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IL FATTO 25 GENNAIO 2002
Per soldi e per magia
Occorre un certo coraggio a guardarsi con ironia e a
fare, addirittura, la parodia di se stessi. Precisiamo
subito che le riesce benissimo.
Parliamo
di Wanna Marchi che, forse, andrebbe annoverata tra i
grandi fenomeni televisivi: una piccola maga della
comunicazione e anche del resto. E' tanto abile che ha
raccolto consensi e oboli per decine di miliardi - per
la precisione 63 - con l'assistenza di un santone
brasiliano, che poi ha tagliato la corda. Solo che,
adesso, i giudici vogliono qualche ragguaglio. L'accusa
è estorsione.
Come valuta il cosiddetto fenomeno
Wanna Marchi?
Aldo Grasso: A suo modo è stata
una grande caposcuola. Perché ha inventato un genere,
quello delle televendite, ma, soprattutto, ha introdotto
in televisione un nuovo modo di fare televisione: è la
televisione selvaggia, ruspante. Quella dell'esserci:
cioè Wanna Marchi ha dimostrato che è importantissimo
insistere, apparire, essere smodati, e anche, in qualche
modo, eccessivi, ma se si appare in televisione, poi si
ha successo.
Marcello Cesa Bianchi: Il
fenomeno rappresenta un'espressione molto significativa
di un mondo nel quale i valori si vanno perdendo, in cui
la sostanza va lasciando il posto all'apparenza, in cui
l'immagine assume un rilievo maggiore rispetto alla
razionalità. Un mondo nel quale si cercano delle
soluzioni magiche, delle scorciatoie, un modo immediato
di ottenere quello che non si e ancora cercato nel vero
senso della parola.
I
programmi televisivi vendono sempre un qualche prodotto,
nel senso che propongono anche un'idea, un fatto, un
giudizio?
Aldo Grasso: Nel caso delle
televendite è palese: perché o è un materasso o i numeri
del Lotto o qualcosa di simile. Più in generale, il vero
prodotto che i programmi televisivi vendono è il
pubblico che ogni mattina è certificato dall'Auditel. Il
pubblico è il prodotto che interessa ai pubblicitari.
Anche i telegiornali spesso di adattano a questo tipo di
televendita.
Esiste una norma che regola le televendite?
Giovanni Panunzio: L'assurdo in
Italia è che fare il mago è vietato, farsi pubblicità
no. Quindi occorrerebbe una legge che dice: vietato
pubblicizzare prodotti miracolosi, amuleti, talismani
ecc., perché non dimentichiamo che il ciarlatano è anche
colui che vende i prodotti dimagranti, non è solo colui
che vende gli amuleti. Allora, in Italia, ci vorrebbe
una norma in tal senso. Vietare la pubblicità dei maghi
oltre che la loro attività. In questo devono ritenersi
corresponsabili anche le televisioni e i media che li
invitano e li ospitano nei talk show.
Quand'è che uno si rivolge a questa specie di stregoni?
Quando non ha più fede religiosa, o è solo e disperato?
Giovanni Panunzio: Diciamo che
la motivazione principale è materiale, non spirituale:
la spiritualità è un bluff. Le persone vogliono
risolvere problemi pratici. La spiritualità è tutt'altra
cosa: le persone si fanno ingannare perché vengono
abbindolate e illuse e, chiaramente, in questa società
fatta di materialismo, alcune volte proprio il
materialismo fa cadere in queste trappole.
Ma,
chi sono quelli che ricorrono a streghe, maghi,
cartomanti, astrologi?
Marcello Cesa Bianchi: Donne, ma
anche uomini, che non hanno ancora trovato la
possibilità di esprimere se stessi, che si sentono
insoddisfatti che hanno una quotidianità che tende a
ripetersi in un modo quasi sempre uguale, che cercano
disperatamente, attraverso i mezzi di comunicazione di
massa, le soluzioni ai loro problemi.
Si ha
un'idea delle tariffe che praticano questi specialisti?
