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LA TELEPROMOZIONE DEL GABIBBO (in
compagnia delle "veline")
Comunicato-stampa del 10 aprile 2002
Vi informiamo che a seguito di una nostra segnalazione del 24/12/01 all'Ufficio Pubblicità Ingannevole dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, riguardante le telepromozioni di "Striscia la Notizia" sui fiori di Bach del 18 e 20 dicembre 2001, CONTRO I CHILI DI TROPPO, LA CELLULITE ecc., l'Antitrust ha avviato il procedimento PI/3725 con una precisa richiesta di "studi e ricerche scientifiche effettuati in merito ai c.d. "fiori di Bach".
E' quanto meno contraddittorio, per non dire ipocrita, che a meno di un mese dalla vicenda Wanna Marchi (28/11/01) "Striscia la notizia" abbia pubblicizzato anch'essa prodotti di cui fanno largo uso e larga vendita gli "operatori dell'occulto", i quali li spacciano per pozioni dagli effetti mirabolanti, mentre hanno lo stesso "potere" del sale e dei tronchetti di edera del "mago" Do Naisimento. Tanto più che dalla fase istruttoria del procedimento dell'Antitrust è emerso che:
1) una delle società committenti il messaggio pubblicitario sui fiori di Bach, la M.D. srl, gestisce il marchio MARIA DUVAL, sedicente "medium" che da oltre sei anni invia lettere minacciose a centinaia di migliaia di famiglie italiane per estorcere denaro, senza che le autorità muovano un dito. Il caso concerne alcune società nate in Italia, messe in liquidazione e poi ricostituite per sfuggire ai controlli (proprio come Wanna Marchi) e successivamente allargatesi in Francia, nel Regno Unito ecc.;
2) un'altra società è la IBS srl, già condannata più volte (come la M.D.) per pubblicità ingannevole (vedi qui:
www.agcm.it).
Dopo la nostra denuncia quelli di "Striscia" avevano detto (in un comunicato-stampa) che avrebbero indagato pure loro. I telespettatori stanno ancora aspettando. Evidentemente i rapporti contrattuali con i ciarlatani creano imbarazzo: soprattutto a chi, mentre vuole far credere all'opinione pubblica di essere dalla parte dei cittadini, scopre (indagando su se stesso) di aver partecipato ad un imbroglio.
Tutto ciò conferma, ancora una volta, che editori e agenzie pubblicitarie sono i primi responsabili del proliferare delle truffe dei ciarlatani attraverso i "media", a danno delle persone più deboli: lo Stato non ha alcun interesse a tutelarle, perché partecipa agli utili.
Se Antonio Ricci fosse una persona seria, farebbe un'indagine seria, senza paura di alcuno: nemmeno del Presidente del Consiglio. Wanna Marchi è solo la punta di un iceberg... A proposito, chissà perché quelli di "Striscia" hanno rifiutato una videocassetta - che possiamo mettere a disposizione dei giornalisti interessati - in cui è dimostrato che le prime denunce su Wanna Marchi & c. sono datate 1992!? Per non far sapere che non sono stati i primi? Per "coprire" le autorità che hanno insabbiato tutto? O, più semplicemente, perché pensano solo all'audience e se ne infischiano delle vittime dei ciarlatani?
A voi la scelta. Noi abbiamo le prove.
antiplagio@antiplagio.org
AGGIORNAMENTO: NEL MESE DI LUGLIO 2002 LA TELEPROMOZIONE DI 'STRISCIA' E'
STATA GIUDICATA INGANNEVOLE DALL'ANTITRUST. CHE FIGURONE DI
ME... DIASET!
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