i propri beni, quindi trovarsi in una situazione di grave e patologica dipendenza.

Lei si considera vittima di un raggiro. Ma perché si e rivolto a un guaritore?
Vittima: Inizialmente per curiosità, poi ho avuto un problema di salute e questo mi ha avvicinato ancora di più a lui, nonostante fossi in cura da un medico.

Qual era la tariffa?
Vittima: Non c'è una vera e propria tariffa, si trattava di offerte, ma dovevano essere tutte comunque sostanziose.

Ha provato a farsi risarcire dal santone?
Vittima: Non è possibile chiedere risarcimenti. Come altre persone che hanno fatto dei lasciti fino a ipotecare le proprie case, anch'io quando davo i soldi li dovevo dare in moneta contante, né assegni né altro.

Quando si è accorto che non c'era il miracolo?
Vittima: Mi sono accorto quando cominciavo a vedere persone che dovevano ricorrere per problemi mentali a specifiche cure, essere ricoverati in ospedali psichiatrici. Questo mi ha fatto realmente pensare che il santone era semplicemente un falso.

C'è chi crede nei tarocchi e chi nel malocchio e nelle fatture.
Chi nelle formule magiche, chi nell'influsso degli astri, ma forse la verità è che le stelle stanno a guardare.