Giovanni Panunzio: Le tariffe
dei ciarlatani oscillano tra le 50-100mila lire fino a
svariati milioni. Molti di questi soldi finiscono nei
paradisi fiscali. Qui bisognerebbe indagare, perché
quando ci sono colletti bianchi, persone che sanno come
fare questi movimenti, quindi consulenti, credo che lo
Stato non debba dormire, perché se ciò accade, poi gli
ricade addosso: non sono solo le vittime che pagano, ma
paghiamo tutti.
Voi,
da anni, avete denunciato alla Magistratura il fenomeno
Wanna Marchi. Avete mai avuto risposte?
Giovanni Panunzio: No, nessuna
risposta. In cinque o sei anni abbiamo inoltrato
svariate segnalazioni, ma , purtroppo, silenzio
assoluto.
E'
stato Antonio Ricci con Striscia la notizia che,
questa volta, ha richiamato l'attenzione dei giudici
sull'attività di Wanna Marchi. Le procure avevano già
aperto il caso, ma non era successo niente. La
televisione, in questa vicenda, ha un ruolo di
supplenza?
Aldo Grasso: La televisione in
questo caso ha un ruolo di supplenza, però è difficile
dire se lo ha per ignavia delle procure o se la forza
della televisione e così grande che è una locomotiva che
traina tutto. Io sono stato molto stupito che la Guardia
di Finanza abbia chiamato questa operazione Tapiro
salato.
La
televisione crea mostri. La televisione li distrugge.
Sono due facce della stessa medaglia?
Aldo Grasso: Sono due facce
della stessa medaglia, tanto è vero che Antonio Ricci
aveva usato Wanna Marchi in un suo programma, come
personaggio colorito. In questo caso abbiamo la
televisione forte che scaccia quella debole, in questo
caso abbiamo una televisione che ci dice quello che è
giusto e quello che è corretto, e una televisione che
invece subisce questo giudizio.
Non
c'è la responsabilità intellettuale e perfino morale di
chi si rifugia in questo tipo di pratiche?
Marcello Cesa Bianchi: Si può
forse accennare, sul piano morale, al fatto che queste
persone anziché cercare di operare, fare fatica per
trovare le soluzioni, trovano più facile affidarsi a
delle soluzioni che vengono dal di fuori. Anche se la
responsabilità maggiore, a mio modo di vedere, è un
mondo che tende a facilitare i disvalori rispetto ai
valori, qualunque essi siano.
Aldo Grasso: Forse questo è
l'aspetto più preoccupante, che ci siano tante persone
che credano a Wanna Marchi. Preoccupa per il fatto in
sé, per il malocchio, il mago e tutte le altre cose.
Preoccupa più in generale, perché se è così facile
convincere la gente dalla televisione, insomma, i
problemi per il Paese sono grandi.
Wanna Marchi ha fatto un errore: non
aveva previsto l'arrivo della polizia.
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IL
FATTO 12 NOVEMBRE 1999 |
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Quando la realtà si fa più dura, la
gente cerca l'evasione nel sogno, nella magia, nei
prodigi. E' un grande momento per maghi, fattucchiere,
guaritori, santoni, cartomanti, indovini, manovratori di
pendoli, scrutatori di fondi di caffé, lettori della
mano.
Giovanni Panunzio, responsabile dell'Associazione
telefono antiplagio. Qual è l'imbroglio più diffuso?
La truffa aggravata, cioè quella che ti dice: Se non fai
queste cose ti capiterà una disgrazia e poi anche la
circonvenzione di incapace e l'evasione fiscale, che è
molto forte.
Quali sono i casi più clamorosi?
Uno in particolare molto grave. Una persona ha dovuto
sborsare quasi un miliardo perché il mago le aveva
promesso che sarebbe diventato come lui, con i suoi
poteri.
Quando intervenite, cosa potete fare?
Diamo dei suggerimenti e dei consigli, invitiamo le
persone a non andare più dai ciarlatani e chiaramente
interpelliamo anche le autorità perché intervengano in
difesa dei cittadini più deboli.
In che cosa consistono le pratiche stregonesche?
Più che altro leggono le carte, guardano nei fondi di
caffé, leggono la mano e poi ti danno degli amuleti che
sono costosissimi, sono vere e proprie illusioni molto
pericolose.
A colloquio dalla maga Lilith. Perdoni la domanda
volgare, quanto costano i suoi consulti?
Pochissimo, il consulto di per sé 100 mila lire.
Come ha scoperto le sue doti eccezionali?
Queste doti le ho sempre avute, ma per tantissimi anni
ho fatto un altro lavoro.
Lei sa leggere nel destino di una persona?
Certo, so leggere attraverso la mente e attraverso le
carte.
Alfredo Barrago, prestigiatore e illusionista. Il
trucco c'è e si vede
Barrago: per attirare il cliente gli viene mostrata una
carta positiva, per esempio il sole. Gliela si consegna
e, istantaneamente, la carta si trasforma in negativa,
convincendolo che ha bisogno del mago. In realtà è una
prestidigitazione, è solo questione di abilità nel
sostituire le due carte. I maghi, poi, sostengono di
trasformare l'acqua in cristallo: basta intingere il
bicchiere in polvere per pannolini ed ecco che l'acqua
versata si cristallizza. Si vuole fare un legamento
d'amore? Si vuole, cioè, conquistare assolutamente il
cuore di una persona? Il mago segnerà su un foglio nome
e dati anagrafici della persona amata, piegherà in
quattro parti il foglio, lo legherà con dello spago e...
subito l'involucro prenderà fuoco! Magia? No, solo carta
speciale usata sul palcoscenico dagli illusionisti.
Alessandra Graziottin, psicoterapeuta. Perché la
gente si rivolge ai maghi?
Sostanzialmente perché oggi c'è una forte crisi dei
contenitori sociali: la crisi della ragione, della fede
e, soprattutto, delle ideologie forti che sono state la
grande illusione del '900.
Chi sono, in particolare, le persone che ricorrono
alle pratiche magiche?
Direi che ci sono persone di tutti gli strati sociali,
perché nel momento dell'angoscia anche la parte più
evoluta del nostro cervello dal punto di vista
neurofisiologico va in tilt e il nostro comportamento
viene dominato dal cervello emotivo, che è in preda
appunto all'angoscia. In questo senso anche il
plurilaureato è vulnerabile a questo tipo di
suggestione.
Qual è il rischio più grave che si corre?
Di essere gravemente manipolati e di arrivare a perdere
stabilmente il baricentro della propria vita. Arrivare a
distruggere la propria esistenza, il proprio lavoro e
anche i propri beni, quindi trovarsi in una situazione
di grave e patologica dipendenza.
Lei si considera vittima di un raggiro. Ma perché si
e rivolto a un guaritore?
Vittima: Inizialmente per curiosità, poi ho avuto un
problema di salute e questo mi ha avvicinato ancora di
più a lui, nonostante fossi in cura da un medico.
Qual era la tariffa?
Vittima: Non c'è una vera e propria tariffa, si trattava
di offerte, ma dovevano essere tutte comunque
sostanziose.
Ha
provato a farsi risarcire dal santone?
Vittima: Non è possibile chiedere risarcimenti. Come
altre persone che hanno fatto dei lasciti fino a
ipotecare le proprie case, anch'io quando davo i soldi
li dovevo dare in moneta contante, né assegni né altro.
Quando si è accorto che non c'era il miracolo?
Vittima: Mi sono accorto quando cominciavo a vedere
persone che dovevano ricorrere per problemi mentali a
specifiche cure, essere ricoverati in ospedali
psichiatrici. Questo mi ha fatto realmente pensare che
il santone era semplicemente un falso.
C'è
chi crede nei tarocchi e chi nel malocchio e nelle
fatture.
Chi nelle formule magiche, chi nell'influsso
degli astri, ma forse la verità è che le stelle stanno a
guardare.
